Ferrari SF-26, obiettivo tornare a vincere un titolo che manca dal 2008

La Ferrari presenta la SF-26: architettura più leggera, eliminazione della MGU-H e MGU-K potenziata. Nuova livrea lucida e programma test a Fiorano, Barcellona e Bahrain

Ferrari SF-26, obiettivo tornare a vincere un titolo che manca dal 2008
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Giorgio Colari
Pubblicato il 23 gen 2026

La stagione 2026 segna una svolta epocale per la Ferrari, che presenta una monoposto radicalmente rinnovata e pronta a ridefinire i paradigmi della Formula 1. Le parole di Lewis Hamilton, che ha definito questo cambiamento come «il cambiamento regolamentare più importante della mia carriera», sintetizzano l’ambizione e la portata delle innovazioni introdotte. Il debutto della nuova SF 26 presso il centro prove di Fiorano non è stato solo un evento mediatico, ma l’inizio di una nuova era per la Scuderia, caratterizzata da scelte tecniche audaci e una visione orientata al futuro.

La rivoluzione è la leggerezza

Il primo pilastro di questa rivoluzione è rappresentato dalla leggerezza strutturale, un concetto che torna centrale dopo anni in cui la priorità era data all’effetto suolo. Sotto la guida di Loïc Serra, responsabile del telaio, il team ha lavorato per raggiungere un equilibrio perfetto tra rigidità, massa e comportamento dinamico. La sfida non è stata solo ingegneristica, ma anche strategica: l’assenza dell’effetto suolo viene compensata da un’aerodinamica attiva completamente riprogettata, in grado di adattarsi istantaneamente a ogni scenario di gara. Questo sistema consente di ottimizzare la deportanza e ridurre la resistenza, rendendo la monoposto più efficiente e reattiva alle sollecitazioni della pista.

Sul fronte propulsivo, la trasformazione è ancora più profonda. L’eliminazione dell’MGU-H e il potenziamento del sistema di recupero energetico cinetico hanno portato il nuovo MGU K a raggiungere una potenza di ben 350 kW, ponendo la componente elettrica al centro delle strategie di gara. Enrico Gualtieri, direttore tecnico della power unit, ha evidenziato come l’intera architettura sia stata ripensata per massimizzare l’integrazione tra motore termico e sistema ibrido. Questo cambiamento non solo ridisegna gli equilibri competitivi, ma aumenta anche la responsabilità del pilota nella gestione dell’energia e nell’ottimizzazione delle prestazioni in gara.

I test di Fiorano

I primi dati operativi sono arrivati dai test effettuati a Fiorano, dove Hamilton ha completato diversi giri di collaudo. Queste prove hanno fornito ai tecnici informazioni preziose sull’assetto, sulla reattività del sistema ibrido e sulla gestione termica, elementi che saranno fondamentali per affrontare la stagione. Il programma di sviluppo proseguirà con una sessione collettiva a Barcellona e due appuntamenti in Bahrain, tappe cruciali per affinare il comportamento della monoposto prima dell’esordio mondiale in Australia previsto per l’8 marzo.

Anche l’aspetto estetico riflette il nuovo corso intrapreso dalla Ferrari. Dopo sette anni di livrea opaca, la Scuderia torna a una finitura lucida, impreziosita da un Rosso Scuderia intenso e da ampie zone bianche che si estendono sull’abitacolo e sul cofano motore. Le tute dei piloti seguono la stessa filosofia cromatica, con il bianco a valorizzare collo e spalle, sottolineando l’identità e la tradizione del team.

Tanto lavoro di squadra

Il team principal Fred Vasseur ha voluto riconoscere il lavoro di squadra che ha portato a questo risultato, definendolo «il frutto di un grande lavoro di squadra». Charles Leclerc, invece, ha sottolineato l’importanza della gestione dell’energia e della power unit come fattori critici per il successo, richiedendo un rapido adattamento da parte dei piloti.

Nonostante l’entusiasmo, permangono alcune incognite legate alla complessità della nuova configurazione tecnica. I tempi di risposta del sistema ibrido, le strategie di recupero energetico e l’affidabilità delle componenti rappresentano variabili ancora da testare a fondo. Alcuni analisti suggeriscono che la maggiore centralità del pilota nella gestione degli equilibri energetici potrebbe rendere la stagione 2026 particolarmente imprevedibile, con possibili vantaggi per i team che sapranno adattarsi più rapidamente alle nuove dinamiche.

I test imminenti a Barcellona e Bahrain saranno decisivi per valutare la competitività della SF 26: assetto, consumo energetico e gestione termica saranno sotto la lente d’ingrandimento per un confronto diretto con le monoposto rivali. La Ferrari si presenta al via della nuova stagione con grandi ambizioni, ma anche con la consapevolezza che la nuova era tecnica richiederà rapidità di apprendimento e un adattamento costante da parte di tutto il team.

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