Si chiude il capitolo DRS in Formula 1, addio senza rimpianti

Scopri come cambieranno i sorpassi in Formula 1 dal 2026 con l’addio al DRS e l’introduzione di nuove tecnologie per aumentare lo spettacolo in pista

Si chiude il capitolo DRS in Formula 1, addio senza rimpianti
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Renato Terlisi
Pubblicato il 12 gen 2026

Dopo quindici anni di dominio incontrastato, la Formula 1 si prepara a voltare pagina: il celebre DRS (Drag Reduction System) va in pensione, lasciando spazio a una nuova era fatta di tecnologia avanzata e manovre spettacolari. Dal 2026, il circus più veloce del mondo abbraccerà tre innovativi sistemi – due modalità di potenza extra e una aerodinamica attiva – pensati per restituire centralità all’abilità dei piloti e riportare l’adrenalina delle vere battaglie ruota a ruota. È una rivoluzione che promette di riscrivere le regole dello spettacolo, ponendo fine a una lunga stagione di sorpassi quasi “automatizzati” e privi di pathos.

Oltre 15 anni di presenza

Introdotto nel 2011 con la speranza di arginare il fenomeno del “processional racing” – quelle gare in cui le monoposto restavano implacabilmente in fila indiana – il DRS ha rappresentato per anni il simbolo di una Formula 1 alla ricerca di emozioni forti. Eppure, con il passare delle stagioni, la sua efficacia si è rivelata più limitata di quanto inizialmente previsto. Se da un lato il sistema consentiva ai piloti di ridurre la resistenza aerodinamica e guadagnare velocità in rettilineo, dall’altro ha finito per appiattire la spettacolarità dei sorpassi, trasformandoli in semplici formalità tecniche. L’attivazione del dispositivo, regolata da una distanza prestabilita tra le vetture, rendeva le manovre troppo prevedibili, svuotando di significato il duello e la componente di rischio.

Le criticità sono emerse in modo ancora più evidente nei circuiti più stretti o quando entrava in gioco il fenomeno della dirty air: le turbolenze generate dalle vetture in testa rendevano quasi impossibile avvicinarsi e sfruttare appieno il DRS. In questi casi, la tecnologia si dimostrava inefficace, incapace di compensare le difficoltà generate dalla scia sporca. Inoltre, l’evoluzione delle monoposto negli ultimi anni ha aggravato il quadro: il progressivo aumento del peso, dovuto ai motori ibridi V6, ai sistemi di sicurezza come l’halo e a una maggiore larghezza delle auto, ha reso i sorpassi sempre più ardui. Il DRS, anziché essere la soluzione definitiva, si è rivelato un semplice palliativo, un “cerotto” che la FIA ha applicato su una ferita ben più profonda, senza mai affrontare il problema alla radice.

Una svolta radicale

Ma il 2026 segnerà una svolta radicale. Al posto del DRS, debutteranno sistemi che promettono di restituire valore al talento e al coraggio dei piloti. Il primo, denominato overtake mode, permetterà a chi si trova a meno di un secondo dall’avversario di beneficiare di un surplus di energia elettrica, favorendo attacchi più incisivi e spettacolari. A questa innovazione si aggiungerà il boost mode, che garantirà un ulteriore recupero energetico, utilizzabile sia in fase offensiva che difensiva, rendendo i duelli in pista ancora più avvincenti e imprevedibili. Completa il quadro la nuova aerodinamica attiva: un sistema intelligente in grado di modificare automaticamente l’assetto alare delle monoposto a seconda delle diverse sezioni del tracciato, ottimizzando velocità e stabilità nei momenti decisivi.

Grazie a queste novità, “l’arte del sorpasso” tornerà protagonista assoluta. I piloti saranno chiamati a esprimere tutto il loro talento, la loro audacia e la capacità di leggere la gara, riportando alla memoria manovre leggendarie come quella di Mark Webber su Fernando Alonso a Spa 2011: sorpassi nati dal coraggio e dall’intelligenza, non dalla semplice pressione di un pulsante. Si tratta di un ritorno alle origini, dove la bravura al volante farà davvero la differenza e ogni manovra sarà un piccolo capolavoro di abilità e strategia.

L’addio al DRS rappresenta dunque la fine di un’epoca, salutata con favore da appassionati e addetti ai lavori che da tempo ne criticavano la prevedibilità e la scarsa spettacolarità. La Formula 1 si prepara così a riscoprire la sua essenza più autentica, offrendo al pubblico gare più intense, duelli mozzafiato e la certezza che, da ora in avanti, ogni sorpasso sarà una vera conquista, frutto di genio, cuore e tecnica sopraffina.

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