Autobianchi A112, il render che riporta il mito ai tempi moderni

Il render di Andrea Bonamore reinterpreta l'Autobianchi A112 come city car elettrica compatta. Ipotesi tecniche: 60 kW e batteria 30-40 kWh, possibile alternativa ibrida

Autobianchi A112, il render che riporta il mito ai tempi moderni
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Giorgio Colari
Pubblicato il 10 mar 2026

Un nuovo capitolo per la mobilità urbana potrebbe presto aprirsi con una proposta che guarda al passato per rispondere alle esigenze del presente: la reinterpretazione della Autobianchi A112 in chiave elettrica. Il progetto nasce dalla matita di Andrea Bonamore, designer che ha saputo unire la memoria storica dell’iconica utilitaria italiana con le necessità e le aspettative della mobilità cittadina contemporanea. Il risultato? Un concept digitale che va oltre il semplice esercizio di stile e suggerisce una reale opportunità commerciale in un contesto europeo che sta riscoprendo il valore delle piccole auto agili e accessibili.

La proposta digitale

La proposta immagina una city car elettrica leggera e compatta, pensata per muoversi agilmente nel traffico urbano. Il cuore tecnologico del progetto è un motore da circa 60 kW alimentato da una batteria tra i 30 e i 40 kWh, un taglio che promette un’autonomia perfettamente calibrata per l’uso quotidiano senza appesantire il veicolo con costi eccessivi o soluzioni sovradimensionate. La scelta è dettata da una logica di pragmatismo: offrire un prodotto accessibile, efficiente e con costi di gestione ridotti, elementi fondamentali per conquistare un pubblico urbano sempre più attento al rapporto tra valore e funzionalità.

Dal punto di vista estetico, il concept digitale di Bonamore si distingue per la capacità di mantenere viva l’identità dell’originale Autobianchi A112 pur aggiornandola con un linguaggio visivo attuale. Restano intatti i tratti distintivi come la compattezza delle forme, il contrasto cromatico del tetto e la cintura di fiancata pronunciata. A questi si aggiungono superfici più tese, passaruota scolpiti e una struttura robusta che trasmette solidità e modernità. Il frontale si caratterizza per una firma luminosa circolare che richiama la memoria collettiva senza cadere nella nostalgia fine a sé stessa, mentre la coda presenta gruppi ottici orizzontali e una banda scura che ne sottolineano la larghezza.

Ipotetico ibrido

Sul piano tecnico, la proposta di Bonamore non esclude la possibilità di una versione ibrida leggera, pensata per chi non è ancora pronto a passare completamente all’elettrico. Tuttavia, il focus rimane sulla city car elettrica, con l’obiettivo di semplificare la struttura e ridurre i costi di produzione grazie a batterie compatte, motori a potenza contenuta e piattaforme modulari. Questo approccio, già adottato da alcuni costruttori, consente di abbassare il prezzo di ingresso e aumentare la competitività, soprattutto se la base tecnica viene condivisa tra più modelli.

Il tempismo di questa proposta non è casuale: proprio in questi mesi, gruppi come Stellantis stanno valutando il futuro delle compatte elettriche europee. In un mercato che sembra dominato da SUV e crossover, una city car dal forte carattere e con una storia alle spalle potrebbe ritagliarsi uno spazio importante. Il nome Autobianchi A112 evoca una tradizione industriale che può rappresentare un vantaggio competitivo, favorendo la riconoscibilità e l’accoglienza da parte di un pubblico trasversale per età e gusti.

Una sfida enorme

Naturalmente, il percorso verso la produzione di una nuova city car elettrica non è privo di ostacoli. Gli esperti sottolineano le difficoltà legate alla reintroduzione di un nome storico, che richiede investimenti consistenti sia in comunicazione sia in infrastrutture di vendita. Inoltre, la concorrenza nel segmento delle city car è agguerrita, con numerosi modelli già affermati e altri in arrivo, tutti orientati a soddisfare le esigenze di una clientela urbana in cerca di praticità, economia di esercizio e dotazioni tecnologiche aggiornate.

Dal lato della domanda, emergono due tendenze principali: da un lato, i nostalgici e gli appassionati di auto storiche potrebbero vedere nella rinascita della Autobianchi A112 un ritorno di stile e personalità; dall’altro, i clienti urbani contemporanei cercano soprattutto autonomia reale, facilità di parcheggio, costi contenuti e funzionalità digitali. Il progetto di Andrea Bonamore sembra voler conciliare queste esigenze, proponendo una sintesi tra passato e futuro, tra identità e pragmatismo.

Al momento, però, si tratta solo di una suggestione: non esistono annunci ufficiali né piani industriali definiti. Tuttavia, il lavoro di Bonamore dimostra che l’idea di una piccola vettura italiana dal carattere distintivo e dalla funzione chiara ha ancora molto da dire nel panorama europeo. Se Stellantis decidesse di investire in questa direzione, la city car elettrica ispirata alla Autobianchi A112 potrebbe davvero rappresentare una nuova opportunità nell’ecosistema della mobilità urbana, unendo tradizione, innovazione e concretezza.

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