Fa rifornimento e il conto arriva a 8.500 euro: cosa è successo
Benzina e diesel vengono invertiti nelle cisterne di una stazione di servizio in Francia: alcuni automobilisti fanno il pieno sbagliato e i danni possono arrivare a 8.500 euro
Fare rifornimento, ripartire e ritrovarsi con un conto da 8.500 euro. È quanto sarebbe accaduto a uno degli automobilisti coinvolti in un insolito episodio avvenuto in Francia. Questa volta, però, il conducente non avrebbe alcuna responsabilità: benzina e gasolio erano stati invertiti nelle cisterne della stazione di servizio.
Una situazione difficile da prevedere. I clienti hanno utilizzato normalmente le pompe, scegliendo il carburante indicato e facendo rifornimento senza avere alcun motivo per sospettare un problema. Solo dopo aver rimesso in moto le vetture sono comparsi i primi malfunzionamenti. A quel punto è emerso lo scambio. E per alcuni automobilisti il pieno si è trasformato in una visita in officina decisamente più costosa del previsto.
Benzina nel diesel: perché i danni possono essere molto costosi
Mettere benzina in un’auto diesel non significa automaticamente dover sostituire mezzo motore. Molto dipende da quanto carburante è stato inserito e, soprattutto, da quello che succede immediatamente dopo.
La situazione migliore è quella in cui l’errore viene scoperto prima dell’avviamento. Se il motore rimane spento, infatti, il carburante sbagliato resta sostanzialmente confinato nel serbatoio e nelle prime parti del circuito. L’intervento può quindi limitarsi allo svuotamento e alla pulizia dell’impianto.
Il problema cambia completamente quando l’automobile viene accesa e inizia a circolare. Nei moderni motori diesel il gasolio non serve soltanto ad alimentare la combustione. Contribuisce anche alla lubrificazione di componenti delicati dell’impianto di alimentazione. La benzina ha caratteristiche differenti e può quindi creare problemi a elementi costosi come la pompa ad alta pressione e gli iniettori.
Più l’auto continua a funzionare, maggiore può diventare l’estensione del problema. Il carburante viene infatti messo in circolo nell’impianto e raggiunge componenti che lavorano con tolleranze molto ridotte e pressioni elevate. Ed è proprio qui che un errore apparentemente banale può trasformarsi in un conto da migliaia di euro.
Nel caso avvenuto in Francia, la situazione era ancora più difficile da evitare. Gli automobilisti non avevano infatti commesso il classico errore di distrazione scegliendo la pistola sbagliata. Avevano fatto esattamente ciò che fanno milioni di conducenti ogni giorno.
Diesel in un’auto a benzina: cosa può succedere
Anche mettere gasolio in un motore a benzina può provocare malfunzionamenti, sebbene le conseguenze possano essere differenti. Il motore può iniziare a girare male, perdere colpi oppure spegnersi. Anche in questo caso continuare a guidare non è una buona idea, perché il carburante non corretto continua a circolare nell’impianto.
Il comportamento più prudente, quando ci si accorge di avere inserito il carburante sbagliato, resta quindi quello di non avviare il motore. Se l’auto è già partita e manifesta improvvisamente problemi subito dopo il rifornimento, è invece opportuno fermarsi senza insistere nella marcia.
Normalmente il conducente può almeno controllare lo scontrino o ricordare quale pistola abbia utilizzato. Nell’episodio francese, invece, questi controlli non sarebbero serviti a individuare il problema: l’errore era avvenuto prima che gli automobilisti arrivassero alla pompa.
Gli automobilisti avevano scelto il carburante corretto
È proprio questo l’aspetto più particolare della vicenda. I conducenti non avevano sbagliato carburante: benzina e diesel sarebbero stati invertiti direttamente nelle cisterne della stazione di servizio. Dal punto di vista dell’automobilista era quindi tutto normale. La pompa indicava il carburante desiderato e non c’erano elementi evidenti che potessero far pensare a uno scambio.
Dopo il rifornimento, però, alcune vetture hanno cominciato a manifestare problemi. Solo successivamente sarebbe stata individuata la causa e sarebbero emersi i danni provocati dal carburante non adatto. Per uno degli automobilisti coinvolti, secondo quanto riportato, la riparazione sarebbe arrivata a circa 8.500 euro. Una cifra che rende bene l’idea di quanto possa diventare costoso un problema all’impianto di alimentazione di un’auto moderna.
L’episodio resta fortunatamente fuori dall’ordinario, ma mette in evidenza un aspetto spesso dato per scontato. Quando facciamo rifornimento ci affidiamo completamente alle indicazioni della stazione di servizio: scegliamo la pompa corretta, controlliamo il prezzo e riempiamo il serbatoio. Non esiste un controllo pratico che un normale automobilista possa effettuare per sapere se nella cisterna sotterranea si trovi effettivamente il carburante indicato.
Per questo la vicenda francese è particolarmente beffarda. Non c’è stata una distrazione al distributore né una pistola afferrata per errore. È bastato un problema avvenuto a monte per trasformare un normale pieno in un guasto da migliaia di euro.
E se un’auto dovesse iniziare a funzionare in modo anomalo immediatamente dopo un rifornimento, soprattutto con perdita di potenza, funzionamento irregolare o spegnimenti, continuare a viaggiare potrebbe peggiorare la situazione. In casi come questo, fermarsi può fare una differenza enorme tra lo svuotamento del serbatoio e una riparazione ben più impegnativa.