Si possono fare multe sotto nelle Zone 30? Cosa dice il Codice

Il nuovo Codice della Strada vieta autovelox sotto 50 km/h. Sanzioni per eccesso di velocità restano, serve contestazione immediata della Polizia Locale

Si possono fare multe sotto nelle Zone 30? Cosa dice il Codice
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Giorgio Colari
Pubblicato il 16 gen 2026

Qual è il giusto bilanciamento tra sicurezza stradale e diritti degli automobilisti? La questione si fa centrale dopo la revisione del Codice della Strada approvata a dicembre 2024, che introduce una novità di rilievo: il divieto di installazione degli autovelox nelle Zone 30 e nelle aree urbane dove il limite di velocità è inferiore ai 50 km/h. Questa misura, fortemente voluta dal ministro Matteo Salvini, sposta l’attenzione dal controllo automatico a quello diretto e immediato da parte della Polizia Locale, alimentando un acceso dibattito tra chi teme per la sicurezza urbana e chi, invece, plaude a un sistema più trasparente e meno automatizzato.

La normativa non cancella le sanzioni

La nuova normativa non cancella le sanzioni per chi supera i limiti di velocità, ma modifica radicalmente le modalità di accertamento: ora la responsabilità ricade interamente sugli agenti in servizio. Le conseguenze per i trasgressori restano comunque rilevanti. Per chi supera il limite fino a 10 km/h, la multa varia da 42 a 173 euro; tra 10 e 40 km/h la sanzione sale da 173 a 694 euro con la perdita di 3 punti sulla patente; tra 40 e 60 km/h si arriva fino a 2.170 euro e alla sospensione della patente fino a 3 mesi; oltre i 60 km/h la pena può raggiungere i 3.382 euro, con la perdita di 10 punti e la sospensione della patente fino a 12 mesi. In caso di violazioni ripetute nei centri urbani, sono previsti ulteriori aggravamenti.

Questa decisione è maturata in un clima di forte controversia, soprattutto in città come Bologna e Roma, dove l’utilizzo degli autovelox nelle Zone 30 aveva suscitato proteste a causa delle numerose multe e delle critiche sulla proporzionalità dei controlli. Il governo ha scelto di dare priorità al controllo umano, lasciando in secondo piano le rilevazioni automatiche, per rispondere alle preoccupazioni dei cittadini e delle associazioni di automobilisti.

Posizioni divergenti

Le posizioni restano profondamente divergenti. Da una parte, gli amministratori locali difendono con forza le Zone 30 come strumenti efficaci per la sicurezza stradale, sottolineando dati che dimostrano la riduzione di incidenti, mortalità e inquinamento nelle aree urbane con limiti più bassi. Tuttavia, manifestano preoccupazione: senza la deterrenza degli autovelox, temono che il rispetto dei limiti possa diventare più difficile da garantire, a meno di investire maggiormente in risorse umane o in infrastrutture fisiche come dossi e restringimenti della carreggiata.

Sul fronte opposto, le associazioni di guidatori accolgono con favore il superamento dei dispositivi automatici, preferendo la contestazione immediata da parte della Polizia Locale, ritenuta più trasparente e meno soggetta a errori. Tuttavia, emerge un problema concreto: la mancanza di personale e risorse rende difficile effettuare controlli su larga scala senza un sostanziale aumento dei bilanci destinati alle forze di polizia municipale.

Non è un via libera alla velocità

Gli esperti di sicurezza stradale sottolineano che l’eliminazione degli autovelox non deve essere interpretata come un via libera all’eccesso di velocità. L’efficacia nella riduzione degli incidenti si ottiene solo attraverso una combinazione di limiti di velocità adeguati, infrastrutture progettate per moderare il traffico e strategie di controllo mirate. Le Zone 30, se integrate con campagne informative e una strategia di enforcement basata anche sulla prevenzione, continuano a rappresentare uno strumento valido per la tutela della collettività.

Dal punto di vista amministrativo, la modifica normativa obbliga i Comuni a rivedere i propri piani di controllo e impone ai fornitori di tecnologia per la rilevazione automatica di adeguarsi alle nuove restrizioni. Gli studi giuridici, dal canto loro, evidenziano la necessità di regolamentare in modo più preciso le modalità di contestazione immediata, per garantire pienamente i diritti dei cittadini e assicurare trasparenza nei procedimenti sanzionatori.

Questa riforma apre una fase di confronto tra Stato, amministrazioni locali e società civile, con l’obiettivo di trovare un equilibrio tra controlli efficaci, sicurezza urbana e tutela degli automobilisti. Nel frattempo, il messaggio resta chiaro e condiviso da tutte le parti: rispettare i limiti di velocità nelle aree urbane è fondamentale, non solo per evitare sanzioni, ma soprattutto per ridurre i rischi e garantire una convivenza più sicura nelle nostre città.

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