Ferrari studia una carrozzeria che cambia forma mentre l’auto è in movimento
Un brevetto Ferrari mostra un sofisticato sistema di aerodinamica attiva con elementi della carrozzeria mobili e una coda capace di allungarsi durante la marcia
L’aerodinamica attiva potrebbe assumere un significato molto più estremo sulle Ferrari del futuro. Un brevetto depositato presso l’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti descrive infatti un sistema nel quale non sarebbe soltanto un alettone a cambiare posizione: parte della carrozzeria potrebbe modificare la propria configurazione mentre la vettura è in movimento.
I disegni utilizzati per illustrare la tecnologia mostrano una sportiva a motore centrale dalle proporzioni particolarmente aggressive. Non è però possibile stabilire se queste forme anticipino realmente un futuro modello di Maranello, perché nei brevetti le vetture rappresentate possono avere una funzione puramente dimostrativa. Decisamente più concreto è invece il principio tecnico descritto nella documentazione.
Una Ferrari con la coda variabile
La parte più interessante si trova al posteriore, dove compare un grande alettone estensibile associato a una barra luminosa e ad altri elementi mobili. In determinate condizioni l’intero sistema potrebbe spostarsi, modificando di fatto la lunghezza e la conformazione della coda.
Ferrari potrebbe così ottenere configurazioni aerodinamiche differenti senza essere costretta ad adottare una soluzione fissa. Alle alte velocità, per esempio, il posteriore potrebbe estendersi per favorire la gestione dei flussi e l’efficienza. In altre situazioni, come durante una frenata o nella guida più impegnativa, gli elementi mobili potrebbero assumere una posizione differente per incrementare il carico sulle ruote posteriori.
Il concetto ricorda per principio alcune delle sofisticate soluzioni introdotte sulla McLaren W1, ma il brevetto mostra un’interpretazione specifica sviluppata dalla Casa di Maranello. A completare il posteriore compare inoltre un diffusore dalle dimensioni generose, ulteriore elemento che evidenzia quanto il controllo dell’aria nella zona inferiore della vettura sia parte integrante del progetto.
Anche i fanali diventano aerodinamici
Il brevetto riserva un’altra sorpresa. Tra le immagini compare anche una Ferrari Purosangue, utilizzata per illustrare un sistema differente nel quale persino i gruppi ottici posteriori potrebbero diventare elementi aerodinamici attivi.
I fanali sarebbero in grado di modificare la propria inclinazione verso il basso, intervenendo sul flusso diretto verso il piccolo spoiler posteriore. Una soluzione che mostra quanto il concetto di aerodinamica mobile possa andare oltre i tradizionali flap e alettoni regolabili.
Ogni superficie potenzialmente utile alla gestione dell’aria potrebbe quindi assumere una funzione tecnica, pur continuando a svolgere il proprio compito principale. Una filosofia particolarmente interessante su automobili nelle quali efficienza, stabilità alle alte velocità e carico aerodinamico devono convivere senza penalizzarsi reciprocamente.
Dal brevetto alla strada
Ferrari utilizza da tempo dispositivi aerodinamici attivi. LaFerrari, SF90 Stradale e F80 rappresentano alcune delle tappe di un’evoluzione che ha permesso di sfruttare soluzioni sempre più sofisticate, anche grazie all’esperienza maturata nelle competizioni.
Il nuovo brevetto indica però una possibile evoluzione ulteriore: non più singole appendici che si muovono, ma porzioni della vettura capaci di cambiare configurazione in funzione delle condizioni di marcia. Questo non significa che vedremo necessariamente una Ferrari di serie con una coda estensibile. Il deposito di un brevetto protegge una tecnologia, ma non garantisce che questa arrivi effettivamente alla produzione.
Resta però significativo che Maranello stia esplorando applicazioni differenti dello stesso principio. Se queste idee dovessero arrivare su strada, sulle Ferrari del futuro la carrozzeria potrebbe non essere più una forma immutabile, ma diventare una componente attiva delle prestazioni.