Il ritorno della Golf GTI Roadster per celebrare i 50 anni del mito

Per il 50° anniversario del GTI Volkswagen reintroduce la Golf GTI Roadster: concept roadster su base Golf Mk7 con V6 twin turbo da 503 horsepower, 4Motion e livrea verde

Il ritorno della Golf GTI Roadster per celebrare i 50 anni del mito
F C
Fabrizio Caratani
Pubblicato il 20 feb 2026

Nel panorama delle sportive moderne, la Golf GTI Roadster rappresenta un autentico unicum: una vettura nata dal mondo digitale, ma con un cuore pulsante di potenza e tradizione. Per celebrare i cinquant’anni della leggendaria sigla GTI, Volkswagen ha scelto di rilanciare questa due posti senza tetto, caratterizzata da una meccanica esuberante e da una linea audace, figlia di una genesi che mescola virtualità e realtà. Un progetto che accende il dibattito sul destino delle sportive a combustione interna, proprio mentre il settore automotive vive una profonda trasformazione verso l’elettrificazione.

Una storia fuori dagli schemi: dal digitale all’asfalto

L’origine della Golf GTI Roadster è tutt’altro che convenzionale. Nata come concept virtuale per il celebre videogioco Gran Turismo 6, la vettura ha compiuto un percorso inverso rispetto alle normali concept car: dal digitale è passata alla realtà, debuttando come prototipo funzionante nel 2014. L’edizione 2026 ne riprende la filosofia, aggiornando il design ma lasciando intatto lo spirito rivoluzionario di questa “creatura ibrida”. Un ponte ideale tra l’innovazione del mondo gaming e l’ingegneria automobilistica, capace di suscitare fascino e curiosità anche tra i puristi del marchio.

Potenza senza compromessi: la tecnica al servizio delle emozioni

Dal punto di vista tecnico, la Golf Mk7 fornisce la piattaforma ideale per un esercizio di pura prestazione. Sotto il cofano pulsa un V6 twin turbo da 3.0 litri, in grado di erogare ben 503 horsepower. Questo motore, abbinato alla trazione integrale 4Motion e al cambio automatico 7 speed DSG, consente alla Roadster di scattare da 0 a 100 km/h in appena 3,9 secondi, raggiungendo una velocità massima di 309 km/h. Il peso contenuto in soli 1.421 kg a secco amplifica ulteriormente le performance, portando la vettura ben oltre i limiti delle classiche hot hatch e avvicinandola al mondo delle supercar.

Design scolpito e dettagli da collezione

Esteticamente, la Golf GTI Roadster è una dichiarazione di intenti. Le sue linee scolpite e le proporzioni aggressive la rendono immediatamente riconoscibile: lunga 4,2 metri, con un parabrezza fortemente inclinato e portiere ad apertura verticale che richiamano il mondo delle supercar. Le colonne posteriori, trasformate in roll bar, e i cerchi da 20 pollici con pneumatici asimmetrici (235/35 ZR20 all’anteriore, 275/30 ZR20 al posteriore) confermano la vocazione racing del modello. L’impianto frenante in ceramica-carbonio, con pinze rosse a vista, sottolinea l’attenzione al dettaglio tecnico. A livello cromatico, la nuova livrea Dark Moss Green omaggia le storiche edizioni celebrative della GTI, aggiungendo un tocco di esclusività e modernità.

Tra heritage e innovazione: un simbolo per il futuro

La rinascita della Golf GTI Roadster non si limita a un esercizio di stile: è una vera e propria dichiarazione di intenti da parte di Volkswagen. In un momento in cui l’industria automobilistica sembra proiettata senza ritorno verso l’elettrificazione, la scelta di presentare un concept con motore termico da oltre 500 cavalli è un chiaro omaggio al DNA sportivo della Casa. Tuttavia, il modello resta un prototipo rinnovato, senza annunci di produzione in serie: un laboratorio su quattro ruote, pensato per sperimentare soluzioni innovative e per rafforzare l’identità sportiva del marchio.

Impatto e riflessioni sul mercato

Il ritorno della Golf GTI Roadster ha suscitato grande entusiasmo tra gli appassionati, che hanno apprezzato la riuscita contaminazione tra design digitale e ingegneria reale. Tuttavia, analisti e osservatori del settore sottolineano come la sostenibilità e le normative ambientali rappresentino ostacoli concreti a una possibile produzione di massa. La Roadster rimane così un oggetto del desiderio, più vicino all’arte che alla realtà commerciale, ma capace di mantenere viva la conversazione sull’eredità sportiva di Volkswagen. In un settore in rapida evoluzione, la sua presenza rappresenta un punto fermo per chi crede ancora nel fascino delle sportive a combustione interna, proiettando il mito GTI verso nuove generazioni di appassionati.

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