Il mercato auto in Italia cresce del 14%, grazie anche al noleggio

Il mercato auto italiano sale a febbraio 2026 con 157.334 immatricolazioni (+14%). Il noleggio a breve termine guida la crescita; BEV 7,9% e PHEV 8,5%

Il mercato auto in Italia cresce del 14%, grazie anche al noleggio
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 3 mar 2026

Il mercato automobilistico italiano mostra segnali di vitalità, ma la crescita che si registra nasconde alcune fragilità strutturali che rischiano di rallentare il percorso verso una mobilità più sostenibile e competitiva. A febbraio 2026, il comparto ha registrato un incremento del 14%, raggiungendo quota immatricolazioni pari a 157.334 unità rispetto alle 137.965 dello stesso mese dell’anno precedente. Tuttavia, questa impennata va letta con attenzione: eliminando il contributo delle vetture destinate al noleggio a breve termine, la crescita reale si riduce al 9%. Questo dato mette in luce come la domanda privata, ovvero quella dei consumatori finali, resti ancora debole e caratterizzata da una certa cautela.

Non meno significativo è il confronto con i livelli pre-pandemici: rispetto al 2019, il mercato italiano rimane ancora distante, segnando un calo del 12,9%. Questo gap sottolinea come la ripresa non sia ancora pienamente consolidata e che il settore debba fare i conti con una domanda strutturalmente più bassa rispetto al passato.

Le auto a batteria faticano ancora

La transizione verso le auto elettriche e le altre motorizzazioni alternative, pur mostrando segnali di crescita, avanza a un ritmo decisamente inferiore rispetto agli standard europei. Le vetture a batteria, le cosiddette BEV (Battery Electric Vehicle), hanno raggiunto una quota di mercato del 7,9% con 12.572 unità immatricolate, quasi il doppio rispetto al 5,0% dello scorso anno. Anche le ibride plug-in, note come PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle), hanno registrato una crescita, attestandosi all’8,5% grazie all’ampliamento dell’offerta e a nuove disposizioni in materia di fringe benefit aziendali.

Nonostante questi progressi, il divario con l’Unione Europea rimane marcato: la media comunitaria delle BEV si attesta al 19,7%, mentre Paesi come Germania, Francia e Regno Unito viaggiano a velocità superiore nella transizione elettrica. Questa distanza mette in evidenza la necessità di interventi strutturali per accelerare la diffusione delle motorizzazioni a zero emissioni anche in Italia.

Tra gli ostacoli principali all’adozione su larga scala delle auto elettriche figurano una rete di ricarica pubblica ancora disomogenea, costi energetici che non sempre risultano competitivi e significative differenze normative tra le diverse regioni italiane. Gli incentivi varati dal MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) hanno contribuito a rendere più accessibili i listini, allargando la platea di potenziali acquirenti. Tuttavia, senza una strategia di infrastrutturazione coerente e capillare, il mercato rischia di procedere a scatti, senza una crescita costante e sostenibile.

Serve una riforma

Sul fronte istituzionale, il presidente di UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), Roberto Pietrantonio, ha lanciato un appello per una «riforma fiscale delle flotte aziendali» e per l’introduzione di «strumenti strutturali in grado di sostenere la domanda». Secondo Pietrantonio, la competitività del settore automobilistico italiano deve poggiare su innovazione e investimenti, piuttosto che su misure protezionistiche che rischiano di rallentare l’evoluzione del mercato.

Anche gli operatori del settore concordano sulla necessità di rafforzare la rete di ricarica e di rendere omogenea l’offerta su tutto il territorio nazionale. Parallelamente, i costruttori puntano a sviluppare modelli con autonomie sempre più elevate e costi di possesso più accessibili, nella convinzione che solo così sarà possibile stimolare la domanda e rendere il passaggio all’elettrico davvero attrattivo per il grande pubblico.

Le scelte dei consumatori

Le scelte dei consumatori restano fortemente condizionate da due fattori chiave: la facilità di accesso alle infrastrutture di ricarica e la convenienza economica nel medio termine. Finché il quadro normativo resterà incerto e gli investimenti in infrastrutture non seguiranno una linea condivisa e continuativa, la penetrazione delle auto elettriche continuerà a crescere a ritmo moderato. Questo scenario conferma che la transizione energetica e tecnologica rappresenta un percorso complesso, che richiede un coordinamento stretto tra settore pubblico e privato, nonché una visione strategica di lungo periodo.

In sintesi, il mercato auto italiano si trova di fronte a una crescita che, seppur incoraggiante nei numeri, rivela ancora molte criticità. Solo un impegno corale su infrastrutture, incentivi mirati e innovazione potrà colmare il gap con l’Europa e garantire un futuro competitivo e sostenibile al settore.

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