Quindicenne alla guida di una BMW, finisce in fiume: arrestato

Un quindicenne senza patente arrestato dopo un inseguimento ad alta velocità sull'autostrada A8 con una BMW Serie 3. Pistola trovata, nessun ferito; indagini in corso

Quindicenne alla guida di una BMW, finisce in fiume: arrestato
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Giorgio Colari
Pubblicato il 22 gen 2026

Un episodio che scuote le fondamenta della sicurezza pubblica e accende i riflettori su una serie di criticità strutturali: nella notte tra sabato e domenica, la Riviera francese è stata teatro di un inseguimento ad alta velocità che ha coinvolto un quindicenne senza patente alla guida di una potente BMW Serie 3. La corsa, partita dal cuore di Cannes e proseguita sull’autostrada A8, si è conclusa in modo drammatico nei pressi di Carros, lasciando dietro di sé interrogativi profondi sulla sicurezza e la prevenzione.

Un viaggio folle tra Cannes e Carros

Tutto ha inizio nel centro di Cannes, dove una pattuglia della squadra anticrimine rileva un comportamento sospetto a bordo di una BMW Serie 3. Gli agenti tentano di fermare il veicolo, ma il giovane conducente reagisce con una fuga spericolata, immettendosi sull’autostrada A8 e spingendo l’auto a velocità che sfiorano i 200 km/h. L’inseguimento ad alta velocità si snoda per circa quaranta chilometri, seminando il panico tra gli automobilisti e mettendo a rischio l’incolumità di chiunque si trovasse lungo il percorso.

La corsa termina bruscamente a Carros, dove il minorenne perde il controllo della vettura, che si schianta in modo violento. Ma l’incubo non finisce qui: sia il quindicenne che il suo complice diciottenne abbandonano il veicolo e tentano la fuga a piedi, arrivando persino a gettarsi nel fiume Varo nel disperato tentativo di sfuggire agli agenti. Tuttavia, la loro evasione si rivela inutile: le forze dell’ordine li rintracciano rapidamente, senza che oppongano ulteriore resistenza.

Un dettaglio inquietante: la pistola abbandonata

Sul luogo dello schianto, emerge un elemento che aggrava ulteriormente la situazione: accanto alla BMW Serie 3 viene rinvenuta una pistola, gettata via dal passeggero diciottenne. Questo dettaglio rivela un ulteriore livello di pericolosità e suggerisce il coinvolgimento dei giovani in attività criminali ben più gravi della sola fuga. Infatti, il quindicenne risulta già ricercato per estorsione a mano armata, mentre il complice è accusato di porto illegale di armi.

Sicurezza sotto pressione e interrogativi sulla prevenzione

La prontezza e la professionalità degli agenti, capaci di gestire un inseguimento ad alta velocità senza ulteriori danni alla comunità, non bastano a mascherare le falle di un sistema che permette a un quindicenne di impossessarsi di una BMW Serie 3. Come può un minorenne avere accesso a un veicolo di tale potenza? Quali controlli mancano nella gestione del territorio e nella tutela dei cittadini? Queste domande si impongono con forza nel dibattito pubblico, mentre la popolazione locale esprime crescente preoccupazione per la sicurezza stradale e la tutela dei più giovani.

L’episodio mette in evidenza anche il delicato equilibrio che le forze dell’ordine devono mantenere durante un inseguimento ad alta velocità: fermare i fuggitivi è fondamentale, ma ogni manovra comporta rischi enormi per la collettività. I protocolli di intervento cercano di limitare i danni, ma non possono eliminare del tutto l’incertezza e il pericolo che situazioni simili comportano.

Richieste di intervento e responsabilità condivise

Di fronte a quanto accaduto, le istituzioni e i sindacati di polizia chiedono misure più severe: controlli anagrafici più stringenti sugli intestatari dei veicoli, sanzioni più dure per chi guida senza patente, un monitoraggio tecnologico avanzato e una formazione specialistica per gli operatori impegnati negli inseguimenti ad alta velocità. Allo stesso tempo, le associazioni per la sicurezza stradale sottolineano la necessità di agire sulle cause profonde: l’accesso illecito ai veicoli, le lacune educative e la responsabilità civile dei proprietari delle auto. Criminalizzare l’età dei soggetti coinvolti non basta: serve una strategia di prevenzione più ampia e strutturata.

Il caso ha lasciato un segno profondo nella comunità di Cannes e dei comuni limitrofi. L’idea che veicoli potenti possano finire nelle mani di giovani inesperti, magari già coinvolti in reati gravi, alimenta un clima di apprensione e richiama l’attenzione su una spirale di insicurezza che rischia di sfuggire di mano.

Le conseguenze legali e la custodia dei protagonisti

Il quadro legale che si profila è tutt’altro che semplice. Il quindicenne dovrà rispondere di guida senza patente, resistenza alle autorità e altri reati legati alla fuga. Il diciottenne, invece, è accusato di porto illegale di pistola. Anche il proprietario della BMW Serie 3 potrebbe essere coinvolto, qualora emergessero responsabilità o negligenze nella gestione del veicolo. Attualmente, entrambi i giovani si trovano in custodia cautelare, mentre le indagini proseguono per fare piena luce sulla vicenda e alimentano il dibattito su come rafforzare prevenzione e controllo del territorio.

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