Prende una multa e fa ricorso, ma la sua patente è falsa
Autovelox a Modena scopre una patente polacca contraffatta: il conducente, con patente italiana revocata, è stato denunciato per falsificazione e multato amministrativamente
Un controllo di routine si è trasformato in un caso di falsificazione patente che mette in luce un fenomeno sempre più diffuso sulle strade italiane. Siamo a Modena, lungo la tangenziale Carducci, dove la Polizia Locale ha fermato un automobilista lombardo di circa cinquant’anni, coinvolto in una vicenda che unisce patente polacca irregolare, tentativi di elusione di provvedimenti amministrativi e l’utilizzo di documenti contraffatti per aggirare una patente revocata.
Un semplice autovelox
Tutto ha avuto inizio con una semplice autovelox, dispositivo ormai onnipresente sulle nostre strade, che ha immortalato il veicolo dell’uomo mentre superava i limiti di velocità. Una sanzione amministrativa, apparentemente di routine, ha dato il via a una serie di accertamenti che avrebbero poi portato alla scoperta di un caso ben più grave. L’automobilista, dopo aver presentato ricorso contro la multa, si è infatti presentato agli agenti esibendo una patente polacca, apparentemente in regola, per poter continuare a guidare legalmente nonostante la revoca del suo titolo di guida italiano avvenuta nel luglio 2022.
Le prime verifiche della Polizia Locale hanno però subito sollevato dubbi sulla genuinità della documentazione esibita. Il sospetto è sorto perché, secondo le normative europee, il rilascio di una patente polacca è subordinato al trasferimento effettivo della residenza in Polonia, requisito che nel caso dell’uomo non risultava assolutamente soddisfatto. Approfondendo i controlli, gli agenti hanno richiesto l’intervento della Procura modenese che ha disposto il sequestro immediato del documento.
Sono entrati in gioco gli esperti
A questo punto sono entrati in gioco gli esperti tecnici, i quali hanno sottoposto la busta documentale a esami approfonditi. I risultati sono stati inequivocabili: la falsificazione patente era evidente, con elementi di contraffazione che non lasciavano spazio a dubbi. La patente polacca, dunque, non era altro che un tentativo maldestro di aggirare le restrizioni imposte dalla precedente revoca del documento italiano.
Per il cinquantenne lombardo sono scattate due conseguenze immediate. In primo luogo, è stato denunciato per falsificazione patente, reato che comporta gravi implicazioni sia sul piano penale sia su quello amministrativo. In secondo luogo, è stata elevata una pesante sanzione amministrativa di 5.190 euro per aver circolato con patente revocata. Ma la vicenda, tutt’altro che conclusa, potrebbe evolversi ulteriormente: il procedimento penale aperto a suo carico è ancora in corso e non si esclude che, qualora dovessero emergere circostanze aggravanti legate alla volontà deliberata di eludere provvedimenti amministrativi, le conseguenze possano essere ancora più severe.
Nel frattempo, la Polizia Locale di Modena ha avviato ulteriori indagini per accertare se l’uomo abbia avuto un ruolo attivo non solo nell’utilizzo, ma anche nella produzione o nell’approvvigionamento del documento falso. Un aspetto che, se confermato, aprirebbe scenari investigativi ben più complessi e ramificati, con possibili collegamenti a reti organizzate specializzate nella produzione di documenti contraffatti.
Circolazione di patenti contraffatte
Questo episodio rappresenta solo la punta dell’iceberg di un problema che preoccupa sempre più le autorità e gli esperti di sicurezza stradale: la circolazione di patenti estere irregolari utilizzate come escamotage per aggirare le revoche nazionali. La facilità con cui è possibile reperire una patente polacca falsa, spesso tramite canali online o reti clandestine, evidenzia la necessità di rafforzare i controlli e migliorare la cooperazione tra le autorità dei diversi Paesi europei.
Magistrati e tecnici specializzati sottolineano come sia fondamentale investire in tecnologie di verifica avanzate e creare sistemi di interoperabilità transnazionale. Solo così le forze dell’ordine potranno accertare in tempo reale l’autenticità delle patenti estere e prevenire efficacemente episodi di falsificazione patente e circolazione con patente revocata. Un coordinamento costante tra uffici comunali, Procure e reparti tecnici appare ormai imprescindibile per contrastare questa forma di frode amministrativa e penale che rischia di minare la sicurezza sulle nostre strade.
In attesa che la giustizia faccia il suo corso, il caso modenese resta un monito: la tentazione di aggirare la legge può costare caro, sia in termini economici sia, soprattutto, in termini di responsabilità penale. La tolleranza zero verso chi tenta di raggirare il sistema resta l’unica strada per garantire sicurezza e legalità alla guida.