Auto usate in Italia, domanda elevata e prezzi più bassi

Nel 2025 il mercato delle auto usate in Italia vede domanda in crescita (+2,1%) e prezzi in calo (-3,4%); le elettriche registrano una flessione più marcata (-8,3%)

Auto usate in Italia, domanda elevata e prezzi più bassi
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Giorgio Colari
Pubblicato il 19 gen 2026

Il mercato delle auto usate in Italia si prepara a vivere un 2026 ricco di sfide e opportunità, segnato da dinamiche apparentemente contraddittorie ma in realtà sintomatiche di una trasformazione profonda. Mentre la domanda torna a crescere, facendo segnare un +2,1%, i prezzi medi scendono a 21.273 euro, registrando un calo del 3,4%. Nel frattempo, il segmento delle elettriche subisce una flessione significativa, con una diminuzione dell’8,3% rispetto all’anno precedente. Questi dati non solo delineano una fase di assestamento per il comparto, ma invitano a una riflessione più ampia sulle tendenze di fondo che stanno ridisegnando il panorama dell’usato automobilistico nazionale.

Pressione al ribasso

Alla base di questa evoluzione si collocano diversi fattori strutturali che stanno incidendo in modo diretto e indiretto sulle dinamiche di mercato. In primo luogo, l’immissione massiccia di vetture provenienti da leasing e flotte aziendali ha determinato un aumento dell’offerta di auto usate disponibili, contribuendo a esercitare una pressione al ribasso sui valori di listino. Contestualmente, i cicli di rinnovamento sempre più rapidi dei modelli – guidati dall’innovazione tecnologica e dalla spinta verso una maggiore efficienza – accelerano la svalutazione dei veicoli già immatricolati, riducendo ulteriormente i prezzi di vendita.

Un ruolo non trascurabile lo gioca anche la progressiva normalizzazione delle catene di approvvigionamento, dopo gli squilibri causati dalla pandemia. Il ritorno a una maggiore stabilità nella produzione di auto nuove ha avuto un impatto indiretto ma significativo sul mercato dell’usato, contribuendo a calmierare le quotazioni. In questo scenario, i consumatori si trovano davanti a una doppia opportunità: da un lato, una maggiore scelta e, dall’altro, condizioni di acquisto più vantaggiose grazie alla discesa dei prezzi.

Fiat è al top

Analizzando il comparto premium, emergono differenze rilevanti tra Italia ed Europa. Se a livello continentale il primato spetta a Volkswagen, nel nostro Paese è FIAT a mantenere la leadership tra le vetture di fascia generalista, seguita da marchi oremium come Mercedes-Benz, Audi, Volkswagen e BMW. Questa preferenza nazionale sottolinea la forza del brand torinese, capace di interpretare al meglio le esigenze degli automobilisti italiani anche nel mercato delle auto usate.

Il discorso cambia radicalmente se si guarda al segmento delle elettriche, dove la Tesla Model 3 si impone come protagonista assoluta. In ben quattro dei cinque principali mercati europei analizzati, la berlina californiana si conferma il modello più richiesto anche nell’usato, a testimonianza di un appeal che resiste nel tempo e supera le normali dinamiche di svalutazione. Tuttavia, il dato italiano segnala una maggiore difficoltà per le elettriche, che scontano una perdita di valore più marcata rispetto alle controparti tradizionali.

Un anno di transizione

Per gli operatori del settore, il 2026 si annuncia come un anno di transizione e di adattamento. Concessionari e rivenditori indipendenti dovranno confrontarsi con margini più contenuti, ma potranno beneficiare di una rotazione più elevata del parco veicoli. Sul fronte dei consumatori, invece, si aprono scenari interessanti: la discesa dei prezzi offre nuove opportunità d’acquisto, anche se resta il nodo di un livello medio ancora superiore del 39,8% rispetto all’epoca pre-pandemica.

Questa tensione tra accessibilità e sostenibilità solleva interrogativi cruciali di policy: come garantire un accesso diffuso al trasporto privato senza frenare la transizione ecologica? La risposta potrebbe arrivare da un mix di incentivi mirati, politiche fiscali più favorevoli e programmi di garanzia pensati per agevolare sia chi vende sia chi acquista auto usate. Solo così sarà possibile mantenere l’equilibrio tra esigenze di mercato e obiettivi ambientali.

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