Bollo auto addio? Tajani rilancia l'abolizione, ma resta un ostacolo da 7,5 miliardi
Antonio Tajani rilancia l'idea di abolire il bollo auto e moto. Ecco cosa ha dichiarato, quali sono gli ostacoli e perché la misura appare difficile da realizzare
Il bollo auto è da anni una delle imposte più contestate dagli automobilisti italiani. A riaccendere il dibattito è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha rilanciato l’idea di eliminare la tassa nell’ambito di un più ampio piano di riduzione della pressione fiscale.
Le dichiarazioni hanno subito acceso il confronto tra favorevoli e contrari, ma al momento si tratta di una proposta politica e non di un provvedimento già approvato. Inoltre, l’eventuale abolizione del bollo dovrebbe fare i conti con un ostacolo tutt’altro che secondario: il peso economico di questa imposta per le finanze regionali.
La proposta di Tajani
Nel corso di un video pubblicato sui propri canali social, Antonio Tajani ha illustrato alcune delle priorità fiscali che, secondo il vicepremier, dovrebbero caratterizzare l’azione del Governo nei prossimi mesi. Tra le misure citate figurano la riduzione dell’IRPEF, interventi sulla tassazione delle tredicesime e, tra gli esempi riportati, anche la possibilità di abolire il bollo sulle auto o sulle moto.
L’obiettivo dichiarato è quello di alleggerire il carico fiscale per cittadini e imprese, favorendo allo stesso tempo nuovi investimenti privati in grandi progetti pubblici. Al momento, però, non è stato presentato alcun disegno di legge né sono stati illustrati tempi, modalità o coperture finanziarie per un’eventuale eliminazione della tassa automobilistica.
Perché eliminare il bollo è così difficile
Se dal punto di vista degli automobilisti la prospettiva di dire addio al bollo sarebbe certamente accolta con favore, sul piano dei conti pubblici la questione è molto più complessa. La tassa automobilistica garantisce infatti un gettito stimato in circa 7,5 miliardi di euro all’anno, risorse che non confluiscono direttamente nelle casse dello Stato ma rappresentano una delle principali entrate delle Regioni.
Questi fondi vengono utilizzati per finanziare numerosi servizi e attività di competenza regionale. Eliminare il bollo significherebbe quindi individuare una copertura economica equivalente oppure prevedere un diverso sistema di finanziamento. Proprio questo rappresenta il principale nodo della questione e rende particolarmente difficile immaginare un’abolizione nel breve periodo.
Il precedente del superbollo
Un altro elemento che alimenta lo scetticismo riguarda il cosiddetto superbollo, l’addizionale applicata alle auto più potenti.
Negli ultimi anni diversi Governi hanno più volte annunciato la volontà di eliminarlo, ma la misura è rimasta sostanzialmente invariata. Nonostante il suo gettito sia decisamente inferiore rispetto a quello del bollo ordinario, la sua abolizione non è mai stata concretizzata.
Questo precedente porta molti osservatori a ritenere ancora più complesso un eventuale intervento sulla tassa automobilistica nel suo complesso.
Cosa può accadere adesso
Le dichiarazioni di Antonio Tajani riportano il tema dell’abolizione del bollo auto al centro del dibattito politico, ma allo stato attuale non esiste alcuna decisione ufficiale che ne preveda l’eliminazione. L’eventuale riforma richiederebbe infatti un intervento legislativo e soprattutto l’individuazione di risorse in grado di compensare il mancato gettito destinato alle Regioni.
Per questo motivo, almeno nel breve termine, gli automobilisti continuano a essere tenuti al pagamento del bollo auto secondo le regole attualmente in vigore. Il confronto politico potrebbe proseguire nei prossimi mesi nell’ambito della più ampia revisione del sistema fiscale, ma parlare oggi di un addio imminente al bollo auto sarebbe prematuro. Per trasformare una proposta in realtà serviranno infatti coperture finanziarie, un accordo con le Regioni e un preciso intervento normativo.