Compra una Peugeot usata, poi scopre la verità: ruggine nascosta con nastro adesivo
In Svezia un uomo compra una Peugeot usata per 23.400 corone: mesi dopo scopre ruggine e difetti nascosti con nastro adesivo, stucco e vernice
Una Peugeot usata, acquistata per andare al lavoro, si è trasformata in una battaglia durata due anni. È accaduto a un automobilista di Umeå, in Svezia, che dopo aver pagato 23.400 corone svedesi per la vettura ha scoperto che alcuni gravi problemi erano stati nascosti utilizzando soluzioni decisamente poco ortodosse: nastro adesivo argentato, stucco e vernice.
L’uomo aveva comprato l’auto nel settembre 2024 da un rivenditore professionale. Per qualche mese tutto è sembrato procedere normalmente, fino al momento della revisione. È stato allora che l’ispettore ha individuato una situazione ben diversa da quella che appariva esternamente.
Secondo il proprietario, il sottoscocca era pesantemente arrugginito e alcune parti erano state coperte utilizzando vernice e nastro adesivo, rendendo meno evidenti i difetti.
Ripararla sarebbe costato più dell’auto
Dopo la scoperta, la Peugeot è stata portata in officina per comprendere l’entità dei lavori necessari. Il preventivo è stato di circa 30.000 corone, quindi superiore ai 23.400 pagati per acquistare l’intera vettura.
I problemi, inoltre, non si limitavano alla corrosione. Il proprietario ha raccontato di aver riscontrato inconvenienti all’impianto di scarico e persino con gli pneumatici invernali, descritti come talmente differenti tra loro da non poter essere montati correttamente.
L’auto ha ricevuto il divieto di circolazione e all’uomo è stato consigliato di provare a ottenere l’annullamento della compravendita. A quel punto è iniziato il confronto con il concessionario. Il cliente sostiene di aver tentato ripetutamente di contattare l’azienda attraverso telefonate e messaggi, chiedendo che la vettura venisse ripresa oppure riparata.
Il rivenditore ha infine proposto di sostenere il 35% dei costi dell’intervento in officina, soluzione che il proprietario non ha ritenuto sufficiente.
Il caso finisce davanti all’ARN
L’automobilista si è quindi rivolto all’Allmänna reklamationsnämnden, l’ARN, organismo svedese che esamina le controversie dei consumatori. Il concessionario aveva già accumulato numerose segnalazioni presso l’ente. L’ARN ha dato ragione al cliente, raccomandando all’azienda di annullare l’acquisto e restituire il denaro. Il rivenditore, però, non ha pagato.
La controversia è così arrivata in tribunale. Il concessionario non si è presentato all’udienza e il giudice ha pronunciato una sentenza in contumacia favorevole all’acquirente. L’azienda ha successivamente impugnato la decisione davanti alla corte d’appello, ma anche in quell’occasione non si è presentata. Il risultato è stato una seconda decisione favorevole al proprietario.
Due anni per riavere i soldi
Il tribunale ha stabilito che il concessionario deve restituire le 23.400 corone, aggiungendo interessi e spese processuali. Nemmeno dopo le decisioni giudiziarie, secondo quanto raccontato dall’acquirente, l’azienda lo avrebbe contattato per procedere spontaneamente al pagamento.
Per recuperare quanto dovuto è quindi intervenuto il Kronofogden, l’autorità svedese incaricata anche della riscossione dei crediti, attraverso la quale l’uomo ha iniziato finalmente a ricevere il denaro.
Nel frattempo l’attività del rivenditore sembra essersi fermata. L’azienda, arrivata secondo il racconto a undici decisioni sfavorevoli dell’ARN, non compare più sulle piattaforme utilizzate per vendere automobili, mentre anche il suo sito internet risulta scomparso.
Per il proprietario della Peugeot resta una vittoria arrivata soltanto dopo due anni. Tutto per un’auto da 23.400 corone che, sotto vernice, stucco e nastro adesivo argentato, nascondeva problemi sufficienti a costringere il suo nuovo proprietario a rivolgersi prima all’ARN, poi ai tribunali e infine all’autorità di riscossione.