Entra nell'agenzia viaggi per due minuti: multata senza appello

A San Vito una cliente multata per il disco orario riceve solidarietà dal titolare dell’agenzia di viaggi, che paga la multa: il caso accende il dibattito

Di Giorgio Colari
Pubblicato il 29 ago 2025
Entra nell'agenzia viaggi per due minuti: multata senza appello

Un gesto di solidarietà che accende il dibattito su regole e buon senso: è quanto accaduto a San Vito al Tagliamento, dove un episodio legato a una multa per la mancata esposizione del disco orario ha coinvolto la comunità locale, i social network e persino il consiglio comunale. La vicenda, apparentemente ordinaria, si è trasformata in un simbolo delle difficoltà che emergono quando il rigore normativo incontra le sfumature della quotidianità, ponendo l’accento sull’importanza dell’umanità nella gestione della mobilità urbana.

Tutto ha avuto inizio lunedì 25 agosto, quando una signora si è recata presso l’agenzia viaggi di via Modotti per una duplice ragione: consegnare documenti necessari per un viaggio imminente e partecipare con una donazione a un’iniziativa benefica sull’autismo. Un’azione di pochi minuti, svolta con rapidità e spirito di altruismo, che tuttavia si è conclusa con una sorpresa amara. Al suo ritorno, la cliente ha trovato una dipendente della Gsm intenta a redigere una multa da 29 euro per la mancata esposizione del disco orario.

Non ha ascoltato ragioni

Secondo la normativa locale, la sosta consentita in quella zona era di trenta minuti, ma la permanenza della signora era stata ben più breve, appena due minuti. Nonostante ciò, l’ausiliaria della Gsm ha applicato alla lettera il regolamento, ignorando sia le spiegazioni della cliente sia l’intervento diretto di P.M., titolare dell’agenzia viaggi e testimone oculare dell’accaduto.

P.M. ha raccontato: “Era una situazione assurda, la macchina era parcheggiata lì da appena due minuti. Ho cercato di spiegare, ma non c’è stato modo di comunicare, l’ausiliaria ha continuato a svolgere il suo compito senza proferire parola”. Un episodio che ha lasciato il commerciante perplesso e amareggiato di fronte a quella che ha percepito come una rigidità eccessiva nell’applicazione delle contravvenzioni.

Di fronte a questa situazione, P.M. ha deciso di compiere un gesto inaspettato: ha estratto il portafoglio e ha offerto alla cliente la somma necessaria per pagare la multa. “Mi ha detto che non sarebbe stato giusto accettare, ma io ho insistito perché trovavo la situazione irragionevole”, ha spiegato il titolare dell’agenzia viaggi. Questo atto di solidarietà ha subito varcato i confini dell’ufficio, propagandosi rapidamente sui social network e diventando oggetto di discussione tra cittadini e amministratori locali.

Si apre il dibattito

Il dibattito ha presto coinvolto il consiglio comunale, dove la gestione delle contravvenzioni e l’operato degli ausiliari della Gsm erano già stati oggetto di interpellanze nei mesi precedenti. La cittadinanza si è divisa tra chi ha elogiato il gesto umano e chi ha invece sostenuto la necessità di applicare le regole in modo rigoroso per garantire una corretta mobilità urbana.

Dal canto suo, la società Gsm, responsabile dei controlli sul territorio, ha difeso l’operato della propria dipendente, sottolineando come il rispetto delle norme sia fondamentale per la tutela della viabilità e per evitare disparità di trattamento. L’amministratore unico, Antonio Consorti, ha inoltre annunciato azioni legali contro i commenti offensivi apparsi sui social, a testimonianza di quanto il tema sia sentito e divisivo.

Regole e sensibilità

L’episodio di San Vito al Tagliamento si è così trasformato in un caso emblematico, sollevando interrogativi profondi sull’equilibrio tra rispetto formale delle regole e capacità di valutare le circostanze specifiche. Da un lato, la necessità di mantenere ordine e chiarezza nella gestione degli spazi pubblici; dall’altro, il valore della tolleranza e dell’empatia verso situazioni che sfuggono alla logica della mera burocrazia.

In conclusione, la storia del biglietto da 29 euro pagato da un commerciante per la sua cliente non è solo il racconto di una multa e di un disco orario dimenticato. È il riflesso di una comunità che si interroga sul significato della solidarietà e sul ruolo che le persone, prima ancora delle istituzioni, possono giocare nella costruzione di una mobilità urbana più giusta e umana. Un tema destinato a rimanere al centro dell’attenzione, perché riguarda tutti noi, ogni giorno, nelle piccole e grandi scelte che facciamo per convivere nelle nostre città.

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