Breathe Me, il catamarano futurista che sembra uscito da un film
Il catamarano Breathe Me, lungo 22 metri e largo 11, conquista il porto francese di Canet-en-Roussillon con un design futuristico e interni esclusivi
Un catamarano dalla silhouette futuristica ha fatto tappa a Canet-en-Roussillon, nel dipartimento dei Pirenei Orientali, attirando l’attenzione per forme e soluzioni costruttive tutt’altro che convenzionali. Si chiama Breathe Me ed è una delle imbarcazioni più particolari viste in questi giorni sulla costa francese.
Dal Cannes Yachting Festival ai Pirenei Orientali
Il Breathe Me è arrivato da Cannes, dove dall’8 al 13 settembre ha partecipato al Cannes Yachting Festival 2026. Con i suoi 22 metri di lunghezza e 11 di larghezza, il catamarano non passa certo inosservato: le sue linee ricordano quasi quelle di una concept car trasformata in imbarcazione, tanto da sembrare adatta alla scenografia di un film di James Bond.
La storia del progetto, però, è ancora più particolare. Il catamarano era stato presentato per la prima volta proprio al Cannes Yachting Festival nel 2013, quando portava il nome AIR 77. Negli anni successivi è stato protagonista di una ricostruzione radicale che ne ha modificato circa l’85%.
A occuparsi dell’intervento è stato il cantiere Couach di Gujan-Mestras, nella Gironda, sotto la supervisione di SARFNAV, società che ha progettato e seguito la ricostruzione e che oggi commercializza l’imbarcazione.
Un catamarano ricostruito all’85%
Il lavoro ha interessato praticamente ogni parte del Breathe Me. Sono state ricostruite le coque, la motorizzazione e la propulsione, ma anche gli interni, il roof, il cockpit e gli spazi destinati alla vita a bordo.
Il risultato è quindi molto più di un semplice restyling. Il progetto è stato trasformato in profondità, mantenendo però quella ricerca stilistica che aveva caratterizzato AIR 77 fin dalla sua presentazione.
Il Breathe Me è costruito in legno ed epossidica e ogni unità viene realizzata individualmente, senza utilizzare uno stampo di produzione. Una scelta che rende ogni esemplare differente e contribuisce alla sua vocazione esclusiva.
Pelle, legno e plexiglas: gli interni sono su misura
La ricerca dell’unicità prosegue all’interno. Le cabine sono state completamente ridisegnate con legni esotici, pelle pieno fiore e plexiglas termoformato.
Proprio il plexiglas rappresenta uno degli elementi più laboriosi del progetto: sono stati utilizzati complessivamente 65 metri quadrati di materiale, con un lavoro durato dodici mesi. Ogni elemento è stato formato e adattato singolarmente.
Anche la pelle occupa una superficie importante. Tra roof e cabine sono stati impiegati 430 metri quadrati di pelle pieno fiore, con uno spessore di 3,4 millimetri.
Spazi aperti e una progettazione pensata per vivere il mare
La configurazione degli ambienti punta sulla continuità tra interno ed esterno. Le forme aperte favoriscono la circolazione a bordo e creano un collegamento visivo diretto con il mare.
Dal roof è possibile avere una visuale complessiva dell’imbarcazione, mentre cockpit, aree living e parte anteriore sono stati progettati per dialogare tra loro. Una filosofia che mette insieme convivialità, apertura e sicurezza, senza rinunciare alla forte identità estetica del catamarano.
Quanto resterà il Breathe Me a Canet-en-Roussillon non è ancora noto. Per ora, il suo passaggio nei Pirenei Orientali aggiunge un altro capitolo alla storia di un’imbarcazione nata nel 2013 e quasi completamente ricostruita per diventare qualcosa di molto più vicino a un esemplare unico che a un catamarano prodotto in serie.