BMW rivela che le future M elettrica avranno il sound del V10
BMW presenta la M3 ZA0 elettrica: registrati S65, S85 e S55 per un soundscape autentico, motori indipendenti per ruota e pacco batteria strutturale >100 kWh
Nel panorama automobilistico contemporaneo, la sfida più affascinante è quella di coniugare la tradizione sportiva con le nuove frontiere della mobilità sostenibile. Un esempio lampante di questa tensione creativa è rappresentato dalla nuova BMW M3 ZA0, una vettura che si pone come manifesto della volontà di non sacrificare il DNA emozionale delle auto ad alte prestazioni sull’altare dell’elettrificazione.
Alla base di questo progetto rivoluzionario c’è una tecnologia che rompe gli schemi: una batteria strutturale da oltre 100 kWh, capace di integrarsi nel telaio non solo come fonte di energia, ma anche come elemento portante, aumentando la rigidità e la sicurezza della scocca. Il pacco batteria non è più solo un serbatoio di elettroni, ma diventa parte integrante della dinamica del veicolo, in linea con gli standard più evoluti della famiglia iX3 Neue Klasse, che ha già fatto scuola con i suoi 108,7 kWh netti e una struttura pensata per la massima efficienza e robustezza.
Nuovi motori
La vera rivoluzione, però, risiede nella motorizzazione. La M3 ZA0 adotta una configurazione inedita per la casa bavarese: quattro motori elettrici indipendenti, uno per ciascuna ruota. Questa scelta apre scenari del tutto nuovi per quanto riguarda la distribuzione della coppia e la gestione della trazione, permettendo di escludere la trazione anteriore e trasformare l’auto in una pura trazione posteriore, secondo le esigenze del pilota e del contesto di guida. Una soluzione che promette una reattività e una precisione dinamica finora riservate alle auto da corsa, grazie anche alle possibilità offerte dalla piattaforma MEEV, sviluppata appositamente per ospitare questo tipo di architetture.
Ma l’aspetto forse più sorprendente del progetto è la volontà di non rinunciare alle emozioni acustiche che hanno reso celebri le sportive di Monaco. In un’epoca in cui il silenzio degli EV rischia di appiattire le sensazioni di guida, BMW ha deciso di recuperare i suoni iconici dei suoi motori più amati: il V8 S65 dell’M3 GTS, il V10 S85 della M6 E64 e il sei cilindri S55 della M4 GTS. Questi ruggiti, registrati in camera anecoica per catturarne ogni sfumatura, verranno integrati nel sistema audio della vettura, miscelati con il timbro naturale dei motori elettrici per creare un soundscape immersivo e coinvolgente, che non cede a eccessi di artificiosità ma punta a restituire il piacere sensoriale tipico delle sportive termiche.
Non mancano le criticità
Questa operazione, tuttavia, non è priva di criticità. Ricreare artificialmente il suono di un motore che non esiste più pone interrogativi sia di natura etica che normativa, soprattutto in relazione alle leggi sulla sicurezza pedonale che regolamentano i rumori emessi dai veicoli elettrici. La sfida di BMW è quindi duplice: da un lato offrire un’esperienza sonora autentica e gratificante, dall’altro rispettare i vincoli imposti dalle normative e dal contesto sociale. La casa tedesca è convinta che un soundscape ben calibrato possa non solo evocare la memoria delle glorie passate, ma anche aumentare il coinvolgimento psicologico e tattile del guidatore, mantenendo intatta l’identità del marchio.
Dal punto di vista tecnico, la combinazione tra pacco batteria strutturale e motorizzazione indipendente su ciascuna ruota consente di esplorare nuove frontiere della dinamica di guida. La vettorializzazione della coppia e le funzioni di assetto attivo promettono una reattività alle sollecitazioni sportive che rappresenta un punto di riferimento per l’intero segmento. Il telaio, irrigidito dalla presenza del pacco batteria, lavora in sinergia con i sistemi elettronici per offrire un’esperienza di guida che coniuga la precisione tipica delle BMW M con le potenzialità inesplorate dell’elettrico.
Nonostante la forte spinta verso l’innovazione, la casa di Monaco non dimentica la propria tradizione termica. Dopo il lancio della nuova Serie 3 elettrica, la i3 NA0, e della stessa M3 ZA0, la strategia prevede il ritorno di versioni a combustione come la M3 G50 nel 2026 e una sei cilindri biturbo, la M3 G84, attesa per il 2028. Una scelta che testimonia la volontà di mantenere viva la passione per la guida sportiva, offrendo ai clienti la possibilità di scegliere tra diverse anime, senza rinunciare a nessuna delle emozioni che hanno reso grande il marchio.