Non solo Fiat Panda, le auto più vendute in Italia nel 2025
Nel 2025 le immatricolazioni scendono a 1.525.722 (-2,1%). Fiat Panda domina; forti crescite per ibridi e BEV grazie agli incentivi, mercato usato solido
Il 2025 si preannuncia come un anno di svolta per il mercato automobilistico italiano, segnato da profondi cambiamenti nelle preferenze dei consumatori e nelle dinamiche di vendita. Secondo le stime, le immatricolazioni 2025 dovrebbero attestarsi intorno a 1,5 milioni di unità, registrando una lieve contrazione del 2,1% rispetto al 2024 e restando ancora oltre venti punti percentuali al di sotto dei livelli pre-pandemici del 2019. Questo scenario evidenzia non solo una fragilità strutturale del mercato, ma anche una significativa trasformazione nelle tipologie di alimentazione scelte dagli automobilisti italiani.
Gli ibridi volano
A dominare la scena saranno ancora una volta gli ibridi, che si preparano a conquistare quasi la metà delle nuove immatricolazioni, raggiungendo una quota del 44,4%. Questo trend conferma come la transizione verso la mobilità sostenibile sia ormai una realtà consolidata, anche se con alcune peculiarità tutte italiane. In particolare, la diffusione delle elettriche BEV (Battery Electric Vehicle) resta fortemente ancorata agli incentivi pubblici, senza i quali la crescita di queste vetture rischia di arrestarsi bruscamente. Nel 2025, infatti, la quota di mercato delle BEV si ferma al 6,2%, segno che la strada verso una vera elettrificazione è ancora lunga e costellata di ostacoli, a partire dalla questione infrastrutturale.
Tra i modelli più venduti, la Fiat Panda si conferma saldamente al vertice della classifica, con oltre 102mila unità immatricolate. Questo risultato non solo rafforza la posizione storica della citycar torinese, ma sottolinea anche la predilezione degli italiani per vetture compatte, pratiche e accessibili. Nel frattempo, emergono nuovi protagonisti che stanno ridefinendo i confini del mercato, soprattutto nel segmento delle ibride plug-in: è il caso della MG ZS e della BYD Seal U, modelli che stanno rapidamente guadagnando terreno grazie a un mix di tecnologia, design e prezzo competitivo. Sul podio delle auto più vendute ci sono anche Dacia Sandero e Jeep Avenger.
L’usato brilla
Se il mercato del nuovo mostra segnali di debolezza, il mercato usato vive invece una stagione di grande vitalità. Nel 2025 si prevede che i passaggi di proprietà supereranno i 5,7 milioni, con una crescita del 4,05% rispetto all’anno precedente. Anche in questo comparto, Fiat mantiene la leadership, totalizzando oltre 1,1 milioni di trasferimenti. Tuttavia, marchi emergenti come MG e Tesla stanno rapidamente incrementando la loro presenza, dimostrando che il dinamismo non riguarda solo il nuovo ma coinvolge anche l’usato, sempre più al centro delle strategie di operatori e concessionari.
Analizzando le singole alimentazioni, il quadro appare estremamente variegato: le auto a benzina scendono al 24,3%, confermando una lenta ma costante erosione della loro quota di mercato. Il diesel prosegue la sua parabola discendente, fermandosi al 9,4%, mentre il GPL si mantiene stabile al 9,2%. L’accoppiata PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle) e BEV raggiunge complessivamente il 12,7%, con una netta accelerazione registrata nel mese di dicembre, quando le BEV hanno toccato l’11% e le PHEV il 9,3% delle immatricolazioni mensili, spinte da un forte effetto-incentivi.
Sfida da combattere
Per i concessionari e gli operatori del settore, il messaggio è chiaro: puntare su modelli low cost e ibridi leggeri è ormai imprescindibile, così come rafforzare l’offerta di usato garantito per rispondere alle esigenze di un pubblico sempre più attento al rapporto qualità-prezzo. Tuttavia, la fragilità del mercato rimane evidente: senza il supporto degli incentivi statali, la spinta verso la mobilità elettrica rischia di indebolirsi, mettendo in discussione i tempi di rinnovamento del parco circolante italiano.
Il vero nodo critico per la diffusione delle elettriche BEV resta quello infrastrutturale. La carenza di colonnine di ricarica continua a rappresentare un freno concreto alla penetrazione di queste vetture, anche in presenza di generosi incentivi. La situazione è particolarmente evidente nelle aree extraurbane e nelle regioni del Sud, dove la copertura è ancora insufficiente per sostenere una crescita robusta delle immatricolazioni di veicoli a zero emissioni.