Fiat 600 e Lancia Ypsilon, arriva in gamma il motore a benzina puro
Fiat 600 e Lancia Ypsilon adotteranno il PureTech 1.2 turbo da 100 CV con cambio manuale: soluzione da 22-23k più accessibile, ma coinvolta in un richiamo per possibili perdite
Nel panorama automobilistico attuale, l’arrivo di nuove versioni benzina delle citycar Fiat 600 e Lancia Ypsilon rappresenta una scelta strategica che non passa inosservata. Il gruppo Stellantis ha infatti deciso di puntare su un’offerta più accessibile, adottando il motore PureTech 1.2 turbo da 100 CV e un cambio manuale, con l’obiettivo di attrarre quella fetta di clientela che ancora non si sente pronta a compiere il grande salto verso l’elettrico. Una decisione che, tra opportunità e rischi, apre nuovi scenari nel segmento delle citycar.
Accessibilità e numeri: una strategia di conquista
Con un prezzo di listino che parte da 22.000-23.000 euro, la nuova proposta di Stellantis mira a rendere Fiat 600 e Lancia Ypsilon più appetibili per chi cerca un’auto compatta e conveniente. Il motore scelto, il noto PureTech 1.2 turbo, non è una novità assoluta nel panorama del gruppo: già impiegato su modelli come la Grande Panda, Jeep e Peugeot, si distingue per affidabilità e prestazioni equilibrate. L’adozione del cambio manuale risponde inoltre alle esigenze di semplicità e contenimento dei costi di gestione, fattori sempre più determinanti in una fascia di mercato sensibile al prezzo.
Sul piano economico, la differenza rispetto alle versioni ibride o elettriche è significativa: la scelta della motorizzazione benzina consente un risparmio d’ingresso di circa 2.000 euro. Un dettaglio che potrebbe rivelarsi decisivo per chi, di fronte all’incertezza economica attuale, cerca una soluzione immediata e senza troppi compromessi.
Il nodo del richiamo motore: rischi e trasparenza
Non tutto, però, è privo di ombre. La stessa famiglia motoristica del PureTech 1.2 è stata recentemente coinvolta in un massiccio richiamo motore che ha interessato circa 237.000 veicoli prodotti tra il 2023 e il 2025. Il motivo? Potenziali perdite di carburante con conseguente rischio di incendio, un problema che ha inevitabilmente sollevato dubbi tra i consumatori. Stellantis ha prontamente attivato procedure di controllo e riparazione presso le officine autorizzate, ma la questione rimane centrale nella valutazione complessiva della proposta.
La reazione del pubblico, prevedibilmente, sarà variegata. Da un lato, chi punta alla praticità e al risparmio potrebbe vedere nella nuova versione benzina una risposta concreta alle esigenze del momento. Dall’altro, chi considera aspetti come la rivendibilità futura o la sostenibilità ambientale potrebbe orientarsi verso le soluzioni elettrificate, pur accettando un sovrapprezzo. Le flotte aziendali, infine, potrebbero trovare interessante la nuova offerta proprio per la sua economicità iniziale, specie in ottica di rinnovo del parco auto a basso impatto sui bilanci.
Pragmatismo e visione strategica
Dal punto di vista strategico, la mossa di Stellantis si inserisce in una logica di pragmatismo e realismo. L’obiettivo è chiaro: mantenere volumi e quote di mercato nei segmenti più sensibili al prezzo, sfruttando le sinergie derivanti dall’utilizzo di motorizzazioni già collaudate come il PureTech 1.2. Al contempo, il gruppo automobilistico non abbandona i piani di elettrificazione, ma li integra con soluzioni transitorie pensate per chi, oggi, non può o non vuole affrontare il passaggio immediato all’elettrico.
Il vero banco di prova sarà la capacità di comunicare con trasparenza i dettagli relativi al richiamo motore e di ristabilire la fiducia tra clienti e rete commerciale. La chiarezza sulle procedure di controllo e sulle azioni correttive sarà fondamentale per dissipare dubbi e rafforzare la reputazione del marchio.
La questione ambientale e la sfida della transizione
Rimane aperto il tema ambientale: fino a che punto è giustificabile proporre soluzioni convenzionali come la benzina quando l’obiettivo dichiarato è la decarbonizzazione? Stellantis risponde che l’accessibilità resta una priorità per chi, oggi, non ha la possibilità di accedere a una vettura elettrica. Una posizione che riflette la complessità della transizione energetica, fatta di tappe intermedie e compromessi dettati dalla realtà del mercato.