BMW conferma i motori V12, V8 e 6 cilindri nonostante l'Euro 7

BMW conferma lo sviluppo di V12, V8 e sei cilindri compatibili con Euro 7, punta su multienergia e M3 2027 in versione elettrica e mild hybrid per ridurre emissioni

BMW conferma i motori V12, V8 e 6 cilindri nonostante l'Euro 7
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Giulia Darante
Pubblicato il 16 gen 2026

Nel cuore della rivoluzione normativa che sta investendo il settore automobilistico europeo, BMW si distingue per una strategia che mira a conciliare tradizione e innovazione. Mentre l’ombra delle restrittive normative Euro 7 si allunga sul futuro dell’automotive, il costruttore bavarese ribadisce con forza la propria volontà di mantenere in gamma i propulsori di grande cilindrata, da sempre emblema del marchio. La sfida? Coniugare il DNA prestazionale tipico di BMW con la necessità di ridurre le emissioni e rispettare le nuove soglie ambientali.

I motori rispetteranno le normative

Lo scenario è stato delineato con chiarezza da Joachim Post, responsabile dello sviluppo del gruppo: “I propulsori di nuova generazione sono stati progettati fin dall’inizio per rispettare i futuri limiti normativi”. Una dichiarazione che va ben oltre il semplice adeguamento alle regole: si tratta di una vera e propria dichiarazione d’intenti. Invece di abbandonare la strada dei motori ad alte prestazioni, BMW punta su una radicale evoluzione tecnologica, che vede protagonisti sistemi di post-trattamento delle emissioni sempre più sofisticati, ottimizzazioni su misura e l’introduzione di soluzioni Mild Hybrid.

I motori andranno avanti

I celebri motori sei cilindri continueranno così a ruggire sotto il cofano delle vetture della casa di Monaco, affiancati dai poderosi V8 e, nella galassia del lusso, dai maestosi V12. Questi ultimi, in particolare, restano il fiore all’occhiello della produzione Rolls-Royce, che anche nell’era dell’elettrificazione vede nel V12 da sei litri il simbolo assoluto di esclusività e raffinatezza tecnica. Per i brand premium, la questione non è soltanto tecnica: un V12 rappresenta una promessa di prestigio e unicità, giustificando investimenti specifici per garantire la conformità alle future norme europee.

Ma la visione di BMW non si limita alla salvaguardia del passato. L’azienda tedesca abbraccia un approccio multienergia, consapevole della complessità dei mercati globali e delle infrastrutture di ricarica ancora eterogenee. Questo si traduce in una gamma sempre più articolata, in cui le motorizzazioni tradizionali convivono con varianti ibride leggere e full electric. Un esempio emblematico di questa filosofia è rappresentato dalla futura BMW M3, attesa nel 2027, che sarà proposta sia in versione completamente elettrica sia con motore sei cilindri Mild Hybrid. Una scelta che riflette la volontà di gestire la transizione verso l’elettrico in modo graduale, senza rinunciare alle emozioni della guida tradizionale.

Le critiche ci sono

Non mancano, tuttavia, le voci critiche. Se da un lato gli appassionati accolgono con entusiasmo la sopravvivenza dei motori termici ad alte prestazioni, dall’altro organizzazioni ambientaliste e una parte della classe politica invocano una transizione più rapida verso l’elettrico puro. BMW risponde sottolineando come anche le soluzioni Mild Hybrid e i propulsori ottimizzati rappresentino un contributo fondamentale alla riduzione delle emissioni globali, soprattutto nel breve e medio termine. L’obiettivo dichiarato è quello di accompagnare il mercato verso la maturità delle infrastrutture di ricarica, senza forzare una rivoluzione che rischierebbe di lasciare indietro fasce di clientela e mercati meno pronti.

Nel segmento del lusso, la strategia di Rolls-Royce si inserisce perfettamente in questa visione articolata. Qui, la presenza del V12 non è solo una questione di performance, ma anche di identità e valore simbolico. Per i clienti di fascia alta, la motorizzazione a dodici cilindri rappresenta una scelta di status, una dichiarazione di appartenenza a un’élite che vede nell’automobile un oggetto di culto, oltre che un mezzo di trasporto. È proprio in questa nicchia che la sostenibilità economica e commerciale dello sviluppo di motori conformi alle normative più severe trova la sua piena giustificazione.

Per concludere, la decisione di BMW di non abbandonare i motori sei cilindri, i V8 e i V12 in favore di una transizione netta verso l’elettrico delinea un panorama europeo dell’automotive estremamente complesso e sfaccettato. La transizione non sarà un semplice passaggio di testimone, ma un percorso scandito da innovazione normativa, apertura alle esigenze del mercato e una profonda consapevolezza delle attuali limitazioni tecniche. In questo scenario, la casa bavarese si conferma protagonista, pronta a scrivere un nuovo capitolo nella storia della mobilità, in equilibrio tra rispetto delle tradizioni e sguardo rivolto al futuro.

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