Bollo auto 2027, chi deve ancora pagarlo: la data che decide l’esenzione

L’esenzione dal bollo auto 2027 non cancella i pagamenti in scadenza nel 2026: ecco cosa succede a chi ha già pagato e chi ne avrà diritto

Bollo auto 2027, chi deve ancora pagarlo: la data che decide l’esenzione
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Giulia Darante
Pubblicato il 25 set 2026

L’esenzione dal bollo auto nel 2027 è ufficialmente prevista dal decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, ma non significa che gli automobilisti interessati possano smettere immediatamente di pagare la tassa. Il provvedimento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed è entrato in vigore il 18 settembre.

Il punto decisivo non è infatti il periodo al quale si riferisce il bollo, bensì la sua scadenza ordinaria di pagamento. La norma stabilisce che l’esenzione riguarda i versamenti il cui termine ordinario cade tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027.

Una distinzione fondamentale per capire cosa deve fare chi ha appena pagato, chi dovrà farlo entro la fine del 2026 e chi invece potrà beneficiare dell’agevolazione.

Hai pagato nel 2026? Niente rimborso

Prendiamo il caso di un automobilista che abbia versato il bollo entro il 31 agosto 2026 per coprire il periodo agosto 2026-luglio 2027. Anche se una parte dell’annualità ricade nel prossimo anno, quel pagamento non rientra nell’esenzione, perché la sua scadenza ordinaria era nel 2026.

Lo stesso principio vale per chi deve ancora effettuare un pagamento entro settembre, ottobre, novembre o dicembre 2026. Se, per esempio, il termine ordinario è fissato al 31 dicembre 2026, il bollo deve essere pagato regolarmente. L’eventuale esenzione riguarderà invece il successivo versamento con scadenza nel 2027.

Di conseguenza, aver già pagato un bollo che copre anche alcuni mesi del prossimo anno non dà automaticamente diritto a un rimborso.

Non basta rimandare il pagamento al 2027

Attenzione anche a un possibile equivoco: pagare in ritardo un bollo scaduto nel 2026 non permette di trasformarlo in un versamento esente.

Il decreto parla espressamente di “termine ordinario di pagamento”. Se una tassa doveva essere versata entro il 2026 e viene saldata soltanto nel 2027, oppure se arriva successivamente una richiesta di regolarizzazione, l’obbligazione rimane riferita alla precedente scadenza. L’esenzione, quindi, non costituisce una sanatoria per eventuali bolli arretrati.

Quali auto non pagheranno il bollo

La misura riguarda per il 2027 le persone fisiche e può essere applicata a un solo veicolo regolarmente assicurato. Per le automobili sono interessati i modelli alimentati, anche insieme a un’altra fonte di propulsione, a benzina o gasolio e con potenza non superiore a 80 kW, equivalenti a circa 109 CV.

Se una persona possiede più vetture che rispettano i requisiti, non potrà scegliere liberamente quale esentare: la norma assegna il beneficio a quella con la potenza più bassa. In caso di identica potenza, sarà esentata quella per la quale sarebbe dovuto il bollo di importo inferiore.

Il decreto disciplina inoltre l’esenzione per motocicli e ciclomotori a benzina, secondo requisiti specifici e purché il contribuente non possieda un’automobile fino a 80 kW che abbia diritto al beneficio.

Il nodo della domiciliazione bancaria

Un aspetto ancora da gestire sul piano operativo riguarda chi utilizza la domiciliazione bancaria nelle regioni che la prevedono. L’esenzione è subordinata alla presenza di una regolare copertura assicurativa, informazione che deve essere correttamente incrociata con i dati utilizzati dalle amministrazioni regionali.

Saranno quindi importanti le indicazioni operative che accompagneranno l’applicazione concreta della misura. Per gli automobilisti, intanto, la regola da ricordare è semplice: non conta fino a quale mese è valido il bollo già pagato. Conta quando scade il pagamento. Se il termine ordinario cade nel 2026 bisogna pagare; se cade nel 2027, e sono rispettati tutti i requisiti previsti dal decreto, entra in gioco l’esenzione.

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