Ancora tu, Carlos Tavares è sempre il manager più pagato di Stellantis

Nel 2025 Carlos Tavares incassa 11,9 milioni e resta il dirigente più pagato di Stellantis; il divario con Antonio Filosa e il ruolo dei bonus a lungo termine

Ancora tu, Carlos Tavares è sempre il manager più pagato di Stellantis
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Giorgio Colari
Pubblicato il 27 feb 2026

Nel cuore del settore automobilistico europeo si accende il dibattito sui compensi dei top manager di Stellantis, uno dei più grandi gruppi automotive al mondo. Il recente Rapporto Annuale depositato presso la Securities and Exchange Commission ha portato alla luce cifre che fanno discutere, sia per la loro entità che per il contesto di transizione manageriale e le politiche di austerity che coinvolgono i lavoratori del gruppo. I numeri, densi di significato, riflettono una fase di cambiamento e una complessa gestione delle strategie di remunerazione ai vertici.

Il divario tra ex e nuovo CEO

Al centro dell’attenzione c’è senza dubbio Carlos Tavares, ex amministratore delegato di Stellantis, che si conferma in cima alla classifica delle retribuzioni con un compenso di 11,9 milioni di euro. Questa cifra, pur rappresentando una netta diminuzione rispetto ai 23,08 milioni del 2024 e ai 36,49 milioni del 2023, deriva in larga parte da bonus e piani di incentivazione pluriennali maturati negli anni precedenti e liquidati solo ora. Una prassi comune tra le multinazionali, che però genera una certa distorsione nella lettura dei dati annuali: i numeri del 2025, infatti, non rispecchiano pienamente l’attività svolta nell’anno di riferimento, ma incorporano riconoscimenti per risultati ottenuti in passato.

Il caso di Antonio Filosa, nuovo CEO di Stellantis, mette ulteriormente in luce le dinamiche di questa transizione. Il suo compenso, pari a 5,4 milioni di euro, riflette un ciclo di maturazione degli incentivi differente rispetto al suo predecessore. Questa discrepanza sottolinea come i passaggi di consegne nella leadership aziendale possano generare differenze sostanziali tra performance storica e corresponsione dei premi, alimentando la percezione di un sistema poco lineare e trasparente agli occhi dell’opinione pubblica.

Il presidente ridimensiona

Sul fronte della presidenza, si registra un ridimensionamento più contenuto per John Elkann, che passa da 2,79 a 2,45 milioni di euro. Va precisato che tale importo non include benefici derivanti da partecipazioni azionarie o dividendi. Un dettaglio non secondario, soprattutto considerando che Stellantis ha scelto di sospendere sia la distribuzione degli utili sia i bonus ai dipendenti, una decisione che riflette le pressioni esercitate dal contesto competitivo globale e le incertezze che attraversano il mercato dell’auto.

La questione dei compensi, però, va ben oltre i numeri riportati nei bilanci. Da un lato, sindacati e associazioni di consumatori denunciano una forte discrepanza tra le liquidazioni milionarie destinate ai vertici e le misure di austerity imposte alla base della piramide aziendale. Dall’altro, i sostenitori delle attuali politiche di remunerazione ribadiscono l’importanza di schemi incentivanti di lungo periodo, considerati fondamentali per attrarre e trattenere i migliori talenti e per premiare risultati che spesso si manifestano solo dopo diversi anni di lavoro e di strategia aziendale.

Serve equilibrio

La trasparenza richiesta dalla SEC contribuisce ad alimentare il dibattito pubblico, ponendo l’accento sulla necessità di trovare un equilibrio tra competitività, dignità del lavoro e responsabilità verso gli azionisti. Il caso Stellantis, in questo senso, diventa emblematico di una sfida più ampia che interessa tutto il comparto industriale europeo: come bilanciare le esigenze di efficienza e redditività con quelle di equità e riconoscimento del valore umano all’interno delle organizzazioni.

Nei prossimi mesi, sarà fondamentale osservare se e come Stellantis deciderà di rivedere i propri piani di incentivazione e se procederà con il ripristino della distribuzione dei dividendi. Le scelte che verranno adottate comunicheranno in modo chiaro la direzione strategica che il gruppo intende intraprendere e rappresenteranno un segnale importante per il settore, per gli investitori e per tutti i lavoratori coinvolti. In un contesto in cui le pressioni esterne e le aspettative interne si fanno sempre più forti, la gestione della remunerazione dei vertici diventa un indicatore chiave della capacità di adattamento e della visione a lungo termine di una realtà come Stellantis.

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