Crescita Auto Elettriche in Italia: quota sale a 6,15%

Nel 2025 le immatricolazioni di auto elettriche in Italia aumentano del 46% a 94.230 unità, ma la quota resta al 6,15%: serve potenziare le infrastrutture di ricarica

Crescita Auto Elettriche in Italia: quota sale a 6,15%
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Giorgio Colari
Pubblicato il 8 gen 2026

Il panorama della mobilità sostenibile in Italia continua a mostrare segnali di crescita, ma il percorso verso una vera rivoluzione è ancora costellato di ostacoli strutturali e culturali. Nel 2025, il mercato delle auto elettriche ha fatto registrare numeri in netta crescita, con quasi 94.230 immatricolazioni che segnano un incremento del 46,1% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, questa espansione quantitativa non si traduce ancora in una reale trasformazione del parco circolante nazionale, soprattutto se confrontata con i progressi degli altri Paesi europei.

Crescita sostenuta, ma quota di mercato ancora limitata

Nonostante la spinta offerta dagli incentivi ISEE, la quota di mercato delle auto elettriche in Italia si ferma al 6,15%. Un dato che appare modesto se rapportato a quanto accade oltreconfine: Paesi come Olanda e Belgio hanno già superato il 30%, lasciando l’Italia ben distante dagli standard europei. Il fenomeno evidenzia un paradosso: da un lato, il numero delle immatricolazioni cresce sensibilmente, dall’altro la penetrazione resta ancorata a livelli troppo bassi per imprimere una svolta decisiva alla mobilità del futuro.

I modelli che trainano il mercato italiano

La classifica dei modelli più venduti vede la Tesla Model 3 consolidare la propria leadership, con oltre 7.000 unità immatricolate. A insidiare la regina del mercato è la cinese Leapmotor T03, che con 6.242 unità si piazza in seconda posizione, seguita dalla Model Y, sempre di Tesla, che si ferma a 5.676 unità. A completare la top five troviamo Dacia Spring e BYD Dolphin Surf. Questi dati confermano come il mercato stia vivendo una vera e propria invasione dei costruttori asiatici, capaci di offrire modelli accessibili e tecnologicamente avanzati, mentre i marchi premium europei restano competitivi ma non più dominanti.

Nord e centro Italia trainano la crescita, il Sud arranca

Dal punto di vista geografico, la Lombardia si conferma il cuore pulsante delle immatricolazioni di auto elettriche, con 23.768 nuove targhe. Seguono il Lazio e il Veneto, mentre il Nord-Ovest raccoglie il 34% delle vendite totali a livello nazionale. Al contrario, il Sud e le isole insieme non raggiungono nemmeno il 18% delle immatricolazioni. Questo squilibrio riflette una serie di differenze strutturali: la capacità di spesa è maggiore nelle regioni più sviluppate, le infrastrutture ricarica sono più diffuse e moderne, e la sensibilità verso la mobilità sostenibile è più marcata. Nelle aree meno sviluppate, invece, la penetrazione delle auto elettriche resta ancora marginale.

La sfida delle infrastrutture ricarica: il vero collo di bottiglia

Uno dei principali ostacoli alla diffusione delle auto elettriche in Italia è rappresentato dalle infrastrutture ricarica. Al settembre 2025, il Paese conta 70.272 punti di ricarica, ma solo il 24,53% di questi offre tecnologia DC, ovvero ricarica veloce e ultra veloce. Il confronto con il resto d’Europa è impietoso: mentre in Olanda e Belgio la quota di mercato delle auto elettriche ha superato il 30%, l’Italia rimane indietro anche sul fronte infrastrutturale. L’European Grids Package promette di accelerare i tempi autorizzativi per le colonnine ad alta potenza, riducendoli fino a sei mesi, ma questa misura, seppur necessaria, rischia di non essere sufficiente se non accompagnata da una visione più ampia e integrata.

Verso una vera rivoluzione della mobilità sostenibile

Gli operatori del settore sono concordi: la sola leva degli incentivi ISEE non basta più. Serve un cambio di passo sistemico che coinvolga l’intera filiera: i costruttori chiedono mercati più maturi e competitivi, le istituzioni puntano sulla semplificazione normativa, mentre i consumatori pretendono infrastrutture ricarica affidabili e tempi di rifornimento competitivi rispetto alle tradizionali motorizzazioni termiche. Solo attraverso un mix di espansione capillare della rete di ricarica veloce, coordinamento tra piani regionali e incentivi mirati per l’installazione privata e aziendale si potrà trasformare il boom quantitativo delle immatricolazioni in una reale e diffusa rivoluzione della mobilità sostenibile.

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