In Italia aumentano del 4,5% i finanziamenti per le auto usate

Analisi 2025: immatricolazioni in lieve calo, +4,5% nei finanziamenti per l'usato, HEV al 44,3% e BEV sotto il 6%. Previsioni 2026 a 1,54 milioni con segnali positivi a gennaio

In Italia aumentano del 4,5% i finanziamenti per le auto usate
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Giorgio Colari
Pubblicato il 20 feb 2026

Il mercato auto italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione, segnando un momento cruciale che riflette i cambiamenti nei comportamenti di acquisto e nelle esigenze di mobilità degli italiani. Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Credit & Mobility di Experian-UNRAE, il 2025 si profila come un anno di svolta, in cui le preferenze degli automobilisti si spostano con decisione verso il segmento delle auto usate, mentre le immatricolazioni di nuove vetture subiscono una flessione. Un trend che racconta non solo una nuova visione del possesso dell’auto, ma anche una risposta pragmatica a un contesto economico ancora incerto e in evoluzione.

In calo le immatricolazioni del nuovo

Il primo dato che balza all’occhio è la diminuzione delle immatricolazioni di vetture nuove, in calo del 2,5%. Un segnale chiaro che evidenzia come la propensione all’acquisto di auto nuove stia rallentando, probabilmente per effetto di un potere d’acquisto ridotto e di una crescente attenzione ai costi di gestione e mantenimento. Parallelamente, il mercato dei finanziamenti per l’acquisto di vetture di seconda mano mostra un incremento significativo, con un +4,5%. Questo spostamento di interesse sottolinea come sempre più italiani preferiscano affidarsi a soluzioni più accessibili, scegliendo di allungare i tempi di rimborso dei finanziamenti oltre i cinque anni per alleggerire la pressione economica mensile.

La fotografia che emerge è quella di un’Italia divisa, in cui le differenze territoriali giocano un ruolo fondamentale. Il Nord Italia si conferma il cuore pulsante delle vendite di vetture nuove, sostenuto da un tessuto economico più solido e da una maggiore disponibilità di risorse finanziarie. In questa area, la domanda di auto nuove resta vivace, favorita da incentivi locali e da una rete di concessionari capillare e ben strutturata. Al contrario, il Sud Italia si orienta con decisione verso il mercato dell’usato, utilizzando questa soluzione come leva per garantire la mobilità quotidiana a costi più contenuti. Questa spaccatura evidenzia una disparità che va oltre il semplice dato economico, richiamando la necessità di interventi politici mirati e differenziati, capaci di rispondere alle esigenze specifiche dei diversi territori.

Aumentano le ibride

Dal punto di vista tecnologico, la crescita dei veicoli ibridi si conferma uno degli elementi più rilevanti di questa fase di transizione. Con una quota del 44,3% sulle vendite complessive, gli ibridi rappresentano la scelta preferita da chi desidera un compromesso tra sostenibilità ambientale e praticità d’uso. Questi modelli, infatti, consentono di ridurre consumi ed emissioni senza rinunciare alla versatilità, diventando così il vero ponte verso una mobilità più verde. Tuttavia, la penetrazione delle auto elettriche rimane limitata, con una quota inferiore al 6%. A frenare la crescita dell’elettrico sono principalmente due fattori: la carenza di infrastrutture di ricarica adeguate e una domanda ancora poco strutturata. Molti automobilisti restano scettici riguardo l’autonomia e la praticità d’uso di questi veicoli, rimandando la scelta a tempi migliori.

Le previsioni per l’anno corrente

Le previsioni per il 2026 lasciano comunque intravedere segnali di ripresa, con una stima di circa 1,54 milioni di immatricolazioni e un avvio d’anno già positivo: a gennaio si registra infatti un incremento del 6,2% rispetto allo stesso mese del 2025. Un dato che fa ben sperare, ma che va letto con cautela, considerando la volatilità del mercato e la necessità di consolidare i risultati nel medio-lungo periodo.

Per gli operatori del settore, in particolare concessionari e società di leasing, la sfida principale consiste nell’adattare la propria offerta finanziaria a un parco auto sempre più anziano e a piani di finanziamenti più estesi. Diventa fondamentale proporre prodotti flessibili, trasparenti e in grado di rispondere alle nuove esigenze di una clientela più attenta e consapevole. Gli esperti del settore sottolineano l’urgenza di politiche coordinate, che integrino incentivi mirati all’acquisto di veicoli a basso impatto ambientale, investimenti massicci nell’infrastruttura di ricarica e una maggiore trasparenza finanziaria, al fine di evitare il rischio di sovraindebitamento e sostenere una transizione energetica davvero inclusiva.

Solo attraverso una strategia condivisa e interventi mirati sarà possibile superare le attuali fratture del mercato auto italiano e costruire un modello di mobilità più equilibrato, sostenibile e duraturo. La sfida è aperta e il 2025 si conferma un anno chiave per ridefinire il futuro della mobilità nel nostro Paese.

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