Stelvio, le ragioni del ritardo del nuovo modello: "Era tutto da rifare"
Alfa Romeo rivede il programma Stelvio: il modello 2028 avrà versioni elettriche, ibride e ICE. Produzione attuale estesa fino al 2027 per garantire continuità
Il futuro della mobilità secondo Alfa Romeo cambia direzione. Con una svolta inattesa, il brand del Biscione ha deciso di rivedere radicalmente la strategia per il prossimo Stelvio, previsto per il 2028. Niente più esclusiva elettrificazione: la nuova generazione del SUV non sarà più proposta solo come modello a zero emissioni, ma offrirà un ventaglio di propulsioni che includeranno soluzioni ibride, versioni elettriche pure e motori a combustione interna. Questa decisione rappresenta una risposta concreta ai rapidi mutamenti nei gusti dei consumatori e alle nuove traiettorie delle politiche normative europee, spingendo il gruppo Stellantis a una profonda revisione delle sue piattaforme e dei sistemi elettronici di bordo.
Tutto da cambiare
Il CEO Santo Ficili non ha lasciato spazio a dubbi: “Abbiamo dovuto cambiare tutto”. Ed è proprio su questa linea che si inserisce la scelta di adottare la piattaforma STLA Large, sviluppata con l’obiettivo di offrire la massima flessibilità industriale. Questa architettura, infatti, nasce per supportare diverse tipologie di propulsione: dalla trazione full electric ai sistemi plug-in hybrid, fino ai classici motori benzina e diesel. Una versatilità che consente ad Alfa Romeo di rispondere con rapidità alle esigenze dei singoli mercati e di adeguarsi in modo dinamico alle normative territoriali in continua evoluzione.
Due sono i fattori principali che hanno portato a questa inversione di rotta. Da un lato, la diffusione dei veicoli a batteria non ha rispettato le aspettative iniziali, anche a causa della progressiva riduzione degli incentivi statali, in particolare negli Stati Uniti. Dall’altro, l’Unione Europea ha modificato il proprio approccio rispetto al 2035, aprendo alla cosiddetta “neutralità tecnologica”. Questo significa che non sarà più necessario puntare unicamente sull’elettrico, ma saranno considerate valide tutte le soluzioni a basso impatto ambientale.
Hurricane come potenziale motore
Tra le opzioni sul tavolo resta anche l’ipotesi di impiegare il potente motore Hurricane, un sei cilindri da oltre 400 CV già utilizzato sulle muscle car del gruppo. Tuttavia, per il mercato europeo, questa soluzione appare difficilmente percorribile a causa delle stringenti normative sulle emissioni. È quindi più plausibile che in Europa la gamma si concentri su versioni plug-in hybrid e su modelli elettrici puri, lasciando solo una presenza marginale alle motorizzazioni benzina tradizionali.
Sul piano commerciale, questa revisione della strategia avrà effetti immediati: la produzione degli attuali Stelvio e Giulia proseguirà fino al 2027, garantendo così continuità di offerta durante la fase di transizione verso i nuovi modelli. Ma la riprogettazione non si limiterà alle motorizzazioni: coinvolgerà anche i software di bordo, i sistemi di infotainment e le tecnologie di connettività, con inevitabili ripercussioni sui tempi e sui costi di sviluppo per l’intero gruppo Stellantis.
Per i clienti, questa nuova impostazione rappresenta un’arma a doppio taglio. Da una parte, la possibilità di scegliere tra più tipologie di propulsione offre una libertà inedita e la capacità di adattarsi facilmente alle normative locali. Dall’altra, l’attesa fino al 2028 e l’incertezza sulle specifiche definitive potrebbero frenare la domanda, soprattutto nel segmento premium dove l’innovazione rapida è un fattore di competizione essenziale.