SUV sempre più grandi: uno studio collega i cofani alti a più rischi per i pedoni

Un'analisi su milioni di incidenti evidenzia come SUV e pick-up con cofani più alti possano aumentare il rischio di lesioni mortali per i pedoni

SUV sempre più grandi: uno studio collega i cofani alti a più rischi per i pedoni
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Renato Terlisi
Pubblicato il 1 lug 2026

Negli ultimi vent’anni i SUV hanno conquistato il mercato automobilistico mondiale, diventando la scelta preferita di milioni di automobilisti. Le loro dimensioni maggiori, la posizione di guida rialzata e la sensazione di maggiore sicurezza hanno progressivamente sostituito berline e station wagon. Tuttavia, proprio questa evoluzione potrebbe avere conseguenze importanti per la sicurezza degli utenti più vulnerabili della strada.

Una nuova ricerca, rilanciata dal New York Times e basata sull’analisi di milioni di dati relativi agli incidenti stradali negli Stati Uniti, evidenzia infatti come l’aumento dell’altezza del cofano di SUV e pick-up possa aver contribuito a rendere gli investimenti più pericolosi per i pedoni. Si tratta di uno studio che riapre un dibattito già avviato negli ultimi anni e che potrebbe influenzare anche il futuro della progettazione automobilistica.

Cofani più alti, cambia la dinamica degli incidenti

Secondo l’analisi, il problema non riguarda soltanto le maggiori dimensioni dei veicoli, ma soprattutto il modo in cui queste modificano l’impatto con un pedone. Nelle tradizionali berline il frontale più basso tende a colpire inizialmente le gambe della persona investita, favorendo una rotazione del corpo sul cofano, che è progettato anche per assorbire parte dell’energia dell’urto.

Nei SUV e nei pick-up moderni, invece, il cofano più alto colpisce direttamente il bacino o il torace, modificando completamente la dinamica dell’incidente. In molti casi il pedone viene proiettato in avanti verso il suolo, aumentando il rischio di lesioni gravi o mortali.

Secondo i ricercatori, se l’altezza media dei frontali fosse rimasta simile a quella dei primi anni Duemila, tra il 2016 e il 2024 si sarebbero potuti evitare circa 3.000 decessi negli Stati Uniti. Lo studio evidenzia inoltre un dato significativo: ogni incremento di 2,54 centimetri (un pollice) nell’altezza del cofano sarebbe associato a un aumento del 2,8% della probabilità di morte del pedone coinvolto nell’investimento.

Crescono anche gli angoli ciechi

La ricerca richiama l’attenzione anche su un altro elemento spesso trascurato: la visibilità. I SUV moderni adottano montanti anteriori più robusti per migliorare la protezione degli occupanti in caso di ribaltamento o incidente. Questa soluzione, però, comporta un inevitabile aumento degli angoli ciechi.

Attraverso scansioni tridimensionali di diversi modelli, tra cui Ford F-150, Chevrolet Silverado, Toyota Tacoma e GMC Sierra, i ricercatori hanno confrontato i veicoli attuali con le generazioni di fine anni Novanta e inizio Duemila.

I risultati mostrano un netto peggioramento della visibilità. Nel caso del Silverado le aree cieche risultano quasi raddoppiate, mentre Tacoma e Sierra registrano incrementi vicini al 60%. Anche il Ford F-150, che evidenzia la crescita più contenuta, presenta comunque un aumento di circa il 25%. Una minore visibilità può rendere più difficile individuare un pedone durante le svolte o nelle manovre a bassa velocità, soprattutto nei contesti urbani.

Altri studi confermano il fenomeno

La nuova ricerca si inserisce in un filone di studi già sviluppato negli ultimi anni. Nel 2023 l’Insurance Institute for Highway Safety (IIHS) aveva evidenziato come i veicoli con cofani superiori a circa 102 centimetri risultassero fino al 45% più pericolosi per i pedoni rispetto alle automobili caratterizzate da frontali più bassi e inclinati.

Successivamente, una ricerca pubblicata nel Journal of Safety Research nel 2024 ha confermato che i frontali alti e verticali aumentano il rischio di lesioni gravi, suggerendo ai costruttori di valutare soluzioni progettuali con cofani meno elevati e maggiormente inclinati.

La tecnologia può aiutare, ma non basta

Le case automobilistiche ricordano che la sicurezza stradale dipende da numerosi fattori, tra cui velocità, distrazione, condizioni delle infrastrutture e comportamento del conducente. Negli ultimi anni si sono inoltre diffusi sistemi ADAS sempre più evoluti, come la frenata automatica d’emergenza con riconoscimento dei pedoni, oggi presente su un numero crescente di modelli.

Secondo molti esperti, tuttavia, queste tecnologie rappresentano un supporto importante ma non possono compensare completamente gli effetti di un design meno favorevole alla protezione degli utenti più vulnerabili. Con la continua crescita delle vendite dei SUV anche in Europa, il tema del rapporto tra dimensioni dei veicoli, progettazione del frontale e sicurezza dei pedoni è destinato a diventare sempre più centrale nei prossimi anni, sia per i costruttori sia per i legislatori chiamati a definire le future norme di omologazione.

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