Truffa dei chilometri scalati, i modelli più a rischio: fate attenzione
Scopri i dati 2025 su chilometri scalati: percentuali, modelli a rischio come Renault Mégane e BMW Serie 3, e le verifiche essenziali prima di acquistare un'auto usata
Il mercato delle auto usate è sotto pressione, travolto da una pratica tanto subdola quanto diffusa: la manipolazione dei contachilometri. Un fenomeno che, secondo le ultime ricerche, coinvolge una fetta significativa dei veicoli più richiesti, alimentando una truffa chilometri che colpisce indistintamente acquirenti inesperti e automobilisti navigati. In questo scenario, la fiducia riposta nei dati dichiarati dai venditori rischia di trasformarsi in un pericoloso boomerang, sia per il portafoglio che per la sicurezza di chi guida.
Il quadro allarmante: numeri e modelli coinvolti
Un’indagine realizzata da carVertical per il 2025 mette nero su bianco le dimensioni del problema. Tra le auto maggiormente soggette a manomissioni spicca la Renault Mégane: ben il 5,7% degli esemplari analizzati presenta chilometri scalati, con una media di 40.026 km rimossi dal conteggio reale. Il fenomeno non risparmia nemmeno la BMW Serie 3, dove il 5,1% delle vetture risulta alterato, e la riduzione media raggiunge gli 85.677 km. Segue la Peugeot 3008, con il 4,7% di casi e una media di 75.407 km sottratti. Anche la raffinata Audi A4 entra nella lista nera, con il 3% dei veicoli e 73.562 km mediamente eliminati dal contachilometri.
Un danno doppio: economico e tecnico
L’alterazione del contachilometri produce effetti devastanti su due fronti. Da un lato, i venditori senza scrupoli riescono a spuntare prezzi ben superiori al reale valore dell’auto, approfittando dell’apparenza di una vettura poco sfruttata. Dall’altro, l’acquirente si trova spesso alle prese con componenti meccaniche — come frizione, sospensioni, trasmissione e motore — già prossime al limite della loro durata, con il rischio concreto di dover affrontare costose riparazioni o, peggio, situazioni di pericolo su strada.
Tutti i modelli a rischio: una lista che si allunga
Il fenomeno dei chilometri scalati non si limita a pochi modelli iconici. Oltre alle già citate Renault Mégane, BMW Serie 3, Peugeot 3008 e Audi A4, la lista dei veicoli coinvolti si estende a numerose altre auto molto diffuse. Tra queste figurano FIAT Ducato, Audi A6, FIAT Tipo, BMW Serie 5, Alfa Romeo Stelvio, Mercedes-Benz Classe E, Alfa Romeo Giulia, Audi TT, Audi A1, Ford Focus, Audi A3, Land Rover Range Rover, Audi A5, Citroën C3, Alfa Romeo Giulietta e Opel Corsa. Un panorama che testimonia come nessun marchio sia realmente immune dalla truffa chilometri.
Il nodo dei controlli e le responsabilità legali
La legge è chiara: vendere un’auto con il contachilometri manomesso costituisce un reato, perseguibile sia in sede penale che civile. Tuttavia, il vero ostacolo resta la tracciabilità. Le piattaforme digitali come carVertical consentono di ricostruire le anomalie nei documenti e nei tagliandi di manutenzione, ma la filiera del mercato dell’usato — specialmente in caso di importazioni o di numerosi passaggi di proprietà — presenta ancora troppe zone d’ombra dove le irregolarità proliferano senza controllo.
Come difendersi: le regole d’oro per l’acquisto sicuro
Chi si appresta ad acquistare un’auto usata dovrebbe adottare una serie di precauzioni imprescindibili. Prima di tutto, è fondamentale ottenere lo storico completo del veicolo attraverso piattaforme certificate come carVertical. È altrettanto importante confrontare il chilometraggio dichiarato con lo stato di usura reale degli elementi soggetti a consumo (pneumatici, freni, pedali, sedili) e sottoporre l’auto a un’ispezione tecnica approfondita prima di concludere l’acquisto. Infine, attenzione ai prezzi troppo bassi rispetto all’anno di immatricolazione: potrebbero nascondere brutte sorprese.
La documentazione: il miglior alleato contro le frodi
Conservare ogni ricevuta, ogni documento di transazione e ogni certificato di controllo rappresenta una tutela fondamentale. In caso di scoperta successiva di una truffa chilometri, la documentazione raccolta diventa la base per avviare azioni legali che, in molte giurisdizioni, possono portare al risarcimento o addirittura all’annullamento della vendita.
La battaglia contro la manipolazione dei contachilometri passa attraverso una maggiore consapevolezza da parte degli acquirenti, l’utilizzo sistematico di strumenti digitali di verifica e un rafforzamento dei controlli lungo tutta la filiera commerciale. Solo con un approccio vigile e scrupoloso è possibile difendersi da una pratica che continua a minare la fiducia e la trasparenza nel mercato delle auto usate.