Il mistero della lussuosa Renault affondata col Titanic: ipotesi di ricerca
La Renault Type CB Coupe de Ville di William Carter affondata col Titanic potrebbe valere milioni. Ricerche e recupero affrontano sfide tecniche, legali e conservazionistiche
A oltre un secolo di distanza dal tragico naufragio, nelle oscure profondità dell’Atlantico si cela ancora un tesoro automobilistico che accende il dibattito tra storici, tecnici e appassionati: una Titanic connection, ovvero la leggendaria Renault Type CB Coupe de Ville del 1912, la stessa vettura che l’americano William Carter aveva voluto con sé nel suo viaggio inaugurale a bordo del transatlantico più famoso della storia. Un’auto di lusso, avvolta da mistero e corrosione marina, giace presumibilmente a 3.800 metri di profondità, testimone silenziosa di un evento che ancora oggi continua a ispirare ricerca e discussioni etiche senza tempo.
Un capolavoro di ingegneria
La Renault Type CB Coupe de Ville non era solo un capolavoro di ingegneria e stile, ma rappresentava anche un simbolo di status sociale. L’auto faceva parte di una delle collezioni private più prestigiose dell’epoca e venne affidata alla stiva del Titanic accuratamente imballata, pronta a raggiungere le strade americane dopo il viaggio transatlantico. Secondo i documenti dell’epoca, il suo proprietario, William Carter, la fece assicurare per una cifra considerevole: 5.000 dollari del 1912, che oggi equivarrebbero a circa 170.000 dollari. Tuttavia, la cifra odierna impallidisce di fronte alle stime attuali: qualora la vettura venisse recuperata e restaurata, il suo valore di mercato potrebbe raggiungere diverse milioni di euro, spinto dall’eccezionale rarità, dalla rilevanza storica e dall’indissolubile legame con il Titanic.
Le ricerche attorno al relitto del Titanic proseguono da oltre cento anni, coinvolgendo generazioni di sommozzatori, ingegneri e archeologi marini. Le spedizioni moderne si affidano a tecnologie all’avanguardia: robot ROV capaci di resistere alle pressioni abissali, sonar ad alta definizione per mappare la zona e sofisticate campagne fotografiche per documentare ogni dettaglio. Tuttavia, il recupero della vettura rappresenta una sfida tecnica monumentale. La cassa di legno che la proteggeva è probabilmente ormai decomposta, lasciando l’auto esposta a corrosione galvanica e a un ambiente ostile dove il rischio di frammentazione è elevatissimo. Ogni tentativo di sollevamento dal fondale richiederebbe un’operazione di precisione chirurgica, dove il margine d’errore è minimo e le conseguenze potenzialmente irreparabili.
Ci sono grosse difficoltà
Ma la questione non si esaurisce nell’ambito della tecnica. Il dibattito si infiamma anche sul piano etico e culturale. Da una parte, conservatori e archeologi marini sostengono che ogni intervento sul relitto debba essere ponderato e limitato, per non rischiare di trasformare un sito di memoria collettiva in un mero oggetto di speculazione commerciale. La presenza della Renault Type CB Coupe de Ville, con il suo fascino e la sua unicità, rischia di attirare attenzioni eccessive e di minare l’integrità scientifica del luogo, senza contare il rispetto dovuto alle vittime del disastro. Dall’altra parte, le società specializzate nel recupero di artefatti storici vedono nella possibilità di riportare alla luce la vettura un’occasione irripetibile: non solo per arricchire musei e collezioni, ma anche per offrire al pubblico un contatto diretto con la storia materiale, purché il tutto avvenga secondo rigorosi protocolli internazionali e una documentazione trasparente.
L’assicurazione stipulata da William Carter all’epoca rappresenta oggi una curiosità storica, ma sottolinea anche la consapevolezza del valore intrinseco dell’auto già nel 1912. Oggi, quel valore si è moltiplicato in modo esponenziale, alimentato non solo dalla rarità del modello, ma soprattutto dal mito che circonda ogni oggetto legato al Titanic. Il mercato delle auto d’epoca e dei cimeli storici è infatti particolarmente sensibile al fascino delle storie uniche e irripetibili, e la Renault sommersa ne è l’esempio più lampante.
Mentre le spedizioni subacquee continuano, sospinte da una tecnologia sempre più sofisticata e da una passione che non conosce tempo, la Renault Type CB Coupe de Ville resta avvolta dal mistero. Simbolo tangibile di un’epoca e di un conflitto che ancora oggi divide esperti e opinione pubblica, la vettura incarna il delicato equilibrio tra memoria storica, valore economico e la necessità di tutelare il patrimonio culturale marino. Finché rimarrà sepolta nei fondali dell’Atlantico, continuerà a rappresentare una delle storie più affascinanti e controverse del mondo automobilistico e della storia navale.