Ritrovata una Jaguar XJ220 abbandonata nel deserto: ha solo 900 km
Una Jaguar XJ220 con soli 900 km è stata ritrovata nel deserto del Qatar. Rara e potente, potrebbe valere oltre 500.000 euro dopo un accurato restauro
Nel cuore arido e impietoso del deserto del Qatar, dove la sabbia si insinua ovunque e il sole batte senza tregua, è riemersa una leggenda a quattro ruote: una rarissima Jaguar XJ220. Non si tratta solo di una delle più iconiche supercar anni 90, ma di un vero e proprio simbolo dell’ingegneria automobilistica britannica, capace ancora oggi di catalizzare l’attenzione di collezionisti, appassionati e addetti ai lavori in tutto il mondo. La storia di questo ritrovamento è già destinata a entrare nella cronaca del settore: l’esemplare vanta appena 900 km percorsi, un dato che fa sognare chiunque sia alla ricerca di un pezzo unico e praticamente intonso.
Non è tutto oro ciò che luccica
Ma non è tutto oro quello che luccica. Se il contachilometri racconta una storia di immobilità e di attesa, le condizioni della vettura pongono più di un interrogativo. Il valore stimato di questa Jaguar si aggira attorno ai valore 500.000 euro, cifra che potrebbe crescere ulteriormente se la vettura dovesse essere restaurata a regola d’arte e accompagnata da una documentazione impeccabile. Tuttavia, l’incognita principale resta legata allo stato reale dell’auto dopo anni di abbandono sotto il sole rovente e le tempeste di sabbia del Golfo.
Questo modello, prodotto in serie limitatissima nei primi anni Novanta, rappresenta un capitolo fondamentale nella storia delle auto sportive. Il suo cuore pulsante è il celebre motore V6 biturbo da 3,5 litri, in grado di sprigionare ben 550 CV e 645 Nm di coppia. Numeri che, al tempo del suo debutto, le valsero il titolo di auto di serie più veloce del mondo, con una velocità massima prossima ai 350 km/h. La Jaguar XJ220 è diventata così il sogno proibito di generazioni di appassionati, capace di unire prestazioni estreme a un design senza tempo.
Il deserto non fa sconti
Eppure, il tempo e il clima del deserto del Qatar non fanno sconti a nessuno. Secondo un restauratore specializzato in restauro auto d’epoca, molte delle componenti meccaniche di qualità possono essere ripristinate o sostituite, ma il processo richiede una perizia tecnica di altissimo livello e l’accesso a pezzi di ricambio ormai rari e costosi. Il rischio maggiore riguarda soprattutto i materiali interni, le guarnizioni e l’impianto elettrico, particolarmente vulnerabili al degrado accelerato provocato dal caldo, dalla sabbia e dalla polvere. Non meno delicata la situazione dei sistemi meccanici, dove le particelle abrasive possono aver compromesso in modo irreparabile elementi chiave come la trasmissione e l’alimentazione.
Gli esperti concordano sulla necessità di una revisione approfondita del motore V6, oltre a interventi mirati su tubazioni, impianti elettrici e alimentazione. Il restauro di una vettura di questa caratura non è mai un’operazione banale: ogni fase richiede attenzione maniacale ai dettagli, dalla valutazione dello stato della carrozzeria alla verifica della solidità del telaio, fino all’analisi dei documenti originali che attestano la storia e la provenienza del veicolo.
Occasione commerciale
Dal punto di vista commerciale, il potenziale di una Jaguar XJ220 con soli 900 km originali e una provenienza documentata è altissimo. Un esperto di aste automobilistiche sottolinea come, in questi casi, le offerte possano raggiungere cifre molto elevate, specie se la vettura è accompagnata da un corredo documentale completo e l’assenza di danni strutturali è certificata. Tuttavia, il quadro rimane complesso: per alcuni collezionisti, il recupero di un simile gioiello rappresenta l’opportunità irripetibile di riportare in strada un pezzo di storia, mentre per altri i costi del restauro potrebbero risultare sproporzionati rispetto al valore di partenza.
La trattativa per questa supercar anni 90 si preannuncia quindi lunga e articolata, tra scrupolose verifiche tecniche, accertamenti documentali e la prospettiva di una possibile asta internazionale o di una vendita privata che ne determinerà il prezzo effettivo. L’esito finale – che la vettura venga destinata a una collezione privata, a un museo o battuta in un’asta mondiale – scriverà un nuovo capitolo nella storia della conservazione del patrimonio automobilistico. La sfida, ora, è restituire nuova vita a una delle icone più affascinanti e rare del Novecento, dimostrando che anche dal deserto può rinascere una leggenda.