Williams salta lo shakedown di Barcellona: FW48 non omologata dalla FIA
Williams rinuncia allo shakedown di Barcellona: la FW48 non ha superato l'omologazione FIA. Punto sul problema del crash test frontale e sul programma VTT in vista di Bahrain e Melbourne.
Il debutto della stagione 2026 si prospetta tutt’altro che semplice per la Williams, storica scuderia britannica di Formula 1, che si trova ad affrontare uno degli ostacoli più impegnativi degli ultimi anni proprio nelle fasi cruciali di preparazione. Le difficoltà sono emerse con forza a seguito di una comunicazione ufficiale del team, nella quale si ammettono ritardi significativi nello sviluppo della nuova monoposto, la FW48. Al centro della questione vi è il mancato superamento del crash test frontale, un requisito fondamentale imposto dai nuovi e stringenti regolamenti tecnici della Federazione Internazionale dell’Automobile per il 2026.
Situazione complicata
La situazione si complica ulteriormente per la squadra, che si vede costretta a rinunciare alla partecipazione allo shakedown di Barcellona, programmato tra il 26 e il 30 gennaio sul celebre Circuit de Barcelona-Catalunya. L’assenza da questo importante appuntamento rappresenta un duro colpo, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche psicologico, poiché la fase di shakedown costituisce da sempre una preziosa occasione per raccogliere dati reali e testare in pista le prime soluzioni aerodinamiche e meccaniche della vettura.
La mancata omologazione FIA è un ostacolo che nessuna scuderia può permettersi di sottovalutare. Senza il certificato di conformità, infatti, la vettura non può essere schierata in alcuna sessione ufficiale, impedendo di fatto qualsiasi confronto diretto con i competitor. Questo scenario obbliga la Williams a ripensare radicalmente il proprio approccio, adottando strategie alternative per recuperare il tempo perduto e non compromettere il debutto ufficiale previsto in Bahrain.
Le criticità del momento
Il team di Grove, consapevole della criticità del momento, ha messo in campo un piano di emergenza basato su un’intensa attività di simulazione. La scelta è ricaduta su un programma avanzato di VTT (Virtual Test Track), una piattaforma che consente di replicare virtualmente le condizioni di pista e di effettuare test dinamici sul comportamento della monoposto. Sebbene la simulazione offra vantaggi in termini di rapidità e flessibilità, rimane il dubbio – condiviso da molti tecnici e addetti ai lavori – che nessun ambiente virtuale possa realmente sostituire i chilometri percorsi in pista, fondamentali per la messa a punto dell’assetto e la verifica dell’affidabilità complessiva della vettura.
Nonostante le difficoltà, la Williams non è la sola squadra a trovarsi in affanno davanti alle nuove normative del 2026. I regolamenti, più severi e dettagliati rispetto al passato, richiedono investimenti importanti sia in termini di risorse economiche che di know-how tecnico. Le squadre con budget più limitati o con progetti particolarmente innovativi, come la FW48, sono inevitabilmente più esposte al rischio di ritardi e problemi di conformità.
Problemi di sicurezza
Gli osservatori del settore sottolineano come il mancato superamento del crash test frontale rappresenti non solo una battuta d’arresto per il team, ma anche un segnale delle difficoltà crescenti che le nuove regole impongono a chi vuole restare competitivo in Formula 1. La pressione è altissima: la stagione 2026 si annuncia rivoluzionaria, e ogni giorno perso può trasformarsi in un gap difficile da colmare nei confronti dei rivali.
In questo scenario, la scelta di puntare tutto su simulazioni avanzate e su un utilizzo intensivo del VTT appare obbligata, ma non priva di rischi. Da un lato, il team dimostra responsabilità e attenzione nei confronti della sicurezza, evitando scorciatoie che potrebbero compromettere l’incolumità dei piloti e degli addetti ai lavori. Dall’altro, la rinuncia allo shakedown di Barcellona alimenta interrogativi sulla reale competitività della monoposto, che arriverà al debutto in Bahrain con meno esperienza e dati raccolti rispetto agli avversari.
Il vero banco di prova sarà rappresentato dall’appuntamento di Melbourne, dove la Williams punterà a presentarsi con una vettura finalmente certificata e pronta a competere. Tuttavia, la strada per colmare il divario accumulato appare in salita, e la stagione 2026 si preannuncia come una delle più complesse nella storia recente del team. Solo il tempo dirà se la scelta di puntare sulla sicurezza e sull’innovazione virtuale potrà trasformarsi in un vantaggio competitivo o se, al contrario, i chilometri persi nelle prime fasi di test peseranno come un macigno sulle ambizioni della scuderia britannica.