A 654 km/h con un motore che sembrava impossibile: è record mondiale
Un prototipo con due motori a combustione di idrogeno ha raggiunto 653,908 km/h. Alla guida Andy Green, già primatista assoluto su terra
L’idrogeno può spingere un’automobile oltre i 650 km/h. A dimostrarlo è stato Andy Green, il pilota britannico che ha raggiunto una velocità di 653,908 km/h al volante di un prototipo equipaggiato con due motori a combustione interna alimentati a idrogeno.
Il tentativo si è svolto sulle distese di sale di Bonneville, nello Utah, uno dei luoghi simbolo dei record di velocità. La prestazione è stata riconosciuta dalla Fédération Internationale de l’Automobile (FIA) come nuovo primato mondiale per questa categoria di veicoli.
Non si tratta, quindi, della classica automobile a celle a combustibile. Il prototipo utilizza l’idrogeno direttamente all’interno di motori a combustione, secondo un principio più vicino a quello di un tradizionale propulsore termico.
Due motori a idrogeno e 1.600 CV per superare i 650 km/h
La vettura utilizzata per il record è lunga 9,75 metri ed è stata progettata dal costruttore britannico JCB. La caratteristica più interessante si trova naturalmente sotto la carrozzeria: il mezzo impiega due motori capaci di sviluppare complessivamente 1.600 CV.
I propulsori derivano dalle unità utilizzate dall’azienda nel settore delle macchine pesanti, ma sono stati adattati per funzionare con idrogeno. Il carburante viene immagazzinato in forma gassosa pressurizzata, miscelato con l’aria e successivamente bruciato all’interno del motore per produrre energia.
È una differenza importante rispetto alle più conosciute auto a idrogeno con fuel cell. In queste ultime l’idrogeno viene utilizzato per produrre elettricità, che alimenta successivamente uno o più motori elettrici. Nel prototipo da record, invece, viene bruciato direttamente.
La velocità raggiunta, 653,908 km/h, mostra soprattutto le potenzialità prestazionali di questa tecnologia. Naturalmente un veicolo progettato esclusivamente per stabilire un primato ha esigenze completamente differenti rispetto a un’automobile destinata alla strada, quindi il risultato non può essere tradotto direttamente in indicazioni sull’efficienza o sull’autonomia di una futura vettura di serie.
Andy Green torna a caccia di record
A rendere ancora più particolare l’impresa è il pilota scelto per guidare il prototipo. Andy Green, 64 anni ed ex pilota della Royal Air Force, è uno dei nomi più importanti nella storia dei record di velocità su terra. Nel 1997 fu proprio Green a stabilire un primato che ancora oggi appare quasi surreale. Al volante della Thrust SSC, una vettura spinta da due enormi motori a reazione, raggiunse 1.227,985 km/h nel deserto di Black Rock, in Nevada.
Quella corsa gli permise di diventare la prima persona a superare la barriera del suono su terra con un’automobile. Il passaggio della Thrust SSC produsse veri e propri boati supersonici, percepiti anche nelle zone circostanti.
Rispetto a quel risultato, i quasi 654 km/h ottenuti con il prototipo a idrogeno possono sembrare relativamente contenuti. Il confronto, però, è poco significativo: la Thrust SSC utilizzava motori a reazione, mentre il nuovo mezzo sfrutta due propulsori a combustione interna. Green aveva inoltre già dimostrato di trovarsi particolarmente a proprio agio sulle distese di Bonneville. Nel 2006 aveva infatti stabilito anche un record di velocità per un’automobile diesel, raggiungendo 563,4 km/h.
Il record mostra un’altra strada possibile per l’idrogeno
Il nuovo primato riporta l’attenzione sui motori a combustione di idrogeno, una tecnologia diversa sia dai tradizionali propulsori a benzina e diesel sia dalle auto elettriche a batteria.
L’interesse è legato alla possibilità di mantenere alcuni principi del motore a combustione utilizzando un carburante differente. Restano però numerose questioni da affrontare prima di pensare a una diffusione su larga scala, dalla produzione dell’idrogeno alla sua distribuzione e allo stoccaggio ad alta pressione.
Il record di Bonneville non risolve questi problemi e non pretende di farlo. Dimostra però fino a quali livelli prestazionali possa arrivare un motore alimentato direttamente a idrogeno. E con 653,908 km/h e 1.600 CV, il risultato ottenuto da Andy Green aggiunge un altro primato a una carriera già difficilmente replicabile.