Auto sempre più inaffidabili, ma c'è chi ancora è un'eccellenza
Lo studio JD Power 2026 segnala un peggioramento generale dell'affidabilità automobilistica: Land Rover supera Volvo ma entrambi restano in fondo. Infotainment e PHEV tra i maggiori problemi evidenziati
Il panorama dell’affidabilità automobilistica mondiale si fa sempre più complesso e preoccupante, come testimonia l’ultimo studio di JD Power per il 2026. Secondo i dati appena pubblicati, il settore sta attraversando una fase di deterioramento senza precedenti: si registrano infatti ben 204 problemi ogni 100 veicoli, il dato peggiore da quando, quattro anni fa, è stato revisionato il metodo di analisi. Questa fotografia mette in luce non solo un peggioramento generalizzato, ma anche le profonde trasformazioni che stanno attraversando l’industria, soprattutto a causa dell’avanzata tecnologica e della crescente elettrificazione.
Chi ha più guai
Dietro questi numeri si cela una realtà articolata. In cima alla classifica delle problematiche spicca il crescente impatto della tecnologia sulle vetture moderne. La classifica vede Land Rover superare Volvo, ma la vera notizia riguarda il ruolo centrale dell’infotainment tra le criticità percepite dagli automobilisti. Le nuove funzionalità digitali, pensate per migliorare l’esperienza di guida, si stanno rivelando spesso un’arma a doppio taglio: l’integrazione tra smartphone e sistemi di bordo, in particolare con Android Auto e Apple CarPlay, rappresenta infatti la singola criticità più diffusa per il terzo anno consecutivo, con una media di 8,9 problemi ogni 100 veicoli.
Il processo di transizione verso la mobilità elettrica e i sistemi connessi, tanto auspicato da istituzioni e costruttori, sta mettendo in luce nuovi punti di fragilità. Le motorizzazioni alternative, in particolare, mostrano un quadro sorprendente. Le auto ibride plug-in, identificate con la sigla PHEV, guidano la classifica dei problemi, raggiungendo 281 problemi ogni 100 veicoli e segnando un aumento di ben 39 punti rispetto all’anno precedente. Non va molto meglio per i veicoli completamente elettrici, che totalizzano 237 problemi ogni 100 unità, mentre le ibride tradizionali si attestano a quota 213. Unico segmento in controtendenza è quello delle auto a combustione interna, che scendono a 198 problemi ogni 100 veicoli, mostrando un lieve miglioramento.
Lexus leader assoluta
A preoccupare ulteriormente è il divario crescente tra i segmenti premium e quelli di massa. I veicoli di fascia alta fanno registrare 217 problemi ogni 100 veicoli, contro i 200 delle auto destinate al mercato di massa. Questo gap di 17 punti sottolinea come i marchi premium stiano sottoperformando in sette delle nove categorie analizzate da JD Power. Eppure, non mancano le eccellenze: Lexus mantiene la sua posizione di leadership tra i brand premium per il quarto anno consecutivo, con soli 151 problemi ogni 100 veicoli, mentre Buick si conferma regina della massa con 160 problemi ogni 100 veicoli.
Di fronte a questo scenario, i costruttori automobilistici stanno adottando strategie differenti. Alcuni stanno potenziando i reparti dedicati allo sviluppo software e ai processi di testing, consapevoli che la qualità percepita passa oggi soprattutto dalla solidità delle soluzioni digitali. Altri, invece, scelgono di semplificare le dotazioni tecnologiche dei modelli entry-level, con l’obiettivo di ridurre il rischio di malfunzionamenti e migliorare l’esperienza del cliente. Un esempio virtuoso arriva dalla Toyota Motor Corporation, che si è aggiudicata ben otto premi individuali nella classifica JD Power, con la Lexus IS eletta miglior modello in assoluto.
Nuove funzioni digitali
Tuttavia, la sfida per l’industria automobilistica non si gioca soltanto sul piano tecnico, ma anche su quello della comunicazione. I proprietari apprezzano le nuove funzionalità digitali, ma la frustrazione cresce quando i servizi di connettività risultano incoerenti o poco affidabili. In questo senso, JD Power sottolinea l’urgenza di migliorare la qualità iniziale del software, ma anche di implementare aggiornamenti over-the-air che siano realmente efficaci e tempestivi. Fondamentale, inoltre, è la necessità di una comunicazione trasparente da parte dei costruttori, capace di spiegare chiaramente i benefici delle nuove funzionalità e i tempi di distribuzione degli aggiornamenti.
L’industria automobilistica si trova di fronte a una fase di profonda trasformazione, in cui la affidabilità non può più essere data per scontata. La capacità di integrare nuove tecnologie senza sacrificare la qualità percepita dagli utenti rappresenta oggi la vera frontiera competitiva. I prossimi anni saranno decisivi: chi saprà coniugare innovazione e affidabilità potrà conquistare la fiducia dei consumatori e rafforzare la propria posizione in un mercato sempre più esigente e tecnologicamente avanzato.