Consumi della benzina da record: non accadeva da 15 anni

Dicembre 2025: consumi petroliferi in crescita in Italia con benzina record. Prezzi differenziati e mercato auto in calo, analisi delle cause e prospettive

Consumi della benzina da record: non accadeva da 15 anni
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Giorgio Colari
Pubblicato il 23 gen 2026

In Italia si sta verificando un fenomeno che a prima vista può sembrare un vero e proprio paradosso: i consumi petroliferi continuano a crescere, mentre le vendite di automobili registrano un calo significativo. I dati relativi a dicembre 2025 parlano chiaro: sono state movimentate 4,3 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi, con un incremento del 2,4% su base annua. In particolare, la benzina ha fatto segnare un aumento del 6,6%, mentre il jet fuel è cresciuto del 5,9%. Eppure, nello stesso periodo, il mercato auto si è contratto del 2,1%, con le immatricolazioni di veicoli a benzina e diesel in forte calo: rispettivamente -18,2% e -31,5%. Una situazione che, se letta superficialmente, appare contraddittoria, ma che in realtà racconta molto di più sulla transizione energetica in atto nel nostro Paese.

Calano le immatricolazioni ma non i consumi

Il dato sui prezzi carburanti aiuta a contestualizzare ulteriormente questa dinamica: a dicembre, il prezzo medio della benzina era di 1,708 euro al litro, in calo di quasi 5 centesimi rispetto all’anno precedente. Il gasolio, invece, si attestava a 1,669 euro al litro, con un leggero aumento di 1,5 centesimi. Questi numeri riflettono una mobilità privata che si è fatta più intensa, probabilmente sospinta da una ripresa degli spostamenti per turismo e lavoro, ma anche dal rinnovato dinamismo del trasporto aereo, come testimonia il balzo del jet fuel.

Per comprendere a fondo questa apparente contraddizione tra consumi e vendite, è necessario guardare alla composizione del parco circolante italiano. Sebbene le immatricolazioni di veicoli tradizionali siano in netta diminuzione, il numero di auto già in circolazione alimentate da benzina e gasolio resta ancora preponderante. Le vetture più anziane, ancora fortemente dipendenti dalle motorizzazioni classiche, continuano a macinare chilometri sulle strade italiane, sostenendo così la domanda di carburanti anche in presenza di un calo delle vendite di auto nuove.

Non è un’inversione di tendenza

Non si tratta, come precisano gli esperti del settore, di un ritorno a una dipendenza dal petrolio, ma piuttosto di una fase di coesistenza tra vecchio e nuovo, in cui le abitudini consolidate convivono con le prime timide aperture verso forme di mobilità più sostenibili. La transizione verso veicoli elettrici e ibridi, infatti, non sta seguendo un percorso lineare: gli incentivi pubblici si rivelano ancora insufficienti, le infrastrutture di ricarica sono lontane dall’essere capillari e affidabili, e le preferenze dei consumatori restano frammentate tra la scelta della mobilità condivisa e l’acquisto privato di un veicolo.

Il quadro che emerge è quello di una transizione energetica ancora in pieno svolgimento, dove la modernità avanza ma fatica a imporsi definitivamente sulle abitudini del passato. L’aumento dei consumi petroliferi va quindi letto alla luce di una maggiore mobilità, nonostante la flessione delle immatricolazioni e la stagnazione del mercato auto. Allo stesso tempo, la crescita del jet fuel segnala una ripresa significativa dei voli, un settore che era stato fortemente penalizzato negli anni precedenti.

L’evoluzione di questi fattori

Nei prossimi mesi sarà fondamentale monitorare l’evoluzione di questi indicatori per capire se il picco di dicembre rappresenta un’eccezione legata a fattori stagionali – come le festività o il turismo invernale – oppure se siamo di fronte all’inizio di una tendenza più strutturale. In questo scenario, la gestione del mix energetico nazionale, la politica fiscale sui prezzi carburanti e gli incentivi per la mobilità sostenibile si confermano strumenti chiave per guidare il settore verso una transizione più rapida e consapevole.

Il futuro del mercato auto italiano dipenderà dunque dalla capacità di innovare senza lasciare indietro chi, per ragioni economiche o pratiche, continua a utilizzare veicoli tradizionali. Solo un approccio integrato e attento alle reali esigenze dei cittadini potrà favorire una riduzione progressiva dei consumi petroliferi e un’accelerazione verso la mobilità del domani.

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