Quali auto hanno ancora il motore con cinghia a bagno d'olio
Scopri i rischi della cinghia a bagno d'olio nel 1.2 PureTech, quali modelli sono interessati, l'upgrade EB2 Gen3 con catena e la garanzia estesa fino a 10 anni
Il motore PureTech 1.2 di Stellantis torna al centro dell’attenzione con un pacchetto di misure senza precedenti: l’estensione della garanzia 10 anni (o fino a 180.000 chilometri), l’introduzione di una modifica tecnica sostanziale con la nuova generazione EB2 Gen3 e una serie di controlli più rigorosi destinati ai proprietari delle vetture del gruppo italo-francese. Queste azioni sono la risposta diretta ai problemi di usura prematura riscontrati su alcune unità di questo popolare tre cilindri, offrendo sia una soluzione progettuale che una tutela commerciale a chi già possiede un’auto equipaggiata con questa motorizzazione.
Quando è emersa la criticità e le prime contromisure di Stellantis
Negli ultimi dodici mesi, le segnalazioni di proprietari di vetture con motore PureTech 1.2 hanno raggiunto numeri tali da costringere Stellantis a prendere provvedimenti rapidi e incisivi. Il cuore del problema risiedeva nella scelta tecnica di adottare una cinghia a bagno d’olio: una soluzione che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto ridurre rumorosità e attriti meccanici. Tuttavia, nella pratica, questa tecnologia si è rivelata vulnerabile a fenomeni di usura precoce, compromettendo l’affidabilità di diversi esemplari.
La risposta di Stellantis è stata duplice. Da un lato, il lancio della nuova versione EB2 Gen3, che segna il passaggio dalla cinghia alla più robusta catena di distribuzione, meno soggetta a deterioramento dovuto al contatto con l’olio motore. Dall’altro, il gruppo ha scelto di ampliare le garanzie commerciali, offrendo una copertura fino a 10 anni o 180.000 km per i motori prodotti tra aprile 2014 e dicembre 2022, purché venga rispettato il programma di manutenzione ufficiale.
Quali modelli adottano le diverse versioni
All’interno della gamma Stellantis, la distinzione tra le generazioni di motore è netta. Le vetture che adottano la EB2 Gen3 con catena di distribuzione sono la FIAT Grande Panda e 600, l’Alfa Romeo Junior, la Lancia Ypsilon, oltre alle francesi Citroën C3, Peugeot 308 e 408, e l’Opel Astra. Rimangono invece equipaggiate con la versione precedente, dotata di cinghia a bagno d’olio, modelli come Peugeot 208, Opel Corsa, Opel Mokka (nella versione da 130 CV) e Jeep Avenger.
Come identificare il tipo di motore sulla propria auto
Per i proprietari che desiderano sapere quale versione del motore è installata sulla propria vettura, esistono alcune verifiche pratiche. Il primo indizio arriva dalla posizione del tappo dell’olio: se è collocato sul coperchio superiore del blocco motore, è probabile la presenza della nuova catena di distribuzione; se invece si trova vicino alla tubazione del turbo, si tratta probabilmente della versione con cinghia a bagno d’olio. Un ulteriore riscontro si può ottenere osservando direttamente la zona di rabbocco dell’olio. In alternativa, la consultazione dei codici motore — EB2FA, EB2ADTD, EB2ADTS — permette di identificare le varianti dotate di cinghia, dati reperibili presso concessionari autorizzati o nella documentazione di immatricolazione.
Le reazioni del mercato e le raccomandazioni per gli utenti
Le reazioni tra i clienti sono state eterogenee. Da una parte, molti hanno apprezzato la trasparenza e l’estensione della garanzia 10 anni, che rappresenta una concreta protezione economica contro eventuali imprevisti. Dall’altra, non mancano voci critiche che chiedono ulteriori verifiche sulla qualità dei componenti già installati sulle vetture in circolazione.
Gli esperti del settore raccomandano agli automobilisti di rispettare scrupolosamente il piano di manutenzione ufficiale e di conservare ogni documento relativo agli interventi eseguiti: solo così si potrà beneficiare dell’estensione di garanzia. È inoltre essenziale rivolgersi esclusivamente a officine autorizzate, prestare attenzione a eventuali rumori insoliti provenienti dal motore e segnalare tempestivamente al concessionario qualsiasi anomalia sospetta. In caso di dubbi sulla tenuta della cinghia, la prudenza suggerisce di limitare l’uso del veicolo fino a quando non sarà stata effettuata una verifica tecnica approfondita.
Tra innovazione tecnica e fiducia del cliente
Dal punto di vista meccanico, il passaggio dalla cinghia a bagno d’olio alla catena di distribuzione rappresenta una soluzione adeguata, riducendo il rischio di danni legati al contatto con l’olio e ai cicli di funzionamento intensi. Sul fronte commerciale, l’estensione della garanzia 10 anni costituisce un segnale forte per ristabilire la fiducia dei consumatori, pur senza sostituire la necessità di controlli rigorosi sui veicoli già immessi sul mercato. La sinergia tra innovazione tecnica e attenzione alle esigenze dei clienti si conferma così la chiave per affrontare con successo le sfide di un settore in continua evoluzione.