Tesla Cybertruck causa un danno da un paio di miliardi a un fornitore

Il fallimento commerciale del Cybertruck ha portato a un taglio del 99% del contratto tra Tesla e LF Co, colpendo forniture di catodi e la filiera delle batterie 4680

Tesla Cybertruck causa un danno da un paio di miliardi a un fornitore
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 2 gen 2026

Un taglio senza precedenti, pari al 99%, ha segnato la parabola discendente di uno dei contratti più attesi nel panorama della mobilità elettrica. Da 2,67 miliardi di dollari a soli 6.800 dollari: questa è la drastica riduzione che ha colpito l’accordo tra Tesla e il fornitore sudcoreano LF Co per la fornitura di catodi ad alto nichel destinati alle batterie 4680 del rivoluzionario Cybertruck. Un ridimensionamento che non rappresenta solo una cifra, ma il riflesso tangibile di un fallimento commerciale che sta riscrivendo gli equilibri di tutta la filiera della mobilità sostenibile.

Un piano chiave in frantumi

L’accordo, firmato nel febbraio 2023, aveva come obiettivo la produzione di componenti chiave per un progetto che sembrava promettere una svolta. Tuttavia, la realtà dei numeri ha rapidamente raffreddato ogni entusiasmo: il Cybertruck ha registrato vendite annue comprese tra 20.000 e 25.000 unità, una frazione minima rispetto alla capacità produttiva dichiarata di 250.000 veicoli presso la Gigafactory texana. Questo divario tra ambizioni e risultati concreti ha costretto Tesla a ricorrere a misure straordinarie, come finanziamenti a tasso zero e sconti sul leasing, nel tentativo di stimolare una domanda che, al momento, resta molto inferiore alle aspettative.

Per LF Co, il contraccolpo va ben oltre una semplice revisione dei piani: l’azienda si trova ora a dover rivedere l’intera strategia industriale, riducendo investimenti e capacità produttiva dedicata a un cliente che, fino a poco tempo fa, era considerato un partner strategico di primaria importanza. Le analisi di settore evidenziano come la questione sia ben più profonda di una normale flessione commerciale. Il design avveniristico del Cybertruck, il suo posizionamento nel segmento dei pick-up elettrici e le preferenze effettive dei consumatori non hanno trovato un punto di incontro solido.

Continuità operativa garantita

Pur avendo rassicurato il mercato sulla continuità operativa e sulla capacità di onorare gli ordini residui, LF Co ha dovuto riconoscere apertamente il “cambiamento nella quantità di fornitura” direttamente legato al crollo della domanda di catodi ad alto nichel. L’azienda sta già esplorando nuove strade: diversificare il portafoglio clienti verso produttori asiatici ed europei e ampliare l’offerta verso composizioni catodiche alternative, pensate per batterie destinate a mercati differenti.

Gli esperti del settore sono concordi nel vedere in questo episodio il riflesso di vulnerabilità strutturali all’interno della filiera della transizione elettrica. Il ruolo di chi produce celle e materiali critici resta centrale, ma comporta rischi elevati: sovrapproduzione, svalutazione delle scorte e pressioni finanziarie che possono mettere in difficoltà anche aziende solide quando la domanda effettiva non corrisponde alle previsioni iniziali.

Le posizioni sono divise

Sul piano interpretativo, le posizioni sono divise. Da un lato, gli ottimisti confidano nella ciclicità del mercato automobilistico e nella possibilità di un rilancio attraverso aggiornamenti tecnologici e iniziative commerciali innovative. Dall’altro, i critici sottolineano come la vicenda sia la conseguenza di una sopravvalutazione iniziale del potenziale commerciale e di una sottostima delle sfide tecniche e di accettazione legate a un design così fuori dagli schemi come quello del Cybertruck.

La lezione più importante riguarda la pianificazione delle catene di approvvigionamento nel contesto della mobilità elettrica. Il successo della transizione dipende dalla capacità di prevedere con precisione la domanda, dalla flessibilità produttiva e da partnership in grado di assorbire le oscillazioni del mercato, sia in crescita che in contrazione. Per gli investitori, il caso rappresenta un chiaro avvertimento sui rischi della concentrazione del portafoglio clienti e dell’esposizione a contratti vincolati a singoli prodotti. Per i costruttori, invece, è un monito cruciale: trasformare l’interesse iniziale in una domanda realmente sostenibile richiede una calibrazione attenta di produzione, marketing e strategie commerciali.

Mentre Tesla e LF Co ridefiniscono le rispettive strategie per il futuro, il mercato osserva con attenzione. La vicenda sollevata dalla debacle del Cybertruck tocca questioni fondamentali: quanto conta davvero la domanda reale nel determinare il destino di prodotti altamente innovativi? E quale modello di business risulta vincente in un settore dove l’innovazione corre più veloce della capacità di assorbimento del mercato? La risposta, ancora una volta, sembra risiedere nella capacità di adattamento e nella visione a lungo termine di tutta la filiera industriale.

Ti potrebbe interessare: