Il processo di integrazione tra Fiat e Chrysler, tra le tante indiscrezioni e le poche certezze, va avanti. La sinergia tra le due case darà i suoi primi frutti entro la fine dell’anno, ma è nel biennio 2011-2012 che vedremo gli sviluppi più interessanti. Eccoli riassunti qui di seguito.
Partiamo da quelli che sembrano essere i punti fermi, in primo luogo il destino di Dodge: il marchio pare definitivamente condannato ad abbandonare i mercati europei. Questa mossa sarà accompagnata da una serie trasfusioni in favore della gamma Fiat, ed il primo modello che rinascerà sotto il marchio torinese sembra -come anticipato più di un mese fa- proprio la Nitro.
Il grosso sport utility a stelle e strisce potrebbe arrivare sui nostri mercati già nel giro di sei mesi e con ogni probabilità (visti anche i tempi strettissimi) sarà frutto di una semplice operazione di badge-engineering. Seconda tappa sarà l’arrivo della nuova Fiat Ulysse, attesa per la primavera del 2011. Il modello sarà sì basato sulla Dodge Journey, ma se ne distinguerà per il design e monterà motori italiani.
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Entro il termine dell’anno corrente, Chrysler presenterà sei modelli interessati dal cosiddetto “redesign” (Model Year o aggiornamento estetico che dir si voglia) più ulteriori sette vetture oggetto di un restyling più profondo ed incisivo. L’indiscrezione, in realtà, non rivela nulla che già non si sapesse, ma ha il merito di trasmettere un ordine ben preciso nel processo di rinnovamento del marchio americano al primo vero chech-point dopo l’accordo firmato con il gruppo Fiat.
Nel primo trimestre del 2010, Chrysler vivrà una situazione di quiete prima delle tempesta introducendo le sole Grand Cherokee e Cherokee. Anche i sei mesi centrali saranno avari di sorprese, ad eccezione delle rinnovate Patriot e Wrangler, con tutte le novità concentrate nel periodo fra ottobre e dicembre quando debutteranno ben 9 prodotti. Ce ne sarà per tutti i segmenti: dalle SUV (Dodge Durango, Jeep Compass), alle monovolume (Dodge Grand Caravan e Journey) più una nutrita pattuglia di berline.
Oltre alle Charger ed Avenger ristilizzate, desteranno maggiore curiosità le Chrysler 300C e Sebring che verranno declinate anche con logo Lancia in vista della futura commercializzazione europea. Infine, entro il termine del 2010 la Fiat 500 verrà lanciata in nord America attraverso una omologa sotto l’egida Chrysler.
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Nel 2009, anno della sua prima release, il pacchetto Drag Pack è andato esaurito. Normale quindi che il gruppo Chrysler - tramite il proprio “braccio armato” MoPar - ripeta la formula anche nel 2010, offrendo la Dodge Challenger con una serie di modifiche tecniche ed estetiche pensate per chi voglia cimentarsi negli “spari”. Il Drag Pack è disponibile solo in abbinamento al motore V8 6.1 appartenente alla famiglia HEMI, gestito da una trasmissione automatica a cinque rapporti o manuale a sei.
Mopar ha poi ridotto il peso complessivo della Challenger di ben 450 chili, tramite l’adozione di finestrini in policarbonato, cerchi in lega ed impianto frenante alleggeriti, sterzo privo di servoassistenza e sedili anteriori presi in prestito dalla Dodge Viper. Gli acquirenti dovranno poi rinunciare al sistema di raffreddamento, sostituito da uno spartano ventilatore disposto sopra la consolle centrale. La Dodge Challenger Drag Pack verrà commercializzata a partire dall’estate, con un prezzo base di 39.990 dollari.
La fabbrica Chrysler di Sterling Heights, Michigan, rimarrà aperta fino al 2012. L’impianto, che dopo la bancarotta del costruttore sembrava dovesse chiudere, è tornato nelle mani della New Chrysler.
Dal momento della bancarotta, Sterling Heights è stata nelle mani di Old Carco LLC, vale a dire la vecchia Chrysler, la bad company nata dalla scissione degli assets passati nelle mani di Fiat e rimasta in possesso di quelli in un primo momento indesiderati.
Tra di essi figuravano anche otto stabilimenti, uno dei quali, appunto è proprio l’impianto di assemblaggio di Sterling Heights, tornato sotto il controllo della nuova Chrysler con l’approvazione di una corte fallimentare del Michigan e dietro un pagamento di 20 milioni di dollari. Grazie a questa acquisizione, le attuali Chrysler Sebring e Dodge Avenger continueranno ad essere prodotte lì fino al 2012. E in futuro?
La Dodge Viper si è incamminata lungo il viale del tramonto e i suoi appassionati americani si stanno organizzando di conseguenza. Il Viper Club of America ha annunciato oggi che comprerà parti e ricambi in eccesso per la vipera direttamente da Dodge e Mopar, acquistando contestualmente anche pezzi pregiati e collezionabili.
Le auto passano, la passione resta: il club ha tutte le intenzioni di portare sulla sua Arca di Noè quanto più possibile in termini di pezzi che possano avere un qualunque valore storico. Il Viper Club sta lavorando per acquistare anche parti e utensili per la manutenzione delle vecchie Viper, tutte quelle prima della quarta e ultima (per ora…) generazione.
Tra le parti in eccesso d’inventario più curiose provenienti dalla fabbrica di Detroit, figurano i pannelli carrozzeria di colori che non vengono più proposti da tempo, ma non mancano trasmissioni, specchi retrovisori, cerchi e virtualmente tutti gli addendi la cui somma dà “Viper”. Magari con qualche graffio in più rispetto a quanto è immacolato e va in produzione. Ma anche questo fa parte del fascino della lodevole operazione di salvataggio.
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L’immagine che vedete qui sopra è stata proiettata in anteprima sui megaschermi dello stand Dodge al Salone di Chicago. Nell’ambito dell’evento, questa ricostruzione ha fatto solo una breve comparsa e Ralph Gilles, numero uno del marchio, non ha fornito informazioni aggiuntive al riguardo. Il bozzetto dovrebbe comunque rappresentare un primo schizzo della Dodge di segmento B o, se preferite, della sorella americana di Fiat Punto Evo e Alfa Romeo MiTo, con cui condividerà tanto a livello di telaio e motori.
Una buona notizia per gli appassionati della Dodge Viper, la super-muscle-car nata a Detroit nel 1992. La Viper potrebbe ritornare nel 2012, lo ha affermato Ralph Gilles, il responsabile del design di Chrysler e amministratore delegato Dodge. Ora però, come avevamo anticipato, la produzione si ferma, solo altre 500 Viper usciranno dalle linee di assemblaggio. “Ci sono altre priorità” ha detto Gilles al Chicago Auto Show “dobbiamo dedicarci a berline medie e crossover che possano utilizzare sia Chrysler che il Gruppo Fiat.
Una buona notizia, dicevamo, perchè la crisi aveva fatto sua vittima anche la Viper, sebbene già qualche mese fa si parlava di una sua rinascita su una piattaforma di derivazione Alfa Romeo 8C motorizzata con propulsori Multiair. Voci confermato oggi da Gilles che ha confermato che la Viper sarà molto diversa dall’attuale e sarà realizzata in collaborazione con Fiat. Intanto, a luglio di quest’anno la produzione sarà sospesa.
Via | EgmCarTech
Per celebrare i 40 anni della Challenger, Dodge ha realizzato l’allestimento in serie limitata Furious Fuchsia, disponibile per le versioni R/T ed SR8 nella sola tinta cromatica Fuchsia Pearl. Non si pensi tuttavia ad un oltraggio nei confronti della sua virilità, perché la Challenger prima serie del 1970 venne proposta con verniciatura Panther Pink (ancor più zuccherosa) e motivi neri richiamati dalla versione odierna. Una celebrazione in piena regola, quindi, sottolineata anche dalla tiratura limitata a soli 400 esemplari per la motorizzazione più potente.
Che sottolinea la propria esclusività con cerchi in lega da 20 pollici a trattamento brunito, quadruplo terminale di scarico ed inserto nero sul cofano motore, oltre alle placchette interne con numerazione progressiva. La R/T Classic adotta invece cerchi in lega sempre da 20 pollici ma nel classico color alluminio ed adesivi lungo le fiancate bianche. Entrambe utilizzano candida pelle per i rivestimenti dei sedili, richiamando nuovamente la progenitrice.
Dodge decide infine di non intervenire nella gestione dei propulsori V8 HEMI, dai valori immutati rispetto alla versioni tradizionali: la R/T eroga 376 cavalli e 556Nm di coppia, mentre la più scorbutica SRT8 garantisce 425 cavalli e 569Nm di coppia. I rispettivi prezzi ammontano a 35.140 e 45.150 dollari.
Chrysler ha diramato un richiamo per sette dei suoi modelli commercializzati negli Stati Uniti: le auto raggiunte dal richiamo, che per la precisione sono 24.177, potrebbero presentare un guasto ai freni “senza alcun preavviso per il conducente”, come specificato dall’ente americano NHTSA.
I modelli coinvolti sono Chrysler Sebring, Dodge Avenger, Dodge Nitro, Dodge Ram, Jeep Cherokee, Jeep Grand Cherokee e Jeep Commander. Chrysler ha commentato il richiamo affermando di non essere “a conoscenza di incidenti o infortuni causati da questo difetto.
La casa americana provvederà comunque a sostituire le parti difettose dell’impianto frenante. Il richiamo dovrebbe iniziare entro la fine di gennaio. Chrysler, oltre a fornire la riparazione gratuita, ha invitato i suoi clienti a sottoporre eventuali ricevute relative a riparazioni delle parti incriminate effettuate prima del richiamo suddetto.
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Dopo aver consacrato la Land Rover Range Rover come “Car of the Decade”, Autocar ha elencato le 16 auto peggiori prodotte dalle Case automobilistiche durante lo scorso decennio. L’autorevole rivista britannica si chiede come mai, nonostante l’esperienza centenaria e le sofisticate moderne ricerche di mercato, anche nel terzo millennio i costruttori siano riusciti a concepire delle auto che poi si sono rivelate dei veri e propri flop colossali. Ovviamente, si è cercato di dare una risposta al quesito, in relazione ad ogni auto.
La Renault Vel Satis aveva l’ambizione di impensierire Audi, BMW e Mercedes proponendo una linea fuori dai canoni ordinari del segmento E. Alla fine, proprio lo stile ha inciso sul successo della vettura. Sempre per il design della carrozzeria è stata mal giudicata anche la Fiat Croma e pure la Opel Signum - venduta in Gran Bretagna con il brand Vauxhall - è stata coinvolta da Autocar nel manipolo delle auto peggiori dello scorso decennio, di cui fa parte anche la Seat Toledo.
Nella lista sono presenti anche altre crossover, come la Mercedes Classe R e la Subaru B9 Tribeca, quest’ultima soprattutto per l’orribile frontale. La Peugeot 1007 è stata bocciata per le porte elettriche e il poco spazio a bordo, mentre Dodge Avenger e Jaguar X-Type per aver messo da parte il DNA storico del brand che sfoggiavano. Imperdonabile per la berlina britannica la parentela con la più “popolare” Ford Mondeo. Invece, le Maybach 57 e 62 sono considerate un poco elegante incrocio tra una Mercedes Classe S e una Rover 75.
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Dodge ha presentato la Nitro Detonator, versione dal nome esplosivo equipaggiata con il propulsore V6 4.0 da 260 cavalli. Questo modello dalla cromia così azzardata rende concrete le previsioni del piano industriale Fiat-Chrysler, come primo pass(ettin)o della futura ed auspicata rinascita congiunta: entro i prossimo mesi – si poteva leggere nella tabella riassuntiva – verranno proposti speciali allestimenti per gran parte delle vetture americane, così da mantenere alta l’attenzione e rifocillare la vendite. Il salone di Detroit ha poi fornito il palcoscenico adatto.
L’allestimento Detonator è riconoscibile in primo luogo per la verniciatura giallo limone enfatizzata dai cerchi in lega MoPar da 20 pollici, per le astine longitudinali della griglia copri-radiatore cromate e per gli specchietti verniciati a contrasto; l’interno guadagna un sistema audio con otto speaker, cruise control e radio satellitare SIRIUS. Dodge ha poi riservato un trattamento speciale anche per il motore V6, con potenza massima immutata a 260 cavalli e 359 Nm di coppia, cresciuta rispettivamente del 12% rispetto alla Nitro base.
Questo equipaggiamento di accessori e modifiche va a caratterizzare anche le versioni Heat e Shock, in attesa delle immagini ufficiali. La Dodge Nitro Detonator sarà in vendita a 25.995 dollari.
MoPar, la divisione specializzata nell’accessoristica after-market del gruppo Chrysler, ha realizzato una serie di parti speciali dedicata alla Dodge Challenger. In puro stile yankee, per cui la sobrietà non è un elemento considerato. Del resto, come potrebbe essere altrimenti? La presa d’aria sul cofano, ad esempio, o gli inserti cromati, posso essere solo così sfacciati per non tradire quello spirito che hanno il compito di evocare e trasmettere.
Riflessioni a parte, Mopar offre il pacchetto estetico completo (air-scoop, spoiler posteriore e grafiche dedicate) per 1.290 dollari, mentre il freno a mano, i pedali, il battitacco ed i tappetini sono offerti a 945 dollari se il cambio è automatico, oppure 780 se manuale. Gli accessori esterni sono disponibili per le colorazioni TorRed, Bright Silver Metallic, Brilliant Black Crystal e Bright White per le Challenger SE ed R/T.
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