Tesla Roadster, il brevetto svela un’ala estrema: può generare 700 kg di carico

Un brevetto Tesla mostra una sportiva con ala posteriore mobile capace di generare fino a 700 kg di downforce: potrebbe anticipare la nuova Roadster

Tesla Roadster, il brevetto svela un’ala estrema: può generare 700 kg di carico
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Renato Terlisi
Pubblicato il 29 set 2026

Settecento chilogrammi di carico aerodinamico generati da un’ala posteriore capace di cambiare forma, inclinazione e persino dimensioni. A pochi giorni dal debutto della Tesla Roadster, previsto per il 1° ottobre, un brevetto depositato presso l’USPTO americano potrebbe aver mostrato qualcosa di molto vicino alla nuova sportiva elettrica di Elon Musk.

Il condizionale è indispensabile. Nei documenti non viene infatti indicato esplicitamente il nome Roadster e quindi non esiste una conferma che la vettura rappresentata corrisponda al modello che Tesla presenterà. Le somiglianze con la concept mostrata nel 2017, tuttavia, sono evidenti.

Finora Tesla ha svelato ufficialmente soltanto un teaser della firma luminosa anteriore. Il brevetto permette invece di osservare un’automobile praticamente intera e, soprattutto, un sistema aerodinamico decisamente particolare.

Un’ala che cambia anche dimensione

Il protagonista del documento è il grande alettone posteriore attivo. Non si limita a modificare l’inclinazione in funzione della velocità, ma utilizza una serie di meccanismi che gli consentono anche di estendersi lateralmente.

Nella configurazione più estrema il sistema sarebbe in grado di sviluppare fino a 700 kg di downforce, aumentando il carico sulle ruote alle alte velocità. In altre condizioni l’ala potrebbe invece assumere una posizione con minore resistenza aerodinamica e funzionare secondo una logica simile a quella di un DRS.

La sua escursione ha richiesto persino una soluzione dedicata alla sicurezza. Quando completamente estesa, infatti, l’ala può spingersi oltre l’ingombro del paraurti posteriore. I sensori dell’auto potrebbero quindi comandarne automaticamente il rientro qualora venisse rilevato un incidente o un’altra situazione di pericolo.

È davvero la nuova Roadster?

A rendere interessante il brevetto è soprattutto l’automobile utilizzata per illustrare il dispositivo. Le proporzioni ricordano da vicino quelle della Roadster presentata nove anni fa, ma alcuni elementi sembrano essere diventati più aggressivi.

I parafanghi appaiono fortemente scolpiti, mentre minigonne e diffusore assumono dimensioni considerevoli. Anche la coda è molto bassa, con sottilissimi gruppi ottici che attraversano quasi interamente la larghezza della vettura.

Il padiglione presenta un andamento particolarmente spiovente. Una differenza rispetto alla vecchia concept riguarda invece il tetto, completamente chiuso nei disegni del brevetto. Potrebbe trattarsi semplicemente di una semplificazione grafica e non necessariamente di un’indicazione sulla configurazione definitiva. Degli interni, invece, non viene mostrato praticamente nulla.

Le prestazioni annunciate nove anni fa

Resta poi da capire quanto delle promesse formulate nel 2017 sopravviverà sulla Roadster definitiva. All’epoca Tesla dichiarava uno 0-100 km/h in 1,9 secondi e una velocità massima di circa 402 km/h.

Erano numeri quasi fantascientifici nove anni fa, mentre oggi diverse hypercar elettriche hanno spostato molto più avanti i riferimenti prestazionali. Proprio per questo la versione definitiva potrebbe dover offrire qualcosa di ulteriore rispetto alle specifiche originariamente annunciate.

Il brevetto non permette di stabilire quali saranno motori, batteria o prestazioni della nuova Roadster. Offre però un indizio interessante sulla direzione che Tesla potrebbe aver scelto: non affidarsi soltanto alla potenza elettrica, ma utilizzare aerodinamica attiva estrema per controllarla.

La risposta dovrebbe arrivare il 1° ottobre, meteo permettendo visto che la presentazione è programmata all’aperto. Solo allora sapremo se quei 700 kg di carico appartengono davvero alla Roadster o se il brevetto ci ha semplicemente portati sulla pista sbagliata.

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