La nuova Ferrari SF-26 è 2 secondi più lenta della F2004 di Schumacher

Un video confronta il giro di Schumacher 2004 con i test 2026 di Leclerc a Sakhir: la F2004 è 4,134s più veloce, sollevando dubbi su regolamenti e prestazioni F1

La nuova Ferrari SF-26 è 2 secondi più lenta della F2004 di Schumacher
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Giorgio Colari
Pubblicato il 20 feb 2026

Un confronto che divide gli appassionati e scuote le fondamenta della Formula 1: è quello tra due rosse leggendarie, separate da oltre vent’anni di evoluzione tecnica, regolamenti e filosofia costruttiva. Da una parte la Ferrari F2004, autentico capolavoro di ingegneria e simbolo di un’epoca dominata dalla ricerca della massima prestazione; dall’altra la nuova Ferrari SF26, vettura che incarna le sfide e i compromessi della F1 contemporanea, proiettata verso il futuro ma ancorata a stringenti normative di sicurezza, sostenibilità e spettacolarità.

Grande dibattito

A riaccendere il dibattito ci ha pensato un video diventato virale tra tifosi e addetti ai lavori: un confronto diretto tra il giro di qualifica di Michael Schumacher nel 2004, a bordo della sua inconfondibile rossa, e una sessione di test di Charles Leclerc sulla nuova monoposto di Maranello, entrambe impegnate sul tracciato di Sakhir, in Bahrain. Il risultato? Un distacco netto, che va ben oltre la semplice statistica: oltre quattro secondi separano i due riferimenti cronometrici, sollevando interrogativi profondi sullo stato dell’arte della massima categoria automobilistica.

I numeri parlano chiaro e sono impietosi per chi crede che il progresso sia sempre sinonimo di velocità. Nel 2004, Michael Schumacher fece segnare un tempo di 1:30.139 durante le qualifiche ufficiali del Gran Premio del Bahrain, sfruttando ogni singolo cavallo della Ferrari F2004 e ogni centimetro di pista. Ventidue anni dopo, nella sessione pre-stagionale 2026, Charles Leclerc ha fermato il cronometro a 1:34.273 con la sua Ferrari SF26, accumulando un ritardo di 4,134 secondi rispetto al campione tedesco. Un dato che, inevitabilmente, ha acceso discussioni animate nel paddock e sui social, dove il confronto tra passato e presente è diventato terreno fertile per analisi tecniche e nostalgie racing.

I numeri non dicono tutto

Ma la realtà, come spesso accade in Formula 1, è molto più complessa di quanto suggeriscano i numeri grezzi. Gli esperti del settore invitano infatti a leggere questi dati con grande cautela, sottolineando come le condizioni dei due confronti non fossero affatto paragonabili. Da un lato una qualifica ufficiale, dove tutto è spinto al limite per la ricerca del tempo perfetto; dall’altro una sessione di test, in cui l’obiettivo primario non è la prestazione assoluta, ma la raccolta di dati e la verifica dell’affidabilità su run prolungati.

A complicare ulteriormente il confronto intervengono le profonde differenze regolamentari e tecniche che separano le due monoposto. Nel 2004, la Ferrari F2004 poteva contare su un carico aerodinamico elevatissimo, pneumatici slick progettati per la massima aderenza e un peso minimo ben inferiore rispetto agli standard attuali. Oggi, la Ferrari SF26 deve fare i conti con una massa superiore, sistemi ibridi complessi e limiti stringenti sull’aerodinamica, imposti per favorire i sorpassi e aumentare la sicurezza. Anche il tracciato, seppur quasi invariato, presenta una curva 4 leggermente ottimizzata, ulteriore variabile che incide sui tempi sul giro.

I testi sono una storia a sé

Non va poi dimenticato che, nei test, la priorità delle squadre è quella di accumulare chilometri e informazioni utili, piuttosto che cercare la pole position. Le strategie di gestione degli pneumatici, il quantitativo di carburante a bordo e la mappatura del motore sono calibrate per la raccolta dati, non per il cronometro. Solo nelle qualifiche ufficiali si vedrà il vero potenziale delle nuove monoposto e si potranno tracciare confronti più attendibili.

Al di là del semplice distacco cronometrico, il confronto tra Ferrari F2004 e Ferrari SF26 simboleggia una sfida più profonda: quella tra due filosofie di progettazione, due modi di intendere la Formula 1 e il suo futuro. Le scelte regolamentari degli ultimi anni hanno puntato su sicurezza, sostenibilità e spettacolo, sacrificando in parte la prestazione pura che aveva caratterizzato l’epoca di Michael Schumacher. La domanda che tutti si pongono è se questa sia la direzione giusta per la categoria regina del motorsport, o se non si rischi di perdere il fascino e l’essenza stessa della velocità.

La risposta definitiva arriverà solo con l’inizio della stagione e le prime qualifiche ufficiali, quando i nuovi standard cronometrici saranno finalmente messi alla prova e il confronto tra passato e futuro della Ferrari potrà dirsi completo. Fino ad allora, il dibattito resta aperto, alimentato dalla passione e dalla curiosità di chi vede nella Formula 1 non solo uno sport, ma un laboratorio in continua evoluzione dove ogni secondo conta, ma non racconta mai tutta la storia.

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