Palermo, fermate due auto rubate dirette a Tunisi: scattano le denunce
Al porto di Palermo sequestrate una BMW XM 50e e una Toyota Rav4 dirette in Tunisia. Due denunce per documenti contraffatti e riciclaggio, indagini in corso
Il porto di Palermo torna al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine per un’operazione che ha portato al recupero di due veicoli rubati destinati all’estero. Gli agenti della Polizia di Frontiera marittima hanno infatti intercettato una BMW XM 50e e una Toyota RAV4 che stavano per essere imbarcate su traghetti diretti in Tunisia.
L’intervento ha permesso di bloccare l’esportazione di due vetture dal valore complessivo molto elevato e di denunciare due cittadini libici ritenuti coinvolti nell’operazione. Le indagini sono ora concentrate sulla ricostruzione dell’intera filiera criminale che avrebbe organizzato il trasferimento dei mezzi fuori dall’Italia.
BMW XM da 150 mila euro scoperta con documenti falsi
Il caso più rilevante riguarda una BMW XM 50e, il SUV ibrido ad alte prestazioni della casa tedesca, dal valore stimato di circa 150 mila euro.
Secondo quanto emerso, il veicolo era già stato caricato nella stiva di una nave della compagnia Grimaldi Lines diretta al porto tunisino di La Goulette. L’auto, contraddistinta da una targa olandese, era arrivata a Palermo attraverso una nave proveniente da Salerno.
Durante i controlli effettuati dagli agenti della Polizia di Frontiera, coordinati dal dirigente Manfredi Borsellino, sono emerse anomalie nella documentazione del veicolo.
Gli accertamenti successivi hanno infatti permesso di stabilire che la carta di circolazione, apparentemente rilasciata dalle autorità olandesi, era contraffatta. A quel punto è scattato il sequestro del mezzo e la denuncia di un cittadino libico di 54 anni.
Recuperata anche una Toyota RAV4 rubata a Milano
Nel corso delle stesse attività di controllo, gli investigatori hanno individuato una seconda vettura sospetta. Si trattava di una Toyota RAV4 risultata rubata nelle settimane precedenti nell’area di Milano. Anche questo veicolo era destinato alla Tunisia e stava per essere imbarcato dal porto siciliano.
Le verifiche hanno portato alla denuncia di un cittadino libico di 44 anni con l’accusa di riciclaggio. L’automobile è stata immediatamente sequestrata per consentire ulteriori approfondimenti investigativi.
Un possibile passaggio dalla Germania
Le indagini hanno già consentito di ricostruire parte del percorso seguito dalla Toyota prima di arrivare a Palermo.
Secondo gli investigatori, dopo il furto avvenuto in Lombardia il SUV potrebbe essere transitato dalla Germania. Qui sarebbero stati modificati alcuni elementi identificativi fondamentali, come il numero di telaio e la targa, nel tentativo di rendere più difficile la tracciabilità del veicolo. Successivamente l’auto avrebbe raggiunto il porto di Salerno per essere infine trasferita a Palermo e imbarcata verso il Nord Africa.
Si tratta di una modalità operativa già osservata in altre inchieste sul traffico internazionale di veicoli rubati, dove i mezzi vengono spesso trasferiti attraverso diversi Paesi europei prima di essere esportati fuori dall’Unione Europea.
Palermo nodo strategico nei controlli sui veicoli
L’operazione conferma l’importanza delle attività di controllo svolte nei principali porti italiani, considerati punti sensibili per il contrasto al traffico internazionale di auto rubate.
Le organizzazioni criminali puntano spesso su veicoli di valore elevato o particolarmente richiesti nei mercati esteri, sfruttando documentazione falsa, targhe contraffatte e modifiche ai numeri identificativi per aggirare i controlli.
La BMW XM 50e, in particolare, rappresenta uno dei modelli più esclusivi della gamma BMW. Si tratta di un SUV ibrido plug-in che combina elevate prestazioni con una forte componente tecnologica, caratteristiche che lo rendono particolarmente appetibile anche sul mercato illegale.
Indagini ancora aperte
Le due vetture sono state poste sotto sequestro e verranno sottoposte a ulteriori verifiche per accertarne con precisione la provenienza e l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti.
Gli investigatori stanno ora cercando di capire se i due episodi siano collegati a una stessa organizzazione criminale specializzata nel trasferimento di auto rubate verso il Nord Africa oppure se si tratti di operazioni indipendenti.
Il recupero dei due veicoli rappresenta comunque un risultato significativo nella lotta contro il traffico internazionale di automobili rubate, un fenomeno che continua a generare ingenti danni economici e che coinvolge sempre più spesso vetture di fascia alta e SUV particolarmente richiesti sui mercati esteri.