Williams svela la livrea della FW48: sarà performante tanto quanto è bella?

Williams presenta la livrea della FW48: design blu e bianco, partnership Atlassian e ambizione di crescita sotto il nuovo regolamento 2026. Albon e Sainz in lineup

Williams svela la livrea della FW48: sarà performante tanto quanto è bella?
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Renato Terlisi
Pubblicato il 4 feb 2026

Il 2026 si preannuncia come un anno di svolta per la Formula 1 e, in particolare, per una delle sue scuderie più iconiche: la Williams FW48 rappresenta non solo una nuova monoposto, ma il simbolo di un’ambizione rinnovata e di una volontà di riscatto che anima la squadra di Grove. L’annuncio ufficiale della vettura è stato affidato alle parole cariche di energia e visione di James Vowles, il Team Principal che ha sottolineato come il nuovo corso coincida con l’inizio di una “nuova era” per il team, pronto a confrontarsi con le sfide poste dal regolamento 2026. A guidare questa rivoluzione tecnica e sportiva saranno due piloti di assoluto rilievo: Alex Albon e Carlos Sainz, entrambi pronti a raccogliere il testimone della tradizione Williams e a scrivere un nuovo capitolo della sua storia.

Una scelta identitaria

L’aspetto estetico della livrea della FW48 non è frutto del caso, ma il risultato di una scelta precisa e identitaria. Il blu lucido, colore storico della scuderia, torna a dominare la carrozzeria, richiamando immediatamente alla memoria le grandi imprese del passato. Accanto a esso, il bianco si espande sui sidepods e sulle ali, offrendo non solo una maggiore visibilità ai partner commerciali, ma anche un tocco di modernità e dinamicità. Tra questi partner spicca Atlassian, la cui presenza sulla vettura sottolinea l’importanza crescente delle collaborazioni strategiche tra tecnologia e motorsport. Un ulteriore elemento di design è rappresentato dalla fascia nera, arricchita da accenti rossi e bianchi, che si ispira direttamente alle leggendarie FW14B e FW18, protagoniste dei trionfi mondiali di Mansell e Hill. Non si tratta di un semplice restyling: la nuova livrea è un tributo consapevole alla memoria collettiva del brand, un ponte tra passato e futuro, e un modo per rafforzare il legame emotivo con i tifosi proprio in una fase cruciale di ricostruzione.

Tuttavia, dietro questa veste celebrativa, emergono le difficoltà legate alla preparazione della stagione. La Williams FW48 ha infatti saltato lo shakedown collettivo di Barcellona, una decisione dovuta a ritardi nello sviluppo della monoposto che non può non sollevare interrogativi sulla reale prontezza tecnica del team. Questi ritardi potrebbero rappresentare un ostacolo significativo nelle prime fasi del campionato, soprattutto considerando la necessità di adattarsi rapidamente alle nuove direttive del regolamento 2026. Le scelte progettuali compiute a Grove – dall’equilibrio aerodinamico alla gestione dei flussi d’aria, fino all’affidabilità della power unit – saranno messe alla prova sin dai primi giri in pista. Solo allora si capirà se il lavoro svolto potrà realmente colmare il gap con i top team o se, invece, sarà necessario affrontare una stagione di transizione e apprendimento.

L’ambizione dei piloti

Nonostante le incertezze, l’entusiasmo all’interno della squadra è palpabile. Alex Albon ha definito la FW48 “incredibile, audace, moderna e immediatamente riconoscibile”, sottolineando la fiducia riposta nel progetto. Gli fa eco Carlos Sainz, che parla di una vettura “manifesto di intenti”, capace di celebrare l’eredità Williams pur proiettandosi con decisione verso il futuro. Le loro dichiarazioni rispecchiano l’ottimismo e la determinazione che si respirano a Grove, ma la Formula 1 insegna che solo la pista può confermare – o smentire – le aspettative.

Le novità introdotte dal regolamento 2026 saranno radicali: monoposto più corte e strette, ali ridisegnate per favorire i sorpassi e incrementare lo spettacolo in pista. Per la Williams, questo reset regolamentare è una straordinaria opportunità di rilancio, ma anche un banco di prova per la visione strategica di James Vowles. Il futuro potrebbe riservare due scenari opposti: una rimonta spettacolare che trasforma i ritardi in vantaggio competitivo, oppure una stagione di apprendistato, in cui problemi tecnici e di affidabilità rappresenteranno ostacoli da superare.

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