Contro ogni previsione, la mitica Golf GTI W12 650 è tornata

La Volkswagen celebra il 60° della GTI riportando la Golf GTI W12 650: motore W12 biturbo centrale da 650 CV, 0-100 km/h in 3,7s, concept non producibile ma simbolo di audacia

Contro ogni previsione, la mitica Golf GTI W12 650 è tornata
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 27 feb 2026

Nel panorama delle icone automobilistiche, poche vetture riescono a incarnare lo spirito di innovazione e audacia come la Golf GTI W12 650. In occasione del 50° anniversario della sua gamma sportiva, Volkswagen ha deciso di rispolverare uno dei prototipi più estremi e affascinanti mai realizzati dal marchio: una compatta trasformata in supercar, grazie a una combinazione tecnica e stilistica che ancora oggi fa discutere appassionati e addetti ai lavori.

Motore incredibile

Il cuore pulsante di questa straordinaria creazione è il poderoso W12 biturbo da 6,0 litri, capace di sprigionare ben 650 CV. Numeri che impressionano non solo sulla carta, ma anche per le prestazioni dichiarate: accelerazione da 0 a 100 km/h in appena 3,7 secondi e una velocità massima di 325 km/h. Questi dati posizionano la vettura in una dimensione tutta sua, distante anni luce dalla normale produzione di serie e capace di competere, almeno idealmente, con le migliori supercar del suo tempo.

Per celebrare questa ricorrenza speciale, la casa di Wolfsburg ha scelto di mantenere inalterate le specifiche tecniche del prototipo originale, risalente al 2007, proponendo però un aggiornamento estetico caratterizzato da una nuova e aggressiva livrea rossa. Questo restyling non rappresenta un semplice esercizio di stile, ma sottolinea il legame profondo con l’eredità GTI, confermando allo stesso tempo che la Golf GTI W12 650 resterà un concept puro, senza alcuna prospettiva di produzione in serie.

Come una vera supercar

Uno degli elementi più rivoluzionari di questo progetto è la scelta di adottare un motore centrale, soluzione che ha imposto una completa riprogettazione della struttura e dell’aerodinamica della vettura. Le carreggiate sono state allargate di ben 160 mm, mentre l’assetto è stato ribassato di 70 mm per garantire una dinamica di guida degna di una vera supercar. Per affrontare le elevate temperature generate dal motore, sono stati introdotti sofisticati sistemi di raffreddamento: il tetto in fibra di carbonio integra una presa d’aria, mentre i montanti posteriori sono stati completamente ridisegnati per ottimizzare i flussi d’aria. Il setup è completato da cerchi da 19 pollici e pneumatici posteriori da 295 mm, indispensabili per scaricare a terra i 750 Nm di coppia.

L’abitacolo, fedele alla tradizione sportiva GTI, abbina dettagli iconici come i rivestimenti in tartan, il volante a fondo piatto e l’Alcantara, con elementi tecnici tipici di una supercar compatta. Un mix che esalta il contrasto tra la vocazione racing e l’estrema raffinatezza ingegneristica del progetto.

Dal punto di vista tecnico e giornalistico, la Golf GTI W12 650 rappresenta un perfetto esempio di dualismo: da un lato testimonia la straordinaria creatività e competenza dei reparti di ricerca e sviluppo di Volkswagen, dall’altro mette in luce le difficoltà concrete legate alla trasformazione di una piattaforma compatta in una vettura a motore centrale. La complessità dello sviluppo, l’aumento del peso, le nuove esigenze di raffreddamento e la necessità di assetti specifici rendono di fatto impraticabile la produzione in serie di un modello simile.

Un simbolo di un’epoca di sperimentazione

Per gli appassionati di auto, questa supercar rimane un simbolo di un’epoca in cui la sperimentazione tecnica serviva a creare miti e a spingere i limiti dell’immaginario automobilistico. Per i più pragmatici, invece, la Golf GTI W12 650 resta una curiosità ingegneristica, affascinante ma priva di concrete prospettive commerciali.

L’ultimo aggiornamento estetico, pur lasciando invariate le specifiche meccaniche, sancisce la volontà di celebrare la storia e l’eredità GTI senza cedere alla tentazione di trasformare il concept in un prodotto di serie. In un contesto automobilistico dominato da normative sempre più stringenti sulle emissioni, da costi di sviluppo in crescita e da strategie di elettrificazione, il ritorno della Golf GTI W12 650 rappresenta una testimonianza preziosa di un’epoca in cui l’ingegneria era sinonimo di passione e visione.

Questa vettura rimane un capitolo fondamentale nella storia dell’automobile: un esempio concreto di come un progetto concettuale possa continuare a suscitare interesse e dibattito tecnico, sia dal punto di vista emozionale che ingegneristico, a distanza di decenni dalla sua nascita.

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