Better Place annuncia la bancarotta

Termina l’avventura dell’imprenditore israeliano Shai Agassi: la sua Better Place è entrata in regime di bancarotta. Il debito da 850 milioni di dollari era ormai diventato insostenibile, ed “I ricavi non sono sufficienti per coprire i costi operativi”.

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Better Place è entrata in regime di bancarotta. Termina quindi l’avventura dell’imprenditore israeliano Shai Agassi, uno fra i primi ‘visionari’ a credere ed investire nel campo delle automobili elettriche, capace di stringere accordi di collaborazione tanto con industrie private (Renault-Nissan) quando con attori pubblici (lo stato israeliano, che sperava di ridurre la sua dipendenza dal petrolio). La notizia è ufficiale e viene riportata da un comunicato. L’azienda californiana – il suo quartier generale è a Palo Alto – è stata infatti travolta da un debito monstre, quantificato in circa 850 milioni di dollari. “I ricavi non sono sufficienti per coprire i costi operativi” recita la nota.

Better Place viene fondata nel 2007 e trova finanziatori del calibro di Morgan Stanley ed HSBC. L’azienda cercava di sviluppare un modello di business alternativo, che prevedeva la sostituzione rapida di pacchi batteria scarichi: all’interno di specifiche stazioni era possibile rimpiazzare accumulatori esausti con altrettanti carichi nel giro di appena tre minti, replicando di fatto l’impostazione di un tradizionale benzinaio. Better Place era inoltre incaricata della vendita di una berlina elettrica alter ego della Renault Fluence Z.E. I suoi acquirenti potevano inoltre comperare pacchetti di ricarica annuali, che prevedono un chilometraggio prestabilito e l’accesso ai centri di cambio batteria: in Israele, ad esempio, la vettura era offerta con un pacchetto di 3 anni e 25.000 km annui al prezzo di 46.000 dollari, oppure al prezzo di 36.000 dollari con pacchetti mensili da 320 a 470 dollari in base al chilometraggio.

Nel prezzo era poi compresa l’installazione di una centrale di ricarica casalinga, da utilizzare quotidianamente nel caso in cui non sia necessario percorrere più di 160 chilometri. La situazione societaria di Better Place è turbolenta fin dallo scorso ottobre, quando Shai Agassi venne improvvisamente defenestrato. Questa mossa non si è rivelata sufficiente per arginare la crisi, come nemmeno la successiva chiusura delle sue attività in Australia e negli Stati Uniti.

Project Better Place
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