Carburante allungato con l'acqua: boom di auto e scooter in panne a Roma

Serbatoio pieno, ma il motore si spegne dopo pochi chilometri. Nelle officine della Capitale aumentano i casi di benzina e gasolio "additivati" con acqua.

Carburante allungato con l'acqua: boom di auto e scooter in panne a Roma
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Giulia Darante
Pubblicato il 4 ago 2026

Fare il pieno e ritrovarsi poco dopo con l’auto ferma sul ciglio della strada o con lo scooter che non ne vuole più sapere di ripartire. È una situazione che, secondo diverse officine romane, negli ultimi mesi si sarebbe verificata con una frequenza decisamente superiore al passato. Un fenomeno che sta attirando l’attenzione soprattutto nella Capitale, dove diversi meccanici raccontano di aver ricevuto un numero crescente di veicoli con problemi comparsi immediatamente dopo il rifornimento.

Il pieno c’è, ma il motore non parte

Uno degli elementi che ricorre nelle testimonianze degli autoriparatori è la tempistica. Il veicolo viene rifornito, percorre pochi chilometri e improvvisamente comincia a perdere potenza, manifesta irregolarità oppure si spegne. Il problema può essere particolarmente evidente sulle moto e sugli scooter più moderni, dotati di sistemi di alimentazione e gestione elettronica più sofisticati.

In questi casi il meccanico può risalire alla causa attraverso l’analisi del carburante presente nel serbatoio. La presenza di acqua è particolarmente problematica perché benzina e gasolio non si comportano allo stesso modo dell’acqua e la contaminazione può interferire con il corretto funzionamento dell’impianto. A raccontare l’aumento delle segnalazioni sono diversi professionisti romani.

Da dove può arrivare l’acqua nel carburante?

La presenza di acqua nel carburante non dimostra automaticamente che il combustibile sia stato deliberatamente diluito. Una contaminazione può avere origini differenti e può essere legata, per esempio, alle condizioni dei serbatoi, alla presenza di condensa, a infiltrazioni oppure alla movimentazione e conservazione del prodotto. Un’altra possibile fonte di problemi è rappresentata dai sedimenti accumulati nel tempo all’interno delle cisterne. Quando il livello del carburante si abbassa, le impurità depositate sul fondo possono finire nel circuito di erogazione.

A seconda della quantità e del tipo di impurità presenti, può essere necessario svuotare completamente il serbatoio, eliminare il carburante contaminato, pulire l’impianto di alimentazione e sostituire filtri o altri componenti eventualmente danneggiati. Nei casi più seri possono essere coinvolti anche pompa del carburante, iniettori e altri elementi dell’alimentazione. Sui moderni motori diesel ad alta pressione, in particolare, la precisione con cui lavorano gli organi dell’impianto rende la contaminazione un problema tutt’altro che trascurabile.

Per questo, se un’auto comincia a manifestare anomalie subito dopo un rifornimento, continuare a guidare potrebbe non essere la scelta migliore. Se il veicolo perde potenza, procede a strappi o si spegne, è consigliabile fermarsi in sicurezza e rivolgersi a un’officina. In presenza di un sospetto concreto di contaminazione, è inoltre importante conservare lo scontrino o la ricevuta del rifornimento per potersi rivalere sulla società distributrice.

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