BYD Dolphin diventa ibrida plug-in, fino a 90 km in elettrico
BYD lancia la Dolphin DMi plug in per l'Europa: due batterie (7,8/18 kWh), fino a 90 km in elettrico, sistema Super Hybrid e prezzo stimato intorno ai 31.000€
BYD continua a espandere la propria offensiva europea sulle auto elettrificate e prepara una nuova versione della Dolphin, stavolta con tecnologia plug-in hybrid DM-i. Dopo modelli come Atto 2, Seal U e Seal 6, anche la hatchback cinese si prepara ad affiancare alla variante elettrica una motorizzazione ibrida ricaricabile.
La presentazione ufficiale potrebbe avvenire già al prossimo Goodwood Festival of Speed, uno degli appuntamenti più importanti per il mercato automotive europeo. La strategia è chiara: offrire una soluzione intermedia tra elettrico puro e motore termico tradizionale, in un momento in cui molti automobilisti continuano a considerare l’ibrido plug-in una scelta più pratica rispetto alle EV pure.
Fuori cambia poco: la Dolphin resta una compatta da città
Dal punto di vista estetico la nuova BYD Dolphin DM-i non si discosterà molto dalla versione elettrica già in vendita in Italia. Le differenze riguarderanno soprattutto dettagli specifici legati alla nuova motorizzazione:
- doppio sportello per ricarica e carburante
- prese d’aria anteriori dedicate
- paraurti leggermente modificati
- piccoli aggiornamenti aerodinamici
Per il resto resteranno praticamente invariate le proporzioni della vettura. La Dolphin continua infatti a essere una hatchback compatta lunga 4,29 metri, larga 1,77 metri e con un passo di 2,70 metri. In pratica è lunga appena un centimetro più di una Volkswagen Golf. Anche il bagagliaio manterrà una capacità piuttosto interessante per il segmento: 364 litri, che diventano oltre 1.300 abbattendo i sedili posteriori.
Abitacolo invariato: tanta tecnologia e schermo rotante
Dentro la Dolphin DM-i ritroverà praticamente lo stesso abitacolo della versione elettrica. BYD continuerà a puntare sul design “Ocean Aesthetics”, con linee morbide ispirate al mondo marino, materiali morbidi al tatto e dettagli curati anche nelle zone meno visibili.
Tra gli elementi più riconoscibili resta il display centrale da 12,8 pollici, capace di ruotare automaticamente sia in orizzontale sia in verticale. Una soluzione ancora piuttosto rara nel panorama europeo. La posizione di guida resta leggermente rialzata rispetto alle classiche hatchback tradizionali, un dettaglio pensato per avvicinare anche chi arriva dal mondo SUV.
Il sistema DM-i punta a usare soprattutto l’elettrico
La vera novità naturalmente è il powertrain plug-in hybrid. Anche se BYD non ha ancora diffuso dati ufficiali definitivi, tutto lascia pensare che la Dolphin utilizzerà un sistema molto simile a quello della nuova Atto 2 DM-i.
Lo schema dovrebbe prevedere:
- motore benzina 1.5 da 98 CV
- motore elettrico da 197 CV
- potenza complessiva tra 166 e 212 CV a seconda della versione
Sono attese almeno due configurazioni differenti. La prima dovrebbe adottare una batteria da 7,8 kWh con circa 40 km di autonomia elettrica. La seconda, molto più interessante per il mercato europeo, utilizzerebbe invece una batteria da 18 kWh capace di arrivare fino a 90 km in modalità EV. Numeri che permetterebbero a molti automobilisti di utilizzare l’auto quasi sempre in elettrico nei tragitti quotidiani.
Come funziona il sistema Super Hybrid BYD
Il sistema DM-i Super Hybrid di BYD segue una filosofia diversa rispetto a molte ibride plug-in tradizionali. L’idea è quella di lasciare al motore elettrico il ruolo principale nella maggior parte delle situazioni di guida, mentre il motore benzina interviene soprattutto quando serve maggiore autonomia o durante i lunghi viaggi.
Nella pratica il comportamento dovrebbe essere molto simile a quello di un’elettrica pura:
- accelerazione fluida
- guida silenziosa
- assenza di vibrazioni
- progressione lineare
Un approccio che potrebbe convincere chi vuole avvicinarsi all’elettrico senza dipendere completamente dalla rete di ricarica.
Quanto potrebbe costare la Dolphin DM-i
I prezzi ufficiali non sono ancora stati annunciati, ma osservando la strategia adottata da BYD sugli altri modelli plug-in è possibile fare qualche previsione. Nel caso della Atto 2, la differenza di prezzo tra versione elettrica e plug-in è relativamente contenuta: circa 2.000-2.500 euro.
Se BYD manterrà la stessa logica anche sulla Dolphin, il listino della DM-i potrebbe partire da poco sopra i 31.000 euro, considerando che la Dolphin elettrica oggi parte da 33.790 euro. Una cifra che la posizionerebbe in modo molto aggressivo rispetto a molte compatte ibride europee.
Arriva nel momento giusto?
Dal punto di vista commerciale, la Dolphin DM-i potrebbe arrivare in Europa in un momento perfetto. Il mercato elettrico continua a crescere, ma più lentamente rispetto alle previsioni iniziali. Nel frattempo molti costruttori stanno rivedendo i propri piani e continuano a investire sulle ibride plug-in come tecnologia di transizione.
A questo si aggiunge un altro elemento importante: il ritorno di attenzione verso compatte e citycar più accessibili, in un mercato dove i prezzi delle auto nuove continuano a salire. Ed è proprio qui che BYD sembra voler colpire: offrire una hatchback compatta, tecnologica e molto efficiente, capace di funzionare quasi sempre in elettrico senza però creare ansia da autonomia nei lunghi viaggi.