Trump valuta lo stop all’export di diesel: in Europa i prezzi rischiano un nuovo scossone
Gli Stati Uniti valutano un possibile stop alle esportazioni di diesel. L’ipotesi agita i mercati mentre benzina e gasolio in Italia restano sopra i 2 euro
Un nuovo fronte rischia di complicare ulteriormente la situazione dei prezzi dei carburanti. Negli Stati Uniti l’amministrazione Trump sta valutando la possibilità di limitare le esportazioni di diesel per aumentare la disponibilità sul mercato interno, un’ipotesi che potrebbe avere ripercussioni anche sull’Europa. Al momento, però, non esiste ancora un provvedimento definitivo: il segretario al Tesoro Scott Bessent ha spiegato che Washington sta verificando la fattibilità di un eventuale blocco, totale o parziale.
La sola prospettiva è bastata ad attirare l’attenzione dei mercati. Secondo Staffetta Quotidiana, le indiscrezioni su un possibile divieto della durata di 90 giorni hanno contribuito a far risalire le quotazioni del diesel dopo una settimana di cali.
Perché uno stop americano preoccupa l’Europa
Il presidente Donald Trump ha confermato pubblicamente di aver chiesto ai suoi collaboratori di esaminare la possibilità di trattenere negli Stati Uniti una quota maggiore del diesel prodotto nel Paese. L’obiettivo sarebbe intervenire sull’offerta interna mentre anche gli automobilisti americani affrontano prezzi energetici più elevati.
Il problema, visto dall’altra parte dell’Atlantico, è il peso assunto dagli Stati Uniti nel commercio internazionale dei prodotti raffinati. Secondo i dati riportati da Quattroruote sulla base delle analisi di settore, circa il 20% del diesel trasportato via mare a livello mondiale sarebbe oggi di origine statunitense. Per l’Europa la dipendenza sarebbe ancora più significativa, con gli USA che rappresenterebbero circa metà delle importazioni europee di gasolio.
Una limitazione delle esportazioni non comporterebbe automaticamente un determinato aumento alla pompa, perché il prezzo finale dipende da numerose variabili. Tuttavia, una riduzione dell’offerta disponibile sui mercati internazionali potrebbe esercitare una nuova pressione sulle quotazioni del prodotto raffinato.
Salvini: i carburanti non caleranno a breve
In Italia, intanto, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha escluso un rapido ritorno a prezzi più bassi. Intervenendo il 23 settembre a un evento organizzato a Roma, Salvini ha affermato che nel breve periodo non diminuiranno i costi dei carburanti e dell’energia, né quelli sostenuti da imprese e famiglie.
Il tema è già al centro dell’azione del governo. Il decreto-legge del 10 settembre ha introdotto misure urgenti legate alla crisi dei prezzi petroliferi e alle attività energetiche strategiche; il relativo disegno di legge di conversione risulta in esame parlamentare.
Anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha richiamato il ruolo delle quotazioni del Brent e della capacità di raffinazione nella formazione dei prezzi, sostenendo la necessità di affrontare la questione anche a livello europeo. Una discussione formale è prevista all’Ecofin di inizio ottobre.
Benzina e diesel restano sopra i 2 euro
Nel frattempo, il 24 settembre è arrivato un lievissimo ribasso sulla rete stradale italiana. Secondo le rilevazioni riportate da Staffetta Quotidiana, la benzina self è scesa a una media di 2,154 euro al litro, mentre il gasolio si è attestato a 2,338 euro. Entrambi hanno perso un millesimo rispetto alla giornata precedente.
In autostrada la situazione resta più onerosa: la benzina è indicata a 2,245 euro al litro e il diesel a 2,419 euro, mentre GPL e metano si attestano rispettivamente a 0,885 euro al litro e 1,799 euro al chilogrammo. IP ha inoltre ridotto di un centesimo al litro il prezzo consigliato della benzina.
Il piccolo arretramento registrato alla pompa non basta dunque a delineare una tendenza stabile. Sullo sfondo rimane soprattutto l’incognita americana: finché Washington non avrà deciso se e come intervenire sulle esportazioni di diesel, il mercato dovrà fare i conti con un’ulteriore fonte d’incertezza.