Dalla SUV 35 alle nuove ibride ed EV, il piano completo del ritorno di Itala

Rinascita Itala: Itala 35 debutta con motore 1.5 turbo, produzione a Macchia d'Isernia, investimenti da 50 milioni e progetti EV e ibridi per il 2026

Dalla SUV 35 alle nuove ibride ed EV, il piano completo del ritorno di Itala
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 25 mag 2026

Il ritorno di Itala non passerà soltanto dalla SUV 35 già anticipata nelle scorse settimane. Lo storico marchio torinese prepara infatti un rilancio molto più ampio, con una gamma composta da ben sei nuovi modelli tra SUV benzina, ibride plug-in, range extender ed elettriche compatte.

Dietro il progetto c’è Historic Italian Brands (HIB), iniziativa guidata da Massimo Di Risio, fondatore del gruppo DR Automobiles. La strategia è chiara: utilizzare piattaforme e powertrain cinesi già esistenti, ma reinterpretati attraverso design, messa a punto e contenuti sviluppati in Italia.

I partner principali saranno soprattutto GAC e, per alcuni modelli, anche JAC. Le vetture avranno però uno stile specifico firmato Italdesign, oltre a modifiche dedicate per sospensioni, elettronica, infotainment e impianto frenante.

Itala 56: la SUV media benzina da 170 CV

Uno dei primi modelli ad arrivare sarà la nuova Itala 56, una SUV media lunga circa 4,68 metri spinta da un motore benzina 1.5 turbo da 170 CV. La base tecnica deriva dalla cinese Trumpchi GS4 Max di GAC, ma il design cambia in modo evidente. Il frontale adotta infatti uno stile molto più aggressivo, con:

  • fari sottili
  • calandra trapezoidale
  • paraurti ridisegnati
  • dettagli più europei

L’obiettivo è rendere il modello più vicino ai gusti del mercato italiano ed europeo, pur mantenendo la struttura tecnica originale.

Itala 61: SUV grande da quasi 5 metri

Più grande e più ambiziosa sarà invece la Itala 61, SUV lunga quasi 5 metri che punta chiaramente al segmento family-premium. In Italia dovrebbe arrivare con un motore benzina 2.0 da circa 231 CV. Anche in questo caso la piattaforma arriva dalla cinese Trumpchi GS8, ma l’estetica sarà profondamente rivista con:

  • linee più squadrate
  • fari verticali
  • griglia anteriore cromata
  • dettagli stilistici dedicati

Il risultato punta a trasmettere un’immagine più robusta ed europea rispetto al modello originale cinese.

Arriva anche una compatta elettrica

Nel piano Itala c’è spazio anche per un modello completamente elettrico. Si tratta di una hatchback compatta lunga circa 4 metri che deriva dalla JAC Yiwei 3, già commercializzata in alcuni mercati come E30X. La futura elettrica italiana dovrebbe mantenere due possibili configurazioni:

  • batteria da 41 kWh con circa 293 km di autonomia
  • batteria da 51,5 kWh con circa 374 km di autonomia

La potenza prevista è di circa 136 CV. Anche qui Itala promette modifiche estetiche e una personalizzazione più europea degli interni e dell’infotainment. Il design sembra puntare soprattutto su un’immagine simpatica e urbana, con fari tondi e un frontale dal look più morbido rispetto alle classiche SUV del marchio.

Nei piani anche SUV range extender e plug-in

La strategia di Itala non si fermerà ai modelli termici ed elettrici puri. Entro fine anno dovrebbero arrivare anche altre due SUV elettrificate. La prima sarà una SUV media con tecnologia range extender (EREV), derivata dalla cinese Aion i60.

In questo schema il motore termico non muove direttamente le ruote, ma serve principalmente a ricaricare la batteria che alimenta il motore elettrico di trazione. La versione cinese utilizza un 1.5 turbo abbinato a un motore elettrico da 241 CV, anche se le specifiche italiane potrebbero essere differenti. La seconda novità sarà invece una SUV plug-in hybrid lunga circa 4,9 metri, derivata dalla Trumpchi Xiangwang S7.

Il sistema dovrebbe utilizzare:

  • motore 1.5 turbo benzina
  • una o due unità elettriche
  • possibile trazione integrale elettrificata

Un modello pensato chiaramente per famiglie e lunghi viaggi.

Italdesign e componenti italiani al centro del progetto

Uno degli aspetti su cui Itala insiste maggiormente riguarda la personalizzazione italiana dei modelli. Secondo quanto dichiarato dal marchio, non si tratterà di semplici “rebadge” di auto cinesi. Oltre al design firmato Italdesign, le vetture riceveranno interventi specifici su:

  • assetto
  • sospensioni
  • elettronica
  • infotainment
  • impianto frenante

Il coordinamento tecnico del progetto è affidato a Roberto Fedeli, manager con esperienze in Ferrari, Maserati e Aston Martin.

Il ritorno di Itala passa dalla Cina

Il rilancio di Itala rappresenta uno dei casi più interessanti dell’automotive italiano attuale. Da una parte c’è il recupero di uno storico marchio torinese, dall’altra l’utilizzo massiccio di tecnologie e piattaforme cinesi già esistenti.

Una formula che ormai molti costruttori stanno adottando per ridurre tempi e costi di sviluppo. Resta da capire come reagirà il mercato italiano. Molto dipenderà da:

  • prezzi
  • qualità percepita
  • affidabilità
  • rete vendita
  • posizionamento rispetto ai concorrenti europei e cinesi

Di certo il progetto Itala mostra ancora una volta quanto il legame tra automotive europeo e industria cinese stia diventando sempre più stretto.

Ti potrebbe interessare: