Benzina e diesel, stangata d’agosto: rincari record al Sud

Diesel oltre quota 2 euro e benzina vicina alla soglia: i rincari pesano soprattutto al Sud. Basilicata, Puglia e Campania guidano la classifica degli aumenti

Benzina e diesel, stangata d’agosto: rincari record al Sud
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Giorgio Colari
Pubblicato il 10 ago 2026

Il pieno torna a pesare sul portafoglio degli italiani proprio nel momento più delicato dell’estate. Con l’esodo di Ferragosto alle porte, diesel e benzina viaggiano attorno alla soglia dei 2 euro al litro, ma gli effetti dei rincari non sono uguali in tutta Italia. A pagare il conto più pesante, almeno in termini percentuali, sono soprattutto alcune regioni del Mezzogiorno.

La situazione diventa ancora più delicata guardando alle prossime settimane. Il taglio delle accise sul diesel, pari a 17 centesimi, è stato prorogato fino al 26 agosto. Una misura pensata per alleggerire almeno in parte il costo dei rifornimenti durante il periodo delle vacanze. Resta però aperta una domanda: cosa succederà dopo?

Carburanti, Basilicata in testa con rincari del 21,6%

La geografia dei rincari restituisce un’Italia piuttosto divisa. La Basilicata registra l’incremento percentuale più elevato, con un +21,6% e un aggravio quantificato in 9,8 milioni di euro al mese. Subito dietro troviamo Puglia e Campania, entrambe con un aumento del 21,3%. Cambia però sensibilmente il peso economico complessivo. Per la Campania l’impatto arriva a 89 milioni di euro, mentre per la Puglia si ferma a 69,8 milioni.

La graduatoria prosegue con Molise, Trentino, Marche e Calabria. Il quadro che emerge è quindi abbastanza netto: il Mezzogiorno risulta tra le aree maggiormente esposte agli aumenti, mentre le principali regioni settentrionali si trovano nelle posizioni più basse della classifica.

Una differenza che assume ancora più importanza quando il costo del carburante viene moltiplicato per gli spostamenti quotidiani. Non riguarda soltanto chi parte per le vacanze: prezzi più elevati alla pompa incidono sui pendolari e sulle imprese, in particolare su quelle che dipendono dal trasporto su strada.

Diesel oltre 2 euro, benzina vicina alla soglia

Il problema più immediato per gli automobilisti resta però quello indicato dai distributori. In base alle medie nazionali riportate, il diesel ha superato la soglia dei 2 euro al litro, mentre la benzina si trova poco sotto.

Una situazione particolarmente pesante in agosto, quando milioni di automobilisti affrontano percorrenze più lunghe per raggiungere le località di villeggiatura. E c’è un altro elemento che alimenta la discussione. Nella prima settimana di agosto il Brent ha perso l’8,8%, mentre nello stesso periodo il prezzo medio del gasolio in Italia è diminuito solamente dello 0,04%. Per la benzina il calo è stato dello 0,45%.

La differenza tra l’andamento del petrolio e quello dei prezzi alla pompa ha alimentato le contestazioni sulle dinamiche della filiera dei carburanti. Per chi deve fare rifornimento, però, il risultato concreto cambia poco: il costo di un pieno rimane elevato.

Su un’auto con un serbatoio da 50 litri, per esempio, un carburante venduto a 2 euro al litro significa raggiungere quota 100 euro per un pieno completo. Una cifra che rende immediatamente percepibile l’impatto dei rincari sui bilanci familiari.

Cosa succede dopo

Per limitare gli effetti dell’aumento dei prezzi, il Governo ha finora destinato oltre 7,3 miliardi di euro a cittadini e aziende. Di questi, 5 miliardi sono stati impiegati per contenere i rincari delle bollette di energia elettrica e gas, mentre altri 2,3 miliardi sono serviti a ridurre le accise sui carburanti.

Il problema è la dimensione complessiva della spesa. I maggiori costi previsti per carburanti, gas ed energia elettrica raggiungono infatti 29 miliardi di euro. Le risorse stanziate finora riescono quindi a coprire poco più di un quarto dell’impatto stimato. Sul fronte automobilistico, la scadenza da segnare sul calendario è quella del 26 agosto, fino alla quale è stato prorogato il taglio di 17 centesimi delle accise sul diesel.

Per trovare nuove risorse, l’esecutivo punta anche all’attivazione della clausola di salvaguardia per escludere le spese energetiche dai vincoli del Patto di Stabilità, sulla falsariga di quanto previsto per la Difesa. L’operazione potrebbe rendere disponibili 14,5 miliardi di euro nell’arco di tre anni, ma sarebbe necessario il via libera europeo e si tratterebbe comunque di nuovo debito.

Un’altra strada indicata è quella della riduzione della spesa pubblica senza intervenire sul welfare. Un taglio dell’1% permetterebbe, secondo le stime riportate, di recuperare quasi 11 miliardi di euro. Anche questa, però, sarebbe una strada tutt’altro che semplice.

Per gli automobilisti, quindi, il quadro rimane incerto. Nel breve periodo lo sconto sul diesel offre un argine ai rincari, ma la vera partita inizierà dopo il 26 agosto. Se i prezzi alla pompa dovessero rimanere intorno ai livelli attuali e non arrivassero nuovi interventi, il costo dei carburanti potrebbe continuare a rappresentare una delle voci più pesanti per famiglie e imprese anche dopo la fine dell’esodo estivo.

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