Fiat Panda Fastback alla prova con i test nel gelo polare

Fiat lancia la Panda Fastback, SUV‑coupé globale basato su Smart Car Platform: motori 1.2 turbo, versione elettrica con batteria maggiore e produzione a Kenitra dal 2026

Fiat Panda Fastback alla prova con i test nel gelo polare
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 4 feb 2026

La nuova Fiat punta a rivoluzionare il segmento dei SUV-coupé compatti con un progetto ambizioso: la Panda Fastback, un modello che promette numeri da record, con l’obiettivo di raggiungere le 535.000 unità annue entro il 2030. Un traguardo che, se centrato, segnerebbe un passo decisivo nella strategia di espansione del marchio torinese, proiettandolo tra i protagonisti mondiali del segmento B-SUV. La produzione è destinata allo stabilimento di Kenitra, in Marocco, a partire dal 2026, una scelta che rispecchia la volontà di ottimizzare i costi e garantire un accesso privilegiato ai principali mercati dell’area EMEA, ma anche di spingersi oltre, fino a toccare le sponde dell’Africa, del Medio Oriente e del Sud America.

Un’eredità importante

La Panda Fastback nasce per raccogliere l’eredità di modelli di successo come la Tipo e la Fastback su piattaforma MLA, offrendo una risposta moderna alle esigenze di una clientela sempre più attenta a stile, tecnologia e sostenibilità. Il design fonde un linguaggio stilistico contemporaneo con elementi che ne esaltano la personalità: la linea del tetto discendente tipica dei SUV-coupé, il posteriore slanciato e gruppi ottici dal taglio ricercato, mentre il frontale mantiene un chiaro richiamo alla Grande Panda, arricchito però da una griglia inferiore completamente ridisegnata. Maniglie a filo carrozzeria, specchietti dedicati e protezioni in plastica sui passaruota sottolineano il carattere dinamico e avventuroso del modello.

Dal punto di vista tecnico, la nuova compatta di casa Fiat si avvale della collaudata Smart Car Platform di Stellantis, la stessa base utilizzata per la Grande Panda. Questa piattaforma rappresenta un vantaggio strategico, poiché consente di ridurre sensibilmente i tempi di omologazione e gli investimenti necessari per lo sviluppo, accelerando così il lancio commerciale e rendendo la vettura estremamente competitiva in termini di costi e flessibilità.

Quali saranno le motorizzazioni

La gamma delle motorizzazioni si presenta particolarmente articolata e attenta alle diverse esigenze del mercato globale. Si parte dalla classica propulsione termica, per arrivare alle moderne soluzioni mild-hybrid a 48 volt, fino a giungere alla versione completamente elettrica. Il cuore della proposta termica è rappresentato dal 1.2 tre cilindri turbo, disponibile sia in configurazione convenzionale sia ibrida leggera, capace di erogare tra 101 e 110 CV, con una coppia massima di 205 Nm già a 1.750 giri/min. Le opzioni di trasmissione includono sia un cambio manuale a sei marce sia una trasmissione a doppia frizione, anch’essa a sei rapporti, per garantire una guida sempre fluida e dinamica.

La versione elettrica della Panda Fastback si distingue per un motore anteriore da circa 111 CV. Grazie a un passo più generoso rispetto alla Grande Panda, è prevista una batteria potenziata che promette un’autonomia superiore ai 320 km, superando così le prestazioni già apprezzate sulla sorella ibrida. Questa scelta si rivela particolarmente strategica in un mercato che richiede sempre più soluzioni a zero emissioni e percorrenze elevate.

Dal punto di vista della meccanica, la vettura adotta una sospensione a ponte torcente al posteriore, una soluzione ampiamente collaudata nel segmento delle compatte. Tale schema, rispetto ai più complessi multilink, privilegia la razionalità produttiva e lo spazio interno, rispondendo alle esigenze di praticità senza sacrificare il comfort di marcia. Una scelta che evidenzia la volontà di bilanciare efficienza industriale e qualità percepita, anche se non mancano le critiche di chi avrebbe preferito soluzioni tecniche più sofisticate.

La produzione

La localizzazione produttiva presso lo stabilimento di Kenitra riflette la strategia di Stellantis di rafforzare la propria presenza in aree a basso costo di produzione, mantenendo però una vicinanza logistica ai mercati chiave. Una decisione che, se da un lato consente di ottimizzare la catena di fornitura e garantire prezzi competitivi, dall’altro solleva alcune perplessità tra gli esperti riguardo alla percezione della qualità e alle ricadute sul tessuto industriale locale.

Per gli analisti, la Panda Fastback rappresenta una mossa strategica per ampliare il portafoglio prodotti con un modello dal forte appeal lifestyle, capace di sfidare i principali competitor nel segmento B-SUV grazie a un design distintivo, varianti ibride ed elettriche e una piattaforma tecnica già ampiamente testata. Tuttavia, la scelta della sospensione a ponte torcente e la marcata condivisione di componenti con altri modelli del gruppo suggeriscono una priorità data al contenimento dei costi piuttosto che all’innovazione tecnica spinta.

Nei prossimi mesi, sarà fondamentale per Fiat affinare la propria strategia commerciale, definendo prezzi, configurazioni e messaggi di marketing capaci di valorizzare i punti di forza della Panda Fastback e di distinguerla in modo netto sia dalla Grande Panda sia dai numerosi concorrenti globali. Solo così la nuova nata potrà affermarsi come protagonista indiscussa del segmento e contribuire in modo decisivo alla crescita del marchio torinese a livello internazionale.

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