In Francia si rischia la galera per eccesso di velocità: regole severe

Dal 29 dicembre 2025 la Francia considera reato penale il superamento dei limiti di oltre 50 kmh: fino a 3 mesi di carcere, multa, confisca del veicolo e revoca della patente

In Francia si rischia la galera per eccesso di velocità: regole severe
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Renato Terlisi
Pubblicato il 13 gen 2026

Una rivoluzione normativa si prepara a cambiare profondamente il rapporto tra automobilisti e codice della strada in Francia. Dal 29 dicembre 2025, chiunque venga sorpreso a superare i limiti di velocità di oltre 50 kmh si troverà a dover affrontare non più una semplice sanzione amministrativa, ma una vera e propria imputazione di reato penale. Si tratta di una svolta drastica che trasforma la gestione della velocità eccessiva da infrazione amministrativa a crimine, con conseguenze che possono incidere in modo significativo sia sulla vita personale che su quella economica degli automobilisti francesi.

Inasprimento delle pene

Il nuovo assetto sanzionatorio prevede pene fino a tre mesi di reclusione, una multa di 3.750 euro, la confisca veicolo e la revoca della patente. Inoltre, la condanna comporterà l’iscrizione nel casellario giudiziale e l’obbligo di partecipare a corsi di sicurezza stradale. Il giudice, inoltre, potrà sospendere o revocare la licenza di guida fino a tre anni, arrivando anche alla cancellazione totale della patente in casi particolarmente gravi.

Alla base di questa decisione c’è un’analisi rigorosa dei dati sulla mortalità e sull’incidentalità stradale. Nel corso del 2024, le autorità francesi hanno registrato ben 63.217 episodi di superamento della soglia dei 50 kmh, un numero che rappresenta un incremento del 69% rispetto al 2017. Non meno allarmante è il dato che attribuisce alla velocità eccessiva circa un terzo delle vittime della strada nel Paese. Proprio questa situazione di emergenza ha spinto il legislatore a introdurre una strategia di deterrenza senza precedenti, mirando a colpire duramente chi mette a rischio la sicurezza pubblica.

Reazioni alla normativa

Le reazioni alla nuova normativa sono state immediate e variegate. Da un lato, le associazioni per la sicurezza stradale e i familiari delle vittime di incidenti hanno accolto con favore il provvedimento, sottolineando come l’inasprimento delle sanzioni possa indurre comportamenti più responsabili e ridurre la gravità degli incidenti. Secondo questi soggetti, la linea dura è necessaria per proteggere la collettività e per dare un segnale chiaro di tolleranza zero nei confronti della velocità pericolosa.

Dall’altro lato, però, non mancano le critiche. Giuristi e associazioni per i diritti civili hanno espresso forti perplessità circa la proporzionalità delle pene previste. Le preoccupazioni riguardano soprattutto il rischio di sovraccarico per il sistema giudiziario, che si troverà a dover gestire un numero elevato di casi che fino ad oggi erano trattati in via amministrativa. Altri punti controversi riguardano la possibilità di errori nella rilevazione della velocità, la discrezionalità affidata ai giudici nella valutazione delle singole situazioni e la gestione dei casi al limite tra infrazione e crimine.

Situazione delicata

Particolarmente delicata è la posizione del settore dell’autotrasporto e del noleggio, che si trova di fronte a nuove incognite sia dal punto di vista organizzativo che economico. La prospettiva della confisca veicolo e della sospensione delle licenze rappresenta infatti una minaccia concreta per la continuità operativa delle aziende del comparto. Anche per i comuni automobilisti, il messaggio è inequivocabile: la lotta alla velocità eccessiva non è più una questione di semplici multe, ma può comportare ripercussioni profonde sulla propria libertà personale e sulla possibilità di continuare a guidare.

La Francia si pone così all’avanguardia in Europa per quanto riguarda la severità delle misure contro la velocità. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre drasticamente il numero di vittime e incidenti sulle strade, rendendo sempre più difficile e rischioso trasgredire i limiti. Se da un lato questa scelta normativa può rappresentare un deterrente efficace, dall’altro apre il dibattito su quali siano i limiti accettabili della repressione e sulla necessità di garantire sempre un giusto equilibrio tra sicurezza collettiva e diritti individuali.

Nel frattempo, automobilisti, aziende e operatori del settore sono chiamati a una riflessione profonda sulle proprie abitudini di guida. Il nuovo corso intrapreso dalla Francia segna una svolta epocale, destinata a influenzare non solo il comportamento sulle strade, ma anche il dibattito giuridico e sociale sulla gestione della mobilità e della sicurezza stradale in tutta Europa.

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