Roma, da oggi la ZTL centro storico diventa Zona 30: cosa cambia

A partire dal 15 gennaio 2026 la ZTL centro storico di Roma diventa Zona 30 con limite a 30 kmh, più controlli della Polizia Locale e installazione di autovelox e dispositivi elettronici

Roma, da oggi la ZTL centro storico diventa Zona 30: cosa cambia
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Giorgio Colari
Pubblicato il 15 gen 2026

Roma si prepara a una svolta storica nella gestione della mobilità urbana: dal 15 gennaio 2026, il cuore della capitale sarà teatro di un imponente piano di sicurezza stradale e di trasformazione degli spazi pubblici. Il nuovo pacchetto di misure interesserà la ZTL centro storico, che sarà convertita in una vera e propria Zona 30, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza dei cittadini e migliorare la qualità della vita nelle aree più frequentate della città eterna.

Il provvedimento, varato dalla Giunta Capitolina e attuato dal Dipartimento Mobilità Sostenibile e Trasporti, si tradurrà in un insieme di interventi capillari che coinvolgeranno le principali arterie urbane come Corso Vittorio Emanuele, Via del Teatro Marcello e il Traforo Umberto I. Il nuovo assetto interesserà non solo il traffico privato, ma anche i mezzi pubblici, ridefinendo il modo in cui residenti, pendolari e turisti vivranno e attraverseranno il centro della città.

Introduzione del limite di 30 km/h

Elemento centrale del piano sarà l’introduzione del limite 30 kmh all’interno della ZTL, una misura che si inserisce nel solco delle politiche europee per la moderazione del traffico e la tutela degli utenti vulnerabili della strada. “Abbassare la velocità significa salvare vite, rendere più accessibili gli spazi urbani e migliorare la convivenza tra pedoni, ciclisti e auto”, ha dichiarato l’assessore Eugenio Patanè, sintetizzando la filosofia alla base del provvedimento: ridurre sia il numero che la gravità degli incidenti stradali.

Per garantire il rispetto delle nuove regole, la Polizia Locale Roma sarà chiamata a intensificare i controlli su tutto il territorio interessato. Saranno installati nuovi indicatori di velocità in punti strategici, pensati per informare e sensibilizzare in tempo reale i conducenti sulle nuove limitazioni. Parallelamente, la presenza delle forze dell’ordine verrà rafforzata, con una particolare attenzione alle aree a maggiore rischio di infrazioni.

Più strutture dedite alla sicurezza

Il piano prevede anche una massiccia implementazione di infrastrutture dedicate alla sicurezza: saranno realizzati ben 175 attraversamenti pedonali rialzati, con l’obiettivo di rendere più sicuri gli incroci e favorire la mobilità dolce. Non mancheranno le cosiddette “strade scolastiche”, ovvero aree limitrofe agli istituti educativi dove la circolazione dei veicoli sarà ulteriormente regolamentata per tutelare gli studenti durante gli orari di ingresso e uscita.

Un ruolo chiave sarà svolto dai nuovi autovelox: entro il 2026, verranno installati 40 dispositivi elettronici per la rilevazione delle infrazioni, concentrati soprattutto negli incroci più critici. In particolare, su Via Cristoforo Colombo saranno posizionati cinque nuovi autovelox, con lo scopo di scoraggiare comportamenti pericolosi e favorire una guida più prudente.

Questa trasformazione si inserisce in una tendenza ormai consolidata nelle principali città europee, dove la creazione di Zone 30 ha portato a una significativa diminuzione degli incidenti e delle loro conseguenze, soprattutto per pedoni e ciclisti. Gli studi confermano che la riduzione della velocità massima comporta un calo sia della probabilità di sinistri che della gravità delle lesioni, contribuendo a rendere gli spazi urbani più vivibili e sostenibili.

Qualche critica permane

Non mancano però le voci critiche: molti commercianti esprimono preoccupazione per le possibili ripercussioni sul turismo e sulla logistica, mentre i pendolari temono un aumento dei tempi di percorrenza. Gli automobilisti, dal canto loro, chiedono che venga introdotta una fase sperimentale, accompagnata da una comunicazione chiara e da una segnaletica ben visibile, per facilitare l’adattamento alle nuove regole.

Gli esperti di sicurezza stradale sottolineano che il successo di una Zona 30 dipende dalla qualità della comunicazione istituzionale, dalla manutenzione costante della segnaletica e dalla coerenza degli interventi urbanistici. L’amministrazione capitolina, consapevole di queste sfide, punta a integrare le nuove misure con una rete di infrastrutture dedicate a pedoni e biciclette, promuovendo una mobilità sempre più sostenibile.

Per i residenti, la promessa è quella di una città più vivibile: meno inquinamento acustico e atmosferico, attraversamenti più sicuri e una migliore qualità della vita nel cuore di Roma. Nei prossimi giorni, il Comune renderà noti i dettagli tecnici del piano, il posizionamento preciso dei dispositivi e le modalità operative. Nel frattempo, la misura sarà oggetto di costante monitoraggio da parte delle categorie economiche, dei cittadini e degli operatori del settore mobilità, a garanzia di una trasformazione partecipata e trasparente.

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