Haas presenta la VF-26, prime immagini della monoposto 2026

Haas presenta la VF26 per il 2026: rendering digitali, power unit Ferrari, stop alla MGUH e potenziamento della MGUK. Obiettivo migliorare l'8° posto in costruttori

Haas presenta la VF-26, prime immagini della monoposto 2026
R T
Renato Terlisi
Pubblicato il 19 gen 2026

La rivoluzione regolamentare del 2026 segna un nuovo inizio per la Haas, che si presenta sulla scena della Formula 1 con la sua innovativa VF26. In un contesto in cui le regole cambiano radicalmente, la scuderia americana adotta una strategia comunicativa misurata, affidandosi principalmente a rendering digitali che anticipano solo in parte le novità tecniche della monoposto. Una scelta che riflette la volontà di mantenere riservatezza sulle soluzioni adottate, ma anche la consapevolezza di affrontare una delle stagioni più delicate e decisive della propria storia recente.

Motore Ferrari

Il cuore pulsante della nuova VF26 sarà ancora una volta il motore Ferrari, ma il regolamento 2026 introduce una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda le power unit. L’abolizione della MGUH – il componente incaricato di recuperare energia dai gas di scarico – costringe i progettisti a ripensare l’intero equilibrio energetico della vettura. Il focus si sposta così sulla MGUK, che assume un ruolo centrale nel recupero e nell’erogazione di potenza istantanea. Questo cambiamento implica una revisione totale delle strategie di gestione dell’energia, una sfida particolarmente impegnativa per un team che dipende da un fornitore esterno per la propria unità propulsiva.

La presentazione della VF26 è stata volutamente sobria: nessun evento spettacolare, nessuna conferenza stampa ricca di dichiarazioni altisonanti. Haas ha preferito diffondere immagini digitali accompagnate da comunicati essenziali, lasciando agli appassionati e agli addetti ai lavori il compito di interpretare le linee e i dettagli tecnici visibili nei rendering. È interessante notare come, in passato, il team abbia utilizzato queste rappresentazioni virtuali anche per depistare la concorrenza, mostrando soluzioni che poi non sono state adottate in pista. Un approccio che conferma la volontà di non scoprire troppo presto le proprie carte, soprattutto in una fase di grandi cambiamenti regolamentari.

Le figure chiave del team

La direzione tecnica della squadra è affidata ad Ayao Komatsu, figura chiave chiamata a guidare il team attraverso una transizione motoristica senza precedenti. L’eliminazione della MGUH semplifica alcuni aspetti progettuali, ma impone una riflessione profonda su come massimizzare il recupero energetico tramite la MGUK e garantire, al contempo, una risposta pronta e costante della power unit. In questo scenario, la qualità della collaborazione con Ferrari sarà determinante: per una scuderia come Haas, che non sviluppa internamente il proprio motore, il livello di integrazione tecnica e la tempestività degli aggiornamenti forniti dal partner di Maranello potrebbero fare la differenza tra una stagione di crescita e una di stagnazione.

Un ulteriore elemento di interesse è rappresentato dalla nuova partnership con Gazoo Racing. Sebbene i dettagli dell’accordo con la divisione sportiva di Toyota non siano stati ancora resi pubblici, questa collaborazione apre scenari inediti sia sul fronte commerciale sia su quello tecnico. Non è escluso che in futuro possano emergere sinergie nello sviluppo di tecnologie ibride o nell’ottimizzazione dei processi di progettazione, anche se al momento le due realtà mantengono un certo riserbo sulle reali prospettive della partnership. Resta da vedere se questa alleanza si tradurrà in vantaggi tangibili già nel corso della stagione 2026 o se, invece, i benefici emergeranno solo nel medio-lungo termine.

Una coppia interessante

Dal punto di vista sportivo, la Haas si affida a una coppia di piloti interessante: Esteban Ocon, forte della sua esperienza e della capacità di lavorare in squadra, e il giovane talento Ollie Bearman, chiamato a confermare in Formula 1 quanto di buono ha già mostrato nelle categorie propedeutiche. L’obiettivo dichiarato è migliorare l’ottavo posto conquistato nel campionato costruttori 2025, puntando a una maggiore regolarità nei risultati e a un salto di qualità in termini di competitività su tutti i tipi di circuito.

Pragmatismo, attenzione al dettaglio e una strategia comunicativa calibrata sembrano essere i tratti distintivi dell’approccio Haas a questa stagione di transizione. I prossimi test pre-stagionali rappresenteranno il primo vero banco di prova per la VF26: solo allora sarà possibile capire se le scelte progettuali, la collaborazione con Ferrari e le nuove sinergie con Gazoo Racing potranno davvero tradursi in un passo avanti concreto in termini di prestazioni. La sfida è aperta, e la stagione 2026 si preannuncia come una delle più interessanti degli ultimi anni per la scuderia americana e per tutto il panorama della Formula 1.

Ti potrebbe interessare: